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L’Aquila Imprevista, torna il jazz per le terre del sisma

Il jazz italiano per le terre del sisma anima il centro storico con “L’Aquila imprevista”.

L’Aquila Imprevista è il festival che porta il jazz tra le piazze della città, con musica dal vivo e performance di improvvisazione.

La magia di L’Aquila Imprevista sorprende le piazze della città, confermando il festival come un appuntamento imprescindibile per chi ama il jazz e la musica. Il titolo di quest’anno nasce da una doppia ispirazione: da un lato l’imprevedibilità che ha segnato la storia recente della città e delle terre colpite dal sisma, dall’altro la capacità del jazz di sorprendere, reinventare forme e linguaggi e trasformare l’improvvisazione in emozione collettiva.
Questa undicesima edizione del Jazz italiano per le terre del sisma segna anche una novità nella direzione artistica, condivisa tra Silvia Bolognesi, Luca A. d’Agostino e Filippo d’Urzo, che hanno unito tre sguardi diversi in un progetto corale, umano e creativo. Il festival porta in città musicisti da tutta Italia e li mette in contatto con le realtà artistiche locali, creando momenti autentici di scambio e collaborazione.

l'aquila imprevista jazz

Camminare tra le vie dell’Aquila durante il festival significa sentire la storia che pulsa nelle pietre e, allo stesso tempo, percepire la città che si proietta verso il futuro. Dalle radici del jazz nelle strade di New Orleans alle sperimentazioni contemporanee, l’improvvisazione diventa linguaggio collettivo, dialogo tra generazioni e ponte tra territori.
Vedere giovani musicisti prendere il palco e animare le piazze è forse l’aspetto più emozionante: con la loro energia, passione e curiosità per il nuovo trasmettono al pubblico una vitalità concreta. Tra assoli improvvisati e inaspettati dialoghi tra strumenti, si percepisce la città che si riappropria dei suoi spazi: le piazze tornano a vivere, le persone si incontrano, ridono e condividono un’esperienza comune. L’Aquila imprevista non è solo un festival: è un laboratorio culturale di suoni, una tappa concreta della rinascita della città e un’anticipazione del suo riconoscimento a Capitale Italiana della Cultura 2026.

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