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Minacce di morte e vilipendio al cimitero, due coniugi a processo

Minacce di morte e vilipendio al cimitero, due coniugi sulmonesi a processo.

A processo due coniugi sulmonesi accusati di minacce di morte e vilipendio nel cimitero di Sulmona.

Si aprirà domani, 22 settembre, presso il Tribunale di Sulmona il processo a carico di due coniugi sulmonesi accusati di minacce di morte e vilipendio in luogo sacro. La vittima è Adele Di Rocco, originaria della Valle Peligna, conosciuta per i suoi risultati sportivi ma soprattutto per l’impegno come attivista contro la violenza di genere, come presidente del Coordinamento Codice Rosso. Secondo l’accusa, la donna – difesa dall’avvocato Gianfranco Di Marcello del foro di Teramo – sarebbe stata presa di mira dai due familiari, già coinvolti in passato in vicende giudiziarie legate a un testamento poi dichiarato nullo dal giudice dopo una perizia calligrafica che lo aveva ritenuto falso.
Negli anni, la famiglia Di Rocco avrebbe subito ripetute vessazioni e, secondo l’accusa, l’episodio più grave risalirebbe all’aprile scorso. In quella circostanza, i due imputati si sarebbero recati nel cimitero di Sulmona compiendo atti di vilipendio nella cappella di famiglia. Il giorno successivo, Di Rocco avrebbe cercato un confronto diretto con i coniugi per comprendere le ragioni del gesto, ma sarebbe stata accolta da insulti e minacce. Stando alla denuncia, uno degli imputati avrebbe addirittura brandito un coltello.
“La condotta dei due coniugi – si legge in una nota – dimostra un atteggiamento di disprezzo sfociato in atti intimidatori che non possono restare impuniti. I valori e i diritti fondati sulla tradizione cristiana devono essere tutelati, così come la legge prevede. Le intimidazioni e le minacce vanno sempre denunciate”.