I casi Covid19 salgono ma non all’Aquila, ora attenzione all’influenza
Il professor Grimaldi, “Situazione Covid19 sotto controllo, ma serve prudenza in vista di un’influenza che si preannuncia molto aggressiva”.
Covid19, casi in crescita a livello nazionale, ma nessun allarme. All’Aquila situazione stabile, con gli occhi puntati sull’influenza, Grimaldi “Sarà molto aggressiva, è fortemente raccomandata la vaccinazione”.
In Italia i contagi da Covid19 tornano a salire. Secondo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute, nella settimana dal 28 agosto al 3 settembre sono stati registrati oltre 2.000 nuovi casi, con un aumento del 47% rispetto ai sette giorni precedenti. I decessi restano contenuti (8), così come la pressione ospedaliera: i ricoveri ordinari si attestano all’1,2% e le terapie intensive allo 0,3%, in linea con la settimana precedente.
Se a livello nazionale i dati parlano di un ritorno della circolazione virale – pur senza conseguenze cliniche di rilievo – all’Aquila la situazione è sotto controllo.«Si nota una lieve ripresa della malattia – spiega il professor Alessandro Grimaldi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive dell’ospedale San Salvatore e Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia dell’Aquila –. Diversi i casi segnalati, con molte persone che si curano a casa. Tuttavia, fortunatamente non c’è alcun sovraffollamento: i reparti sono pieni, ma il Covid19 non c’entra», specifica.

I sintomi da Covid19 segnalati restano quelli già conosciuti: febbre, tosse, dolori articolari e disturbi respiratori. Nei soggetti fragili, sottolinea Grimaldi, «non sono rari i casi che evolvono in polmoniti».
Nessun allarme, dunque, ma resta la raccomandazione alla prudenza: «Negli Stati Uniti sono state segnalate forme più aggressive di Covid-19, quindi è importante mantenere l’attenzione alta, soprattuttoin vista dell’autunno».
Un punto cruciale riguarda infatti la prossima stagione influenzale. «Dall’emisfero australe arrivano segnali di un’influenza aggressiva, simile a quella dello scorso anno, che ha spesso portato allo sviluppo di polmoniti – aggiunge Grimaldi –. Per questo raccomandiamo fortemente la vaccinazione, sia contro l’influenza che contro il Covid-19, soprattutto per i soggetti a rischio».








