Sit-in pro Palestina, bloccati accessi alle aziende Leonardo e Thales Alenia
Momenti di tensione da questa mattina nella zona ovest, dove i manifestanti impegnati nel sit-in Pro Palestina hanno occupato le vie di accesso alle aziende. La situazione
Sit-in pro Palestina a L’Aquila davanti l’azienda Leonardo, momenti di tensione con la polizia.
L’AQUILA – Manifestanti pro Palestina hanno bloccato da questa mattina la via di accesso principale allesedi di Leonardo e Thales Alenia Space nella zona industriale ovest dell’Aquila. Tensioni con la polizia si sono verificate alla richiesta di liberare l’accesso alle aziende. “Leonardo Spa fa i soldoni sul sangue dei popoli”, si legge in uno dei cartelli. Un altro recita: “Fuori Leonardo dalle Università”. Sul posto sono giunti gli agenti della Digos e un furgone della polizia con agenti in tenuta antisommossa. Alla mobilitazione hanno preso parte attivisti da tutto l’Abruzzo, con azioni di volantinaggio già avviate il mese scorso. Tra i cartelli, anche uno con scritto “Sabotiamo la guerra, blocchiamo tutto”. Nel sit-in mostrati inoltre striscioni di solidarietà nei confronti dei tre palestinesi Anan Yaheesh, Ali Irar e Mansour Dogmosh, sotto processo all’Aquila con l’accusa di terrorismo internazionale.
Uno dei volantini distribuiti dai manifestanti al bivio davanti alla sede della Leonardo Spa, nella zona industriale ovest dell’Aquila, mette sotto accusa il “complesso industriale militare italiano, capeggiato proprio daLeonardo Spa, industria controllata dallo Stato” per la vendita di armi a Israele, “utilizzate per uccidere civili a Gaza e intutta la Palestina oltre che in Yemen, Siria, Libano”.
“Questa azienda – si legge – lucra sul genocidio perpetratoda Israele, direttamente con la vendita di armi o indirettamente
con la fornitura di altri prodotti o servizi”.
Da qui le accuse di corresponsabilità al governo italiano, definito “servo diIsraele e degli Stati Uniti”.
“Se lo Stato italiano pretende di agire in nome nostro – scrivono i manifestanti – allora spetta a noi tutti giudicarlo,
delegittimarlo e bloccarlo, quando sostiene apertamente econcretamente l’atroce massacro di persone inermi uccise dalle
bombe, dai cecchini, dalla fame”.
La mobilitazione si sta concentrando al bivio sulla strada principale di accesso alle aziende, in via Gian Domenico Cassini. Il traffico è controllato da polizia e carabinieri, presenti anche con personale in borghese, a supporto della Digos.
Una strada secondaria consente comunque l’accesso ai dipendenti della Leonardo, così come alla Thales Alenia. Il lavoro delle due aziende procede regolarmente. Secondo quanto riferito da alcuni manifestanti, Leonardo avrebbe comunque invitato i dipendenti a lavorare da remoto, per quanto possibile.







