Un Murale per Mario Magnotta, la medicina del sorriso
L’AQUILA – Inaugurato a Colle Sapone il murale dedicato a Mario Magnotta e al famosissimo scherzo della lavatrice, alla presenza della figlia Romina: “Emozione grandissima”. Videtta e De Dominicis: “Una casa museo per ascoltare le registrazioni”.
Una “medicina” vera e propria, già sperimentata da Maurizio Videtta, insieme ad Antonello De Dominicis autore del mitico scherzo a Mario Magnotta, per alleviare le sofferenze dei malati, in particolare per chi è costretto a passare tante ore in dialisi: “Abbiamo fatto ascoltare le telefonate di Mario e il sorriso è nato anche in un contesto come quello ospedaliero. Gli stessi medici ci hanno detto che il sorriso, in qualche modo, è una ‘medicina’ che non possono prescrivere, ma che fa sicuramente bene a tutti”. Le parole degli autori del memorabile scherzo, durante la cerimonia per l’inaugurazione del murale dedicato al bidello più amato d’Italia a Colle Sapone, opera dell’artista Daniele Gottastia. Presente anche la figlia di Mario, Romina Magnotta, insieme alle autorità cittadine, con il sindaco Pierluigi Biondi e diversi esponenti del Consiglio comunale, e Alessio De Leonardis, regista del docufilm in uscita “Semplice cliente”, dedicato appunto a Magnotta. Per l’occasione, Videtta ha anche lanciato l’idea di realizzare una “casa museo” dove poter ascoltare le registrazioni dello scherzo.
Il servizio video.
“Sono commossa – ha confessato la figlia di Mario Magnotta, Romina – non mi sarei mai aspettata che ancora oggi mio padre sia nel cuore di tante persone. Ringrazio tutti, per me è una situazione nuova, ma sono felicissima che tanti giovani vedranno quest’opera”.
“In questo luogo – ha aggiunto il sindaco Biondi – ogni giorno passano migliaia di studenti e magari guardando quest’opera penseranno a una persona straordinariamente genuina e combattiva che ha reso celebre L’Aquila attraverso lo scherzo di Maurizio e Antonello”.
“Erano tempi in cui si facevano piccoli scherzi ai bidelli – ricordano Videtta e De Dominicis – e noi di ritorno da un concerto abbiamo saputo che aveva acquistato la specifica lavatrice. Da lì è stato tutto spontaneo, a braccio, e mai ci saremmo aspettati tanto clamore”. Quindi l’idea della “casa museo”: “Siamo disponibili ad arredarla con tutti i cimeli che abbiamo, le registrazioni, in modo che tutti possano sentire lo scherzo, in un contesto adeguato”.
“Mario Magnotta – ha sottolineato Gottastia – è cultura pop, quindi ho cercato di riportarlo in un mondo anni 80 fatto di colori vivaci”.
“A Roma Mario è famoso – ha concluso il regista Alessio De Leonardis – e io stesso sono cresciuto ascoltando gli scherzi della lavatrice. Ho pensato che fosse una storia da raccontare, ma non volevo farlo nella forma di film, con attori che recitavano. Ho scelto il docufilm perché Mario era un personaggio vero, del popolo, e ricostruirlo cinematograficamente non aveva senso. Abbiamo voluto raccontare la verità e riuscire a far togliere qualche curiosità ai suoi tanti fan”.



