Cervo investito e ucciso da un’auto a Barete
Cervo investito sulla Superstrada L’Aquila–Amatrice. Nuovo incidente vicino Barete. A Sulmona invece rimosse le corna a un esemplare travolto e abbandonato ai margini della strada.
Cervo investito e ucciso sulla Superstrada L’Aquila–Amatrice, nuovo incidente vicino Barete. A Sulmona invece rimosse le corna a un esemplare travolto e abbandonato ai margini della strada.
Gli incidenti che coinvolgono fauna selvatica sono sempre più frequenti sulle strade abruzzesi, con conseguenze gravi per automobilisti e animali. A Barete ennesimo scontro tra auto e cervo, mentre a Bagnaturo (Sulmona) la carcassa di un ungulato decapitato dopo giorni di abbandono solleva indignazione e allarmi sanitari.
L’incidente a Barete si è verificato nella serata di mercoledì 24 settembre, intorno alle ore 22:00, sulla Superstrada L’Aquila–Amatrice, nei pressi del secondo bivio in direzione L’Aquila. Un’autovettura ha impattato violentemente contro un grosso cervo che si trovava sulla carreggiata. L’animale è morto sul colpo e il suo corpo è rimasto esanime sul lato sinistro della strada, per poi essere recuperato dal veterinario di turno della Asl1. Sul posto sono intervenute le Forze dell’Ordine, un’ambulanza e alcuni automobilisti che hanno assistito alla scena. Fortunatamente l’automobilista non ha riportato conseguenze.

(foto di repertorio)
Non si tratta di un episodio isolato: quello di Barete è solo l’ultimo di una serie di incidenti che vedono coinvolti animali selvatici lungo questo tratto di strada, già noto per la pericolosità legata alla presenza di fauna in attraversamento. Chi percorre queste strade è invitato alla massima prudenza, soprattutto nelle ore serali e notturne.
Il problema, però, riguarda un’area ben più ampia. A Bagnaturo, alle porte di Sulmona, un altro cervo investito e lasciato per giorni sul ciglio della carreggiata nei pressi delle quattro corsie è stato ritrovato senza testa. Secondo le prime ipotesi, ignoti avrebbero asportato le corna dell’animale, nonostante fosse già in avanzato stato di decomposizione. A denunciare la vicenda è stata Catia Puglielli, coordinatrice del Tribunale per i Diritti del Malato, che aveva già segnalato pubblicamente i rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini, parlando di una situazione di “inerzia intollerabile” da parte delle istituzioni.
Due episodi diversi, ma che raccontano la stessa emergenza, sia in termini di sicurezza stradale che di tutela ambientale. La soglia di attenzione deve restare alta.





