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Il Carcinoma ovarico killer silenzioso, congresso nazionale all’Aquila

All’Aquila i massimi esperti a confronto sul carcinoma ovarico: dalla diagnosi precoce all’intelligenza artificiale in sala operatoria

Carcinoma ovarico, il “killer silenzioso”: congresso nazionale all’Aquila su diagnosi e nuove tecniche chirurgiche

Il carcinoma ovarico colpisce ogni anno tra le 5 e le 6mila donne in Italia, che spesso se ne accorgono quando la malattia è già in fase avanzata. A differenza di altri tumori femminili, come quello al collo dell’utero o alla mammella, non esistono al momento programmi di prevenzione sistematica. Un segnale di rischio può arrivare dalla presenza della mutazione del gene BRCA, resa nota anche dal caso dell’attrice Angelina Jolie: in quel caso è possibile ricorrere a chirurgia profilattica. Ma oggi la ricerca e la pratica clinica mettono a disposizione sempre più terapie e approcci innovativi.

All’Aquila si incontreranno i massimi esperti del settore per fare il punto su diagnosi e tecniche chirurgiche. Sabato 6 settembre, al Centro Congressi “Luigi Zordan”, si terrà il congresso “Viaggio nel carcinoma ovarico: innovazione nella diagnosi e tecniche chirurgiche”, promosso dall’Università degli Studi dell’Aquila con il patrocinio di SIEOG, AGUI, MITO, ASL 1 e Comune dell’Aquila.

A inaugurare i lavori sarà la lettura magistrale della professoressa Anna Fagotti, una delle luminari in Italia nel campo della ginecologia oncologica e attuale presidente della Società Europea di Ginecologia Oncologica, che parlerà di “Nuove frontiere e intelligenza artificiale nella chirurgia in ginecologia oncologica”.

A promuovere il congresso è la professoressa Manuela Ludovisi, docente di Ginecologia e Ostetricia al Dipartimento MESVA e Coordinatrice regionale della Società Italiana di Ecografia in Ginecologia e Ostetricia per Abruzzo e Molise. “L’endoscopia ricopre oggi un ruolo di primaria importanza nella diagnosi e nel trattamento delle pazienti con carcinoma ovarico e di molte altre patologie ginecologiche – spiega –. L’obiettivo è fornire ai partecipanti le competenze necessarie per la padronanza della chirurgia endoscopica, sia nel trattamento di prima istanza che nella recidiva, insieme all’approccio fertility sparing e alle più recenti innovazioni tecnologiche nella diagnostica ecografica”.

carcinoma ovarico dottoressa Manuela ludovisi

La professoressa Ludovisi sottolinea inoltre il ruolo delle reti di riferimento e dei centri di eccellenza, sostenuti da associazioni di pazienti e società scientifiche, che garantiscono standard di qualità elevati e consentono alle pazienti di essere seguite dai professionisti più adatti al proprio caso. Centrale sarà anche la riflessione sulla medicina personalizzata e sulla multidisciplinarietà, due direttrici fondamentali del futuro della cura oncologica ginecologica. I trattamenti si muovono ormai verso una sempre maggiore integrazione di dati clinici, biologici e genetici, e richiedono la collaborazione costante tra ginecologi, radiologi, patologi, genetisti e oncologi.

Ampio spazio verrà dato alla chirurgia laparoscopica, che consente di esplorare i quadranti addominali e valutare la fattibilità di interventi citoriduttivi ottimali grazie a strumenti come il Fagotti Score, sviluppato presso il Policlinico Gemelli. Un capitolo importante sarà inoltre dedicato al fertility sparing, una conquista per le giovani pazienti con tumori ovarici in stadio iniziale. Questa tecnica, che permette di preservare la fertilità senza compromettere la qualità delle cure, richiede diagnosi accurate, stadiazioni complete e un approccio multidisciplinare che coinvolga ecografisti ginecologi, radiologi, patologi, genetisti e psicologi.

carcinoma ovarico convegno

Il congresso sarà anche l’occasione per approfondire l’importanza dei protocolli clinici che guidano le decisioni terapeutiche e che, combinati con un approccio integrato, costituiscono una base solida per ottimizzare i trattamenti e migliorare la qualità di vita delle pazienti. “La diagnostica ecografica rimane un pilastro in tutto l’ambito ginecologico – aggiunge Ludovisi – e oggi, grazie a tecnologie sempre più avanzate, è possibile eseguire diagnosi più accurate e biopsie ecoguidate“.
Ad arricchire il programma sarà una faculty nazionale d’eccellenza, con interventi di esperti provenienti da tutta Italia. Un’occasione preziosa per medici, ginecologi, ostetriche e infermieri di aggiornare le proprie competenze e confrontarsi sulle nuove frontiere di una patologia che continua a rappresentare una sfida complessa, ma che può essere affrontata con strumenti sempre più efficaci.