Sarra Kasri a Sant’Eusanio Forconese, l’esperienza del terremoto accanto alle comunità locali è stata una lezione indimenticabile
“Missione sul campo” a Sant’Eusanio Forconese. L’esperienza di Sarra Kasri, docente dell’Università di Mons.
SANT’EUSANIO FORCONESE – A “Missione sul Campo” Sarra Kasri: “Vivere l’esperienza del terremoto con il supporto e la capacità di reazione della comunità locale è stata una lezione indimenticabile”.
Studiare la gestione dell’emergenza, i rischi, tecniche e nuove progettualità per la ricostruzione, fianco a fianco con chi l’esperienza del terremoto l’ha vissuta in maniera devastante e nel momento in cui una “scossetta” si fa di nuovo sentire a ricordare a tutti che cosa significano quegli studi “nel concreto”. Questa è stata la “lezione indimenticabile” di Sarra Kasri, docente dell’Università di Mons e membro dell’Associazione francese d’ingegneria parasismica (AFPS) e dell’Associazione francese per la prevenzione delle catastrofi naturali e tecnologiche (AFPCNT), protagonista dell’iniziativa internazionale “Missione sul campo” che ha portato esperti, studenti e istituzioni internazionali a confrontarsi sul territorio aquilano, attraverso la collaborazione con il Comune di Sant’Eusanio Forconese, guidato dal sindaco Deborah Visconti, e l’Ufficio speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC), con il titolare Raffaello Fico.
“Ricordo in particolare un momento di due anni fa, – dice infatti Kasri – quando eravamo qui con un gruppo di studenti e la terra ha tremato. È stata un’esperienza forte, ma anche significativa: poterla vivere accanto alle comunità locali, che hanno saputo trasmettere il loro sapere e la loro capacità di reagire, ha reso quella lezione indimenticabile”.
Una lezione che ha insegnato tanto: “Studiare i rischi non significa solo elaborare modelli teorici, ma costruire dialoghi, rafforzare reti, valorizzare le identità dei territori. In questo senso, il lavoro svolto in Abruzzo non è solo ricerca: è un esercizio concreto di cittadinanza scientifica e civile”.
Il tutto nasce dalla convinzione che “la prevenzione parte dalla conoscenza, ma anche dalla capacità di apprendere dalle esperienze. Il nostro approccio allo studio del rischio sismico – spiega Kasri – nasce dalla possibilità di apprendere da ciò che è già accaduto. Questo significa integrare la memoria collettiva e le esperienze pregresse all’interno della didattica, perché gli architetti devono essere considerati attori proattivi nelle dinamiche di un territorio. È a partire da questa visione che abbiamo costruito percorsi formativi specifici, capaci di unire conoscenza tecnica, progettualità e consapevolezza dei rischi”.
Un punto centrale riguarda le differenze geografiche: “In Francia e in Belgio la ricorrenza di fenomeni sismici non è paragonabile a quella dell’Italia. È per questo che il contesto italiano rappresenta un laboratorio di grande interesse, dove è possibile organizzare workshop, attività sul campo e momenti di studio. Analizziamo i territori come casi concreti e cerchiamo di trarre insegnamenti utili non solo per l’architettura, ma anche per la concezione urbana degli spazi e per la gestione integrata del rischio”.
La collaborazione con l’Italia si è rafforzata grazie ai contatti maturati negli anni: “Ho conosciuto il collega con cui collaboro, l’architetto Giovangiuseppe Vannelli, durante un suo percorso di ricerca a Parigi. Da allora, anche in collaborazione con AFPS e AFPCNT, abbiamo sviluppato una rete che ci ha permesso di entrare in contatto diretto con i territori colpiti dal sisma, con gli attori locali e con le comunità. È nato così un dialogo fertile, in cui esperienze diverse si incontrano e si contaminano”.
Un ruolo importante è quello del sostegno europeo: “L’Unione Europea incoraggia questo tipo di cooperazione tra università, istituzioni e territori. Dentro questo framework conduciamo iniziative che producono risultati concreti: ricerche, scambi di buone pratiche, momenti formativi che restituiscono feedback utili sia per i professionisti che per il mondo accademico. In questo modo la ricerca non rimane astratta, ma ha un impatto reale, costruito in forte sinergia con le forze del territorio”.
Non sono infatti mancati momenti di confronto internazionale: “Lo scorso settembre, a Parigi, AFPS e AFPCNT hanno invitato rappresentanti delle istituzioni italiane con cui collaboriamo. Abbiamo ascoltato con grande interesse figure come Deborah Visconti, sindaco di Sant’Eusanio Forconese e presidente dell’Unione dei Comuni Montani, Giovanni Berardinangelo, vicesindaco, e Raffaello Fico, titolare dell’USRC, che hanno condiviso una conoscenza maturata sul campo, frutto di anni di gestione delle emergenze e della ricostruzione. E abbiamo avuto modo di confrontarci anche con studiosi e professionisti come Mauro Dolce, docente dell’Università Federico II, ma anche presidente di ReLUIS, il cui impegno nella ricerca e nella Protezione civile è per noi fonte di ispirazione”.
Per Kasri, inoltre, l’esperienza italiana rappresenta una lezione preziosa anche dal punto di vista umano: “Siamo rimasti colpiti dalla preparazione e dalla disponibilità dei sindaci, dei vicesindaci, dei consiglieri comunali. Non si sono limitati a raccontare l’emergenza, ma hanno condiviso storie, identità, luoghi fisici e immateriali che continuano a essere centrali per le comunità. Questo patrimonio di memoria e resilienza è un valore che va custodito e che costituisce un esempio anche per chi arriva da altri Paesi”.
L’appuntamento con “Missione sul Campo” è dal 18 al 20 settembre 2025: Il 18 settembre è prevista la visita all’Aquila; il 19 settembre focus a Sant’Eusanio Forconese e nei Comuni del cratere, con tavola rotonda conclusiva al Monastero di San Colombo a Barisciano, mentre il 20 settembre tappa finale ad Amatrice.
L’evento nasce dal progetto congiunto dell’Associazione francese d’ingegneria parasismica (AFPS) e dell’Associazione Francese per la prevenzione delle catastrofi naturali e tecnologiche (AFPCNT) in collaborazione con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC ), il Comune di Sant’Eusanio Forconese, l’Università Federico II di Napoli, il progetto GRINS – PE9 e il contributo del consorzio universitario ReLUIS.









