Il Corteo della Bolla a L’Aquila, il tempo del perdono nel segno di Celestino V
Tra le vie storiche dell’Aquila, il corteo della Bolla ha rinnovato il messaggio universale del perdono di Celestino V. Un rito antico, carico di spiritualità e memoria, che ha unito istituzioni, cittadini e giovani in un momento di pace e speranza, in un tempo segnato da conflitti. Le interviste del Capoluogo.
Il Solenne Corteo della Bolla: L’Aquila si Raccoglie Attorno al Tempo del Perdono
Nel cuore di una contemporaneità attraversata da conflitti e divisioni, il Corteo della Bolla di Celestino V ha restituito all’Aquila – e simbolicamente al mondo intero – il messaggio universale del perdono. In un’atmosfera di raccoglimento e solennità, autorità civili e religiose, figuranti in abiti storici e cittadini hanno accompagnato il prezioso documento lungo il tradizionale cammino verso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Un rito secolare che, con la 731′ Perdonanza Celestiniana, rinnova la speranza in un’umanità capace di riconciliarsi, custodendo memoria e spiritualità come strumenti di pace.
La troupe del Capoluogo d’Abruzzo ha seguito l’intero evento nel cuore della città, lungo le vie storiche cariche di memoria e spiritualità. Una lunga e appassionante diretta ha raccontato ogni istante del corteo, dando spazio a testimonianze preziose come quella della giornalista e scrittrice Monica Pelliccione, e dell’avvocato Maria Grazia Lopardi, tra le maggiori esperte del simbolismo celestiniano e del misticismo legato alla figura di Papa Celestino V e alla Basilica di Collemaggio.
Un’atmosfera magica e carica di significato ha avvolto le vie del centro storico, animate dal corteo composto da ben 1.700 partecipanti: tra questi, 800 figuranti in abiti medievali provenienti anche da città simboliche come Rieti e Assisi,600 rappresentanti delle istituzioni e 300 delegati di associazioni e realtà culturali locali. Il corteo ha attraversato corso Vittorio Emanuele, corso Federico II, viale Crispi e viale Collemaggio, per concludersi nel prato antistante la basilica, dove intorno alle 18:30 è stata celebrata la Messa stazionale.
Le interviste del Capoluogo
A scortare la Bolla del Perdono, insieme al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, c’era il Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto, in rappresentanza del Governo. Momento culminante della giornata è stata l’apertura della Porta Santa da parte del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, al termine della Messa solenne.
La Bolla del Perdono è stata letta pubblicamente sul palco antistante la basilica dal sindaco Biondi, anche in qualità di Presidente del Comitato Perdonanza. A seguire, l’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, Monsignor Antonio D’Angelo, ha dato voce alla Bolla di indizione del Giubileo 2025, “Spes non confundit”, di Papa Francesco.

Le voci delle istituzioni hanno sottolineato il valore simbolico e culturale di questa 731′ edizione della Perdonanza Celestiniana, che si colloca in un momento storico di grande rilievo per la città, che sarà Capitale Italiana della Cultura nel 2026. “Questo è l’anno che precede il 2026, quando L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura – ha ricordato il sindaco Pierluigi Biondi ai microfoni del Capoluogo – un passaggio significativo che arriva dopo tre anni di un percorso giubilare iniziato con la visita e l’apertura della Porta Santa da parte di Papa Francesco. Santa Maria di Collemaggio è anche citata nella Bolla di indizione del Grande Giubileo della Chiesa Universale del 2025, a testimonianza del suo valore spirituale e simbolico.”
Fausta Bergamotto, Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato la vicinanza concreta delle istituzioni:
“La presenza del Governo qui a L’Aquila è una manifestazione di attenzione a questo territorio. Sono aquilana, ci sarei stata comunque, per senso di appartenenza a questa città e a una tradizione così profonda, che oggi giunge alla sua 731′ edizione.”
Presente anche il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, che ha evidenziato il legame crescente tra le realtà dell’Appennino Centrale:
“Sono onorato di essere qui, e ancora di più della presenza della nostra concittadina Arianna De Santis nei panni della Dama della Croce. Un segno importante di unità tra territori, che rafforza il legame con L’Aquila in vista del 2026, anno da Capitale della Cultura.”
Infine, Francesco D’Amore, sindaco di Fagnano Alto e presidente del Parco Regionale Sirente Velino, ha ribadito il valore ormai nazionale dell’evento:
“La Perdonanza è un appuntamento che ha ormai superato i confini del nostro territorio. È un evento di respiro nazionale, ne siamo orgogliosi e non potevamo mancare: la nostra presenza serve a dare forza e riconoscimento a questa straordinaria manifestazione.”

Anche quest’anno, la Perdonanza Celestiniana si è distinta per l’inclusività: è stato garantito il servizio di traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e, all’interno della basilica, don Davide Spinelli ha accolto i fedeli offrendo il sacramento della confessione in LIS, un gesto di profonda attenzione spirituale verso la comunità sorda.

Tra i protagonisti della sfilata non sono mancati i giovani: circa 120 partecipanti tra i 4 e i 15 anni, tra cui il piccolo Alessandro Lopardi Di Giulio, forse il più giovane del corteo, portato tra le braccia dai genitori a soli 5 mesi. Presenti anche 80 tra studenti e docenti del progetto “A scuola di Perdonanza 2”, che avvicina le nuove generazioni alla storia e ai valori celestiniani.

A impreziosire la rievocazione storica, le tre figure simboliche della cerimonia: Laura Sette, Dama della Bolla, che ha portato il prezioso documento celestiniano; Alessandro Sette, Giovin Signore, incaricato di consegnare il ramo d’ulivo con cui il Cardinale Parolin ha toccato la Porta Santa; Arianna De Santis, Dama della Croce, che ha indossato la prestigiosa Croce del Perdono, opera degli artigiani Laura Caliendo e Gabriele Di Mizio.

È stato giorno solenne e indimenticabile, che ribadisce l’unicità della Perdonanza Celestiniana come luogo del cuore e dell’anima, capace ogni anno di unire spiritualità, memoria, tradizione e attualità, sotto il segno di un messaggio eterno: il perdono.






