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Giovangiuseppe Vannelli a Sant’Eusanio Forconese, la valorizzazione delle conoscenze è già prevenzione

Ricostruzione post-sisma e buone pratiche di prevenzione, Sant’Eusanio Forconese come laboratorio internazionale.

Missione sul campo, il percorso di Sant’Eusanio Forconese come laboratorio internazionale. Vannelli: “Sindaco Deborah Visconti e titolare USRC Raffaello Fico interlocutori eccellenti per supporto allo studio del territorio”.

“Quello che ci ha colpito di questo territorio è stata la capacità dei suoi abitanti di lavorare sulla memoria e condividere quanto hanno vissuto e le conoscenze apprese sia nella gestione dell’emergenza che in ambito di ricostruzione”. Così il dottor Giovangiuseppe Vannelli, architetto e ricercatore del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, tra i protagonisti di “Missione sul campo”, l’iniziativa che vedrà studenti, docenti e professionisti francesi, insieme a colleghi dell’Università Federico II di Napoli, visitare i cantieri e i luoghi simbolo della ricostruzione. Prosegue così il percorso di Sant’Eusanio Forconese come laboratorio internazionale sulla ricostruzione post-sisma e sulle buone pratiche di prevenzione. “Sono ormai 3 anni – spiega il dottor Vannelli – che lavoriamo, insieme alla professoressa Sarra Kasri dell’Università di Mons e alla professoressa Angela D’Agostino della Federico II, sul territorio di Sant’Eusanio e su quello del cratere aquilano, per affrontare i temi della ricostruzione, per studiare quanto è stato fatto e per contribuire alla definizione delle strategie di rilancio di questi territori, in termini di rigenerazione urbana e territoriale laddove alla ricostruzione fisica deve corrispondere quella sociale”. Il tutto, “operando con delle collaborazioni nazionali – ad esempio con la rete di ricerca ‘TEMP-‘ di cui sono co-fondatore – e internazionali tra Italia – con la sede di Napoli Federico II – Belgio, con l’Università del Mons, e Parigi, con l’École d’Architecture de Paris-Belleville. Pian piano abbiamo esteso queste collaborazioni anche ad altre istituzioni, come la National Technical University of Athens, e adesso siamo in collaborazione con alcuni colleghi della Toyo University, della Hosei University, della Senshu University e della Waseda University di Tokyo”.

Sant'Eusanio Forconese missione sul campo

Queste collaborazioni che vedono Sant’Eusanio Forconese come un grande laboratorio internazionale nascono dalla tesi di dottorato dello stesso dottor Vannelli. “In quel periodo stavo collaborando a delle ricerche con il Dipartimento di Protezione Civile e il consorzio interuniversitario ReLUIS, con cui stiamo dialogando anche adesso, tant’è che il presidente Mauro Dolce sarà con noi in Abruzzo”. “La tesi di dottorato – spiega – partiva dall’idea di lavorare sulla temporalità del progetto e grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile, e al prezioso contributo dell’ingegnere Alessandra Cafardi, mi è stato fornito tanto materiale da analizzare, studiare e indagare in relazione alla fase di seconda emergenza. Tra i vari materiali, mi sono trovato a dover individuare un comune su cui fare degli approfondimenti progettuali e da studiare nella maniera più dettagliata per comprendere gli impatti e la composizione urbana degli insediamenti temporanei post emergenza. Nell’indagare il territorio del Cratere, mi sono imbattuto quindi in Sant’Eusanio Forconese, che per me aveva una delle forme più interessanti, perché la posizione del suo insediamento temporaneo gioca un ruolo di grande interesse, rappresentando una grande occasione di futuro attraverso la ricucitura tra il centro storico e il castello sul Monte Cerro. A partire da questo specifico elemento, abbiamo poi man mano esteso il campo di indagine alla ricostruzione, alle relazioni tra gli attori coinvolti, dal Comune guidato da Deborah Visconti all’USRC con l’ingegner Raffaello Fico, fino ai numerosi placemaker, come Mimmo Srour, che con il loro know-how ci hanno aperto le porte di questo territorio. Ci ha colpito molto sia la disponibilità di tutti alla condivisione che la preparazione, anche tecnica, di tanti amministratori e personale dei vari enti. Il mio primo contatto è stato il vicesindaco Giovanni Berardinangelo, che era l’interlocutore dell’ingegner Alessandra Cafardi del Dipartimento di Protezione Civile, che da parte sua mi aveva già assicurato del fatto che avrei trovato una comunità assolutamente accogliente e interessata a lavorare su quella memoria, su quelle conoscenze che si erano prodotte durante la fase di post emergenza. E così è stato. Successivamente ho conosciuto il sindaco, Deborah Visconti, ed entrambi si sono dimostrati interlocutori eccellenti nella capacità di raccontarci il territorio. In particolare nelle attività più recenti, anche inscritte in un accordo di collaborazione scientifica con il Comune di Sant’Eusanio Forconese, il sindaco Visconti ci ha supportato nelle indagini e negli studi sul territorio dandoci l’occasione di entrare in contatto con le interessanti attività che conducono e con i placemaker che hanno poi fatto la storia di questi piccoli centri. Quando si lavora in un territorio è fondamentale apprendere quanto più possibile dalle persone che lo abitano e lo vivono, perché sono loro a restituire un patrimonio prezioso di conoscenze che arricchiscono la ricerca accademica”.

Sant'Eusanio Forconese missione sul campo

Appuntamento quindi con “Missione sul Campo”, dal 18 al 20 settembre 2025: Il 18 settembre è prevista la visita all’Aquila; il 19 settembre focus a Sant’Eusanio Forconese e nei Comuni del cratere, con tavola rotonda conclusiva al Monastero di San Colombo a Barisciano, mentre il 20 settembre tappa finale ad Amatrice.
L’evento nasce dal progetto congiunto dell’Associazione francese d’ingegneria parasismica (Afps) e dell’Associazione Francese per la prevenzione delle catastrofi naturali e tecnologiche (Afpcnt) in collaborazione con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC), il Comune di Sant’Eusanio Forconese,  l’Università Federico II di Napoli, il progetto GRINS – PE9 e il contributo del consorzio universitario ReLUIS.

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