Chieste condanne per dieci imputati nel processo sull’acquifero del Gran Sasso
Dopo anni di udienze e rinvii, entra nella fase decisiva il processo sull’acquifero del Gran Sasso. Udienze fissate per la metà di ottobre
La vicenda della mancata tutela del sistema acquifero del Gran Sasso, risale all’inchiesta aperta nel 2017
La Procura ha avanzato la richiesta di dieci condanne a un anno e otto mesi, oltre a 40mila euro di multa ciascuno, nei confronti degli ex vertici di Istituto nazionale di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti. La pubblica accusa, rappresentata dai pm Greta Aloisi e Davide Rosati, ha centrato la requisitoria su due principi cardine: la precauzione e la posizione di garanzia. Secondo i magistrati, chi aveva l’obbligo giuridico di proteggere una risorsa vitale come l’acqua del Gran Sasso “non ha agito con misure concrete, limitandosi a dichiarazioni di principio”.
Gli imputati sono figure di primo piano nelle tre società coinvolte: tra loro, l’ex presidente dell’Infn Fernando Ferroni, l’ex direttore dei laboratori Stefano Ragazzi, e l’ex presidente di Ruzzo Reti Antonio Forlini. A questi si aggiungono altri dirigenti tecnici e amministrativi, oltre a rappresentanti di Strada dei Parchi come l’ex ad Cesare Ramadori.
È quanto riporta il quotidiano ‘Il Centro’. Il procedimento trae origine dall’emergenza idrica che nel 2017 portò allo stop temporaneo dell’erogazione in 32 Comuni del Teramano per problemi di potabilità. Dopo sei anni e numerosi passaggi di mano tra diversi giudici, l’unico capo d’accusa ancora valido è il rischio di compromissione o deterioramento delle acque destinate al consumo umano.
I magistrati, scrive ancora Il Centro, hanno evidenziato come all’interno del sistema si siano verificate “interferenze mai risolte” tra i laboratori sotterranei, le gallerie autostradali e le condutture idriche. In particolare, sarebbe rimasto irrisolto il problema di un isolamento inadeguato delle opere di captazione e convogliamento delle acque. “La salvaguardia dell’acquifero – hanno sottolineato – è stata affidata solo a uno scambio di comunicazioni. Chi aveva la responsabilità diretta di intervenire ha colposamente omesso di farlo”.
Oltre alle richieste di condanna individuali, la Procura ha chiesto sanzioni economiche anche per le società: 200mila euro e 500 quote per Strada dei Parchi e 160mila euro e 400 quote per Ruzzo Reti. Le prossime udienze, conclude Il Centro, sono fissate per il 13, 14 e 15 ottobre, quando parleranno i difensori degli imputati.


