Perdonanza 2025, il Corteo della Bolla fa battere il cuore della città
Il Corteo della Bolla torna ad abbracciare L’Aquila, preludio all’apertura della Porta Santa presieduta dal Cardinale Parolin. La città rivive il Perdono di Celestino V. La diretta del Capoluogo d’Abruzzo.
È iniziato il Corteo della Bolla, cuore pulsante della Perdonanza Celestiniana, che quest’anno giunge alla sua 731ª edizione. Da Piazza Palazzo alla Basilica di Collemaggio, in attesa dell’apertura della Porta Santa, momento presieduto dal Cardinale Parolin. La diretta del Capoluogo D’Abruzzo.
Torna a far battere il cuore dell’Aquila in un momento unico nel suo genere, l’appuntamento più intimo e atteso della Perdonanza Celestiniana: il corteo storico della Bolla che, da Palazzo Margherita, accompagna fino a Collemaggio il prezioso documento redatto da Papa Celestino V nel 1294, con cui fu istituita l’indulgenza plenaria, primo Giubileo della storia. Per la città è un momento solenne e collettivo, culminante con l’apertura della Porta Santa, che unisce associazioni, quartieri, istituzioni civili e religiose in una narrazione che intreccia fede, memoria e futuro. Tra le novità di quest’anno, il ritorno del Fuoco del Morrone a Piazza Palazzo, segno vivo della preghiera e del perdono. Una città che torna a vivere il suo centro storico e la sua tradizione secolare, con lo sguardo rivolto al 2026, anno cruciale per tutto il territorio in vista della Capitale italiana della Cultura.
La diretta del Capoluogo
La tradizione del Corteo della Bolla venete ripristinata nel 1983. All’epoca c’era il sindaco don Tullio De Rubeis. Questa edizione della Perdonanza Celestiniana, la 731esima, è la terza patrocinata dall’Unesco, dopo il riconoscimento a Patrimonio immateriale della Cultura.
Protagoniste del corteo sono le figure simboliche della Perdonanza: la Dama della Bolla, Laura Sette, che porta il prezioso documento della Bolla del Perdono; il Giovin Signore, Alessandro Sette, cui è affidato il ramo d’ulivo con cui il cardinale Pietro Parolin, inviato della Santa Sede, toccherà per tre volte la Porta Santa; e la Dama della Croce, Arianna De Santis, che indossa la prestigiosa Croce del Perdono, realizzata dagli artigiani Laura Caliendo e Gabriele Di Mizio.
Tre protagonisti scelti in omaggio al tema 2025, dedicato alle aree interne coinvolte nella Capitale italiana della Cultura 2026 – il Comune dell’Aquila, Rieti e i territori del cratere sismico 2009 – per testimoniare il valore della cultura come strumento di rinascita e coesione sociale. A scortare la bolla insieme al sindaco Pierluigi Biondi, il Sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy Fausta Bergamotto, in rappresentanza del Governo.
A seguire, la celebrazione della Messa stazionale all’interno della Basilica di Collemaggio e dopo, ai vespri (come recita la Bolla Papale di Celestino V), verrà aperta la Porta Santa della Basilica dischiusa dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede. La lettura della Bolla del Perdono, letta dal sindaco dell’Aquila e Presidente del comitato Perdonanza, Pierluigi Biondi, sul palco antistante Collemaggio e della Bolla di indizione del Giubileo 2025 di Papa Francesco, Spes non confundit, da parte dell’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, Monsignor Antonio D’Angelo.

Il Cardinale Pietro Parolin, giunto all’Aquila ha espresso grande emozione nel presenziare un momento così importante per tutta la comunità religiosa: “è una gioia essere qui per il mio interesse particolare per la figura di Papa Celestino V e per l’opera da lui svolta, in particolare per l’istituzione di questo momento di perdono. Un messaggio sempre attuale, tenendo conto della situazione di conflitto che viviamo nel mondo e che sta diventando sempre più crudele. La pace nasce prima di tutto da un cuore pacificato, perdonato da Dio e che sappia perdonare il prossimo”.
Quest’anno, sono 1700 i partecipanti: 800 figuranti in abiti storici medievali, 600 rappresentanti delle istituzioni e 300 appartenenti ad associazioni e gruppi. Tra loro anche 120 bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni nel corteo storico e circa 80 studenti e docenti nel corteo civile, grazie al progetto “A scuola di Perdonanza 2”, che ha portato nei comuni del circondario laboratori e attività dedicate a Celestino V e al messaggio del perdono.














