La storia di Berardino e Giovina Scipioni nel libro curato da Goffredo Palmerini
Nel libro curato da Goffredo Palmerini, l’affascinante storia di Berardino Scipioni e di sua moglie Giovina. Emigrato in Svizzera da Camarda, poi in Belgio, ha creato una rete di distributori carburanti con il suo marchio.
Un amore partito da Camarda e arrivato in Belgio: la storia di Berardino e Giovina Scipioni, emigranti e imprenditori nel libro curato da Goffredo Palmerini.
C’è un’Italia che non dimentica. È l’Italia degli emigranti, quella che partiva con una valigia di cartone e tanta dignità, lasciando alle spalle i monti dell’Appennino o le valli del Sud per cercare futuro tra le nebbie del nord Europa. E tra le tante storie che oggi meritano d’essere raccontate, quella di Berardino Scipioni e di sua moglie Giovina Tennina si distingue per autenticità, calore umano e forza d’esempio.
Da pochi giorni è uscito il libro “Berardino Scipioni – Storia di una vita all’estero”, pubblicato da One Group Edizioni, con la curatela attenta e affettuosa di Goffredo Palmerini, firma nota nel panorama della memoria dell’emigrazione abruzzese. È un racconto semplice, diretto, ma capace di toccare corde profonde: quelle della famiglia, del lavoro, dell’amore che resiste e costruisce.
Dino (classe 1937, originario di Camarda, frazione aquilana) e Giovina (nata nel 1940 a Paganica) si sono conosciuti da giovani nel cuore dell’Abruzzo, ma la vita li ha riuniti davvero solo all’estero: prima in Svizzera, poi in Belgio, dove hanno condiviso fatiche, sogni e una determinazione che li ha portati a costruire qualcosa di grande. Partiti come operai, si sono reinventati imprenditori, fondando un’attività di distribuzione carburanti che oggi conta 14 impianti, officine e punti ristoro, sotto il marchio di famiglia Scipioni. Un’impresa oggi guidata con successo dai tre figli: Franco, Tiziano e Fabio.

Ma prima del successo c’è stata la fatica: gli inizi difficili in Svizzera, gli orari impossibili, l’integrazione, le incertezze. Dino lavorava nei cantieri, Giovina in una fabbrica di cioccolato a Courtelary, nel cantone francese. Lì si ritrovarono, si innamorarono, si sposarono. Da lì, la decisione di spostarsi in Belgio, nella zona di Charleroi, dove il destino li attendeva con una nuova sfida: mettersi in proprio, rischiare, costruire. E hanno vinto.

Il libro, arricchito da un apparato fotografico emozionante e da una Appendice storica su Camarda e Paganica, restituisce non solo il ritratto di una coppia straordinaria, ma anche quello di un intero mondo: l’Italia che emigrava, che imparava nuove lingue, che non si arrendeva. Giovina, purtroppo, non ha fatto in tempo a vedere il libro pubblicato: è scomparsa l’11 gennaio 2025, ma le sue parole e i suoi ricordi rivivono in queste pagine, come un lascito d’amore ai figli, ai nipoti, a chi vorrà leggere.
“Dino e Giovina – scrive Palmerini nella sua commossa Presentazione – hanno scritto una storia di vita fatta prima di tutto d’amore, poi di laboriosità e tenacia, quindi di coraggio imprenditoriale. Caratteristiche che hanno connotato tante storie di emigrazione italiana”.
In tempi in cui spesso ci si dimentica da dove veniamo, storie come questa servono. Non per guardare al passato con nostalgia, ma per capire quanta forza c’è nel costruire, insieme, qualcosa che duri. E Dino e Giovina, nel loro silenzioso eroismo quotidiano, ce lo ricordano.
La presentazione di Goffredo Palmerini
Era un pomeriggio d’estate di tre anni fa quando, in una delle consuete visite alla mia casa editrice One Group, vi trovai Dino e Giovina nell’ufficio di Francesca Pompa, anima e Presidente di quest’azienda gioiello dell’Aquila nel campo della comunicazione e marketing, dell’editoria, dell’arte e della cultura. Erano stati consigliati di rivolgersi alla One Group da Antonello Moscardi, cui avevano confidato l’idea di pubblicare un piccolo libro con ricordi della loro vita da lasciare ai nipoti e donare a qualche amico. Una vita di emigrazione, la loro, fatta di laboriosità, coraggio e spirito d’impresa, prima in Svizzera poi in Belgio.
Francesca aveva ascoltato il loro proposito, aveva parlato di me donandogli il volume Mario Daniele, il sogno americano, un libro che nel 2021 One Group aveva pubblicato anche in inglese, negli Stati Uniti, e che io avevo curato su commissione del mio amico Mario Daniele, un aquilano di Castelnuovo residente a Rochester, nello Stato di New York. Una storia di emigrazione e di successo imprenditoriale, quella di Mario, emigrato in Canada, poi negli Usa a Detroit e infine a Rochester. Non sapeva, Francesca, che conoscevo Dino e Giovina, che erano miei amici cari e che avevo anche avuto occasione, in due viaggi in Belgio, di andarli a visitare.
Nasce da quell’incontro casuale la mia curatela nella pubblicazione di questo libro, lavorando sugli appunti della loro vita, raccolti in lingua francese da una loro conoscente. Su quegli appunti e sulle successive conversazioni avute con Dino e Giovina e con i loro figli, si è dispiegato il mio lavoro sulla loro storia di vita, che è raccontata in prima persona da Berardino (Dino) Scipioni. Dino e Giovina sono protagonisti di un’avventura, una delle tante storie diverse di vita e di emigrazione, come ne hanno vissute milioni d’italiani andati a lavorare in terra straniera.
Dino e Giovina – lui originario di Camarda, lei di Paganica – hanno tenacemente scritto una storia di vita fatta prima di tutto d’amore, poi di laboriosità e tenacia, quindi di coraggio imprenditoriale. Un coraggio derivato non da studi specifici, che non avevano, ma dal talento e dal buon senso. Caratteristiche che hanno connotato tante storie di vita dell’emigrazione italiana, dove i nostri emigrati dalle condizioni più dure di partenza e di fronte alle difficoltà d’accoglienza e d’ambientazione nei Paesi d’emigrazione, sono stati invece capaci di realizzare storie di affermazione economica e sociale, conquistando sul campo stima, rispetto e prestigio. Tale è il caso di Dino e Giovina, che leggerete in questo bel libro di memorie e di ricordi.
Anche questa testimonianza di vita diventa così non una storia a sé, ma una tessera importante del mosaico che fa comprendere meglio il fenomeno migratorio italiano, non attraverso saggi sulla materia spesso complicati da leggere, ma attraverso esperienze vissute e raccontate in tutta la loro autenticità. Sono dunque lieto d’aver prestato la mia collaborazione a questo scopo, nel curare la preparazione e la pubblicazione di questo libro. Ho aggiunto, in Appendice, anche qualche notizia su Camarda e Paganica, dove le vite di Dino e Giovina hanno origine e dove custodiscono le loro radici. Solo mi rattrista il fatto che Giovina, scomparsa lo scorso 11 gennaio, non abbia la gioia di vivere ancora tra gli affetti della sua bella famiglia e di vedere realizzato il desiderio di questo volumetto, cui aveva affidato confidenze e ricordi.




