Cogesa, a Sulmona sveltina prima della riforma dell’ambito unico
Il Comune di Sulmona mette a bando i servizi di raccolta rifiuti, tagliando fuori il Cogesa. Timori per la tenuta occupazionale.
SULMONA – All’orizzonte dell’ambito unico per la gestione rifiuti, il Comune rimette a bando la raccolta rifiuti e la pulizia della città. Schiaffo ad Agir e Regione.
Ha spiazzato non poco la mossa del Comune di Sulmona che ha deciso di rimettere a bando i servizi della raccolta rifiuti e spazzamento, tagliando fuori – di fatto – il Cogesa, società a capitale interamente pubblico, con lo stesso Comune socio maggioritario. A preoccupare, naturalmente, la tenuta occupazionale per dipendenti della società. Per quanto ci siano strumenti tecnici, come la clausola sociale, che possano in qualche modo vincolare il privato che dovesse vincere il bando a “pescare” la forza lavoro nel bacino dello stesso Cogesa, con quale criterio si potrà scegliere chi rimarrà nella società a capitale pubblico e chi dovrà passare al privato? Una decisione che inevitabilmente creerebbe tensioni sostanziali, considerando che nessun dipendente passerebbe di buon grado dal pubblico al privato. E comunque, con quali prospettive?
Prospettive certamente a breve termine, visto che nel settore incombe la riforma dell’ambito unico all’orizzonte del 2029. In quel momento, naturalmente, il bando pensato dal Comune di Sulmona sarebbe carta straccia. Insomma, sarebbe una “gara ponte” che dovrebbe iniziare e concludersi nel giro di un due/tre anni. Ma a beneficio di chi?
Certo il Cogesa manterrebbe comunque la gestione dell’impianto e dovendo fornire servizi in meno conseguirebbe un minimo di taglio nei costi di gestione, per arrivare al 2029 con una società vagamente più “in salute” e forse in grado di giocarsi la fusione da protagonista con le altre società di gestione, in particolare con l’ASM.
Il tutto diventa però diventa meno comprensibile in ottica politica. Lo “strappo”, infatti, arriva da un’amministrazione di centrodestra che di fatto sconfessa l’impostazione dei livelli superiori, dalla regione a guida Marsilio all’AGIR, presieduto dal sindaco Pierluigi Biondi, andando controcorrente rispetto al percorso di riforma che comunque dovrebbe compiersi nel 2029. In quel momento si vedrà se la rincorsa del Cogesa avrà avuto gli esiti sperati dall’amministrazione comunale. Esiti che comunque passeranno sopra tanti lavoratori e rispettive famiglie, “vittime collaterali” di una guerra che in un mondo normale non li riguarderebbe.
Quando le vertenze entreranno nel vivo, quando i lavoratori che pure avranno accettato di passare al privato si ritroveranno senza tutele, forse si alzerà bello alto il vessillo del “bene comune”: “Però abbiamo salvato il Cogesa”. In quel momento qualcuno dovrebbe ricordarsi che il “salvataggio” è stato fatto sulla pelle dei lavoratori, quando nel frattempo le varie società di gestione, singolarmente, non varranno più nulla, assorbite nella riforma dell’ambito unico. E allora, come direbbero i latini, cui prodest?
Si vedrà, nel frattempo il centrodestra sulmonese si sta giocando il ritorno alla guida del Comune camminando su un campo minato.







