Logo
L’estate dei paesi ritrovati, comunità vive nelle aree interne d’Abruzzo

Aree interne d’Abruzzo in ripresa: seconde case riaperte e turismo estivo oltre le aspettative.

Dalla Valle Subequana all’Alto Sangro, seconde case riaperte e comunità vive come non accadeva da anni. Sindaci e operatori soddisfatti: la montagna batte la costa.

L’estate 2025 ha avuto un cuore montano: strade e piazze dei paesi interni si sono riempite come non accadeva da anni. I dati nazionali lo confermano: secondo le rilevazioni di agosto, gli italiani hanno preferito sempre di più le aree interne e le località montane rispetto alle spiagge, complice anche il caro-ombrellone che ha inciso sui bilanci delle famiglie.
Una tendenza che in Abruzzo ha trovato conferma nelle valli interne: in Valle Subequana e in Valle dell’Aterno seconde e terze case, ricostruite e riconsegnate dopo il sisma, sono tornate ad essere vissute da interi nuclei familiari che non tornavano da anni. Giovani e anziani hanno riempito strade e piazze come non accadeva da tempo.

Nei paesi alle pendici del Sirente il ritorno di tanti villeggianti ha avuto un impatto immediato sui servizi: a Secinaro e Goriano Sicoli si è notata una diminuzione del flusso idrico, causata dall’aumento straordinario delle utenze attive. Da Castelvecchio Subequo a Molina, passando per Acciano, Castel di Ieri e Gagliano Aterno le iniziative estive hanno fatto registrare il tutto esaurito: sagre, feste e manifestazioni hanno riportato vita nei centri storici, restituendo la dimensione collettiva di un’estate vissuta insieme.

A confermarlo è anche il sindaco di Fagnano Alto e presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore: “Tutte le case tornate disponibili dopo la ricostruzione post-sisma sono state abitate per settimane. Anche le attività turistiche hanno registrato il tutto esaurito. Come Parco Sirente abbiamo registrato un grande aumento delle presenze. Non lo stesso si può dire per la costa, dove dopo un buon giugno il flusso turistico è calato, complice anche la minore presenza dei tedeschi. Da noi, invece, gli operatori sono soddisfatti, di qualunque fascia di prezzo. Tutte le strutture sono state gratificatensa una presenza costante di utenza. In montagna abbiamo lavorato bene, la gente c’è, in tutte le frazioni. Sono molto soddisfatto, il nostro lavoro ha pagato“.

Un’estate di grande vitalità anche ad Alfedena, dove, racconta il vicesindaco Paolo Monacelli, si è passati dai 900 residenti abituali alle 8-9mila presenze degli ultimi due mesi. “È stata la migliore stagione degli ultimi anni. Siamo stati molto attenti affinché i servizi essenziali, dall’acqua alla raccolta dei rifiuti, non venissero meno e grazie a un monitoraggio costante siamo riusciti a tenere tutto sotto controllo. Le seconde e terze case sono state tutte riaperte e vissute, e per il 70-80 per cento appartengono a famiglie provenienti dalla Campania“.
Abbiamo lavorato bene perché i nostri target sono differenziati” prosegue: “Siamo vicini a Castel di Sangro, che offre movida e servizi, ma anche all’ingresso del Parco, punto di partenza ideale per escursioni e trekking. Non abbiamo difficoltà ad attrarre turisti: la vera sfida è trasformare questa vitalità estiva in qualità dei servizi per i restanti dieci mesi dell’anno, così da garantire una vita all’altezza di questi luoghi a chi ci abita tutto l’anno“. E lì dove i numeri purtroppo non sono dalla parte delle aree interne, segnata da anni di denatalità e spopolamento, le amministrazioni si rimboccano le maniche per garantire comunque servizi e opportunità. È il caso delle attività pomeridiane attivate per i quasi 40 bambini della scuola dell’infanzia e primaria: “Non abbiamo i numeri per il tempo pieno” osserva Monacelli. “E allora come Comune ci siamo attivati per offrire comunque un tempo prolungato, attraverso attività coordinate dall’amministrazione, così da consentire ai genitori che lavorano di conciliare meglio famiglia e lavoro“.

L’estate 2025 segna un punto a favore dei territori interni: comunità che si riaccendono, paesi che tornano a vivere, una montagna che dimostra ancora una volta di essere una risorsa capace di attrarre e accogliere.