731ª Perdonanza Celestiniana, aperta la Porta Santa: “Il segno diventa memoria viva”
L’AQUILA – Aperta la Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Il rito si ripete per la 731ª volta.
L’AQUILA – Entra nel vivo la 731ª Perdonanza Celestiniana, aperta la Porta Santa di Collemaggio. Il cardinale Parolin: “Qui il segno diventa memoria viva, grido e preghiera, promessa di libertà e misericordia”.
“Anche il Santo Padre Leone XIV si unisce cordialmente alla nostra gioia e all’azione di grazie per questo tempo di grazia che ci è donato, il Giubileo della Speranza, e invoca la benedizione del Signore su ciascuno di voi”. Così il Segretario di Stato Vaticano, Pietro Card. Parolin, dopo la Messa Stazionale che ha preceduto l’apertura della Porta Santa per la 731ª Perdonanza Celestiniana. “Saluto con affetto – ha dichiarato il cardinale – l’Arcivescovo dell’Aquila, Mons. Antonio D’Angelo, e lo ringrazio di cuore per il gentile invito. Oggi, in questa terra ferita e fedele, si apre la Porta Santa di Celestino, che da secoli parla di perdono e di pace, e che ogni anno rinnova l’annuncio della Perdonanza. Questa apertura si inserisce nel cammino del Giubileo, ma ha un tono tutto particolare: qui il segno diventa memoria viva, grido e preghiera, promessa di libertà e misericordia. Ricordiamo però che non è una soglia fisica o architettonica a essere decisiva: la porta del Giubileo è Cristo stesso. È Lui che ci introduce alla salvezza, è Lui che dobbiamo scegliere di attraversare. Solo attraverso di Lui si può entrare nella vita piena e uscire dalle schiavitù. Fra poco, come ogni anno, vivremo il rito solenne dell’apertura della porta santa di questa Basilica e questa notte e domani molti di voi la attraverseranno. Attenzione però: il passaggio attraverso questa porta santa non deve essere pensato o usato come un elemento superstizioso o un gesto magico che cambia automaticamente la nostra vita. Non basta passare attraverso la porta – o qualsiasi altra porta santa – per ottenere qualcosa di speciale. Il significato, come abbiamo detto, è molto più profondo: la porta santa è un invito a entrare nel cuore di Gesù, a lasciare che la sua grazia trasformi davvero noi, non un semplice rito esteriore”.
La diretta del Capoluogo d’Abruzzo
Al rito di apertura ha partecipato Fausta Bergamotto, sottosegretario di stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, in rappresentanza del Governo. Il sottosegretario ha rappresentato il governo e scortato, insieme al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, la Dama del corteo storico recante l’astuccio della Bolla emanata nel 1294 da Papa Celestino V, esposta all’interno della Basilica di Collemaggio. Presenti anche: il senatore Guido Castelli, commissario straordinario di governo alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016; Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste; Gianni Letta, Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo.
“L’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio – ha sottolineato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – rappresenta un momento solenne e universale che quest’anno assume un significato ancora più profondo. Celestino ci insegna che il perdono è speranza nel futuro: significa saper superare le ferite, accantonare il rancore e trasformare le difficoltà in occasioni di rinascita. È questo il messaggio che dobbiamo riconsegnare soprattutto alle giovani generazioni, chiamate a crescere in un tempo segnato da tensioni internazionali, conflitti e disumanità. Quest’anno la Perdonanza si intreccia in modo speciale con il percorso che porterà L’Aquila a essere Capitale italiana della Cultura 2026, divenendo il ponte simbolico tra la nostra storia millenaria e la visione di futuro che vogliamo offrire al Paese e all’Europa. Una città che ha conosciuto il dolore e la devastazione del terremoto, ma che oggi vuole proporsi come laboratorio di coesione, creatività e sviluppo fondato sulla cultura. Come ricordava Papa Leone XIV, la cultura è faro di speranza: è libertà, esercizio dell’intelligenza, percezione del bello e condivisione di emozioni. È con questo spirito che ci avviciniamo al 2026, consapevoli che la Perdonanza e la sua eredità spirituale rappresentano il cuore pulsante di una comunità capace di guardare al futuro con rinnovata fiducia”.
Il culmine del rito sacro, al termine del Corteo della Bolla a cui hanno partecipato circa 1700 persone – di cui 800 in abiti storici medievali (ricompresi i figuranti dei gruppi storici locali e di altre città provenienti da tutta Italia, tra cui Rieti e Assisi), 600 rappresentanti delle istituzioni e autorità civili e 300 in rappresentanza di associazioni e gruppi – che hanno accompagnato il documento redatto da Papa Celestino V nel 1294, con cui veniva istituita l’indulgenza plenaria. Centoventi, tra bambini e ragazzi con età che va dai 4 ai 15 anni, hanno preso parte al corteo storico mentre in quello civile hanno sfilato anche circa ottanta tra studenti e docenti che hanno preso parte al progetto “A scuola di Perdonanza 2”, un’iniziativa promossa dal Comitato Perdonanza nei comuni del circondario, in collaborazione con il Comune dell’Aquila e l’Ufficio Scolastico Regionale per diffondere alle nuove generazioni la conoscenza della figura di Papa Celestino V all’esito della quale gli studenti hanno realizzato disegni e manufatti esposti nella sede municipale di Palazzo Margherita.
La diretta del Capoluogo d’Abruzzo
La tradizione del Corteo della Bolla venne ripristinata nel 1983. All’epoca c’era il sindaco don Tullio De Rubeis. Questa edizione della Perdonanza Celestiniana, la 731esima, è la terza patrocinata dall’Unesco, dopo il riconoscimento a Patrimonio immateriale della Cultura.
Protagoniste del corteo sono le figure simboliche della Perdonanza: la Dama della Bolla, Laura Sette, che porta il prezioso documento della Bolla del Perdono; il Giovin Signore, Alessandro Sette, cui è affidato il ramo d’ulivo con cui il cardinale Pietro Parolin, inviato della Santa Sede, toccherà per tre volte la Porta Santa; e la Dama della Croce, Arianna De Santis, che indossa la prestigiosa Croce del Perdono, realizzata dagli artigiani Laura Caliendo e Gabriele Di Mizio.
Tre protagonisti scelti in omaggio al tema 2025, dedicato alle aree interne coinvolte nella Capitale italiana della Cultura 2026 – il Comune dell’Aquila, Rieti e i territori del cratere sismico 2009 – per testimoniare il valore della cultura come strumento di rinascita e coesione sociale. A scortare la bolla insieme al sindaco Pierluigi Biondi, il Sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy Fausta Bergamotto, in rappresentanza del Governo.








