L’Aquila suona, la città ritrova la sua anima festosa
Le piazze sono diventate palchi, i vicoli risuonano di musica, e l’energia è ovunque. Questo è L’Aquila suona, un’esperienza che non si dimentica. Musica, gioia e memoria nel cuore della Perdonanza Celestiniana
Un fiume di gente, musica in ogni angolo, luci, colori e sorrisi: la serata di mercoledì 27 agosto ha regalato alla città un momento di rara bellezza, grazie a L’Aquila Suona, uno degli appuntamenti più attesi e spensierati della Perdonanza Celestiniana.
Il centro storico con L’Aquila suona si è trasformato in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove cittadini e visitatori hanno potuto vivere un’atmosfera festosa e coinvolgente, ritrovando lo spirito autentico di una città che ha mostrato la sua parte più verace, pronta per presentarsi al mondo quale Capitale italiana della Cultura.
La cultura ha attraversato vicoli e piazze, attraverso le più diverse arti performative, dal tramonto fino a notte fonda, tra note, luci, colori e sorrisi. Famiglie, giovani, anziani, bambini: tutti insieme, senza età, uniti dalla voglia di stare insieme e godere della bellezza ritrovata.

Quasi naturale, per molti, il rimando agli anni ‘80, quando, proprio in occasione della Perdonanza, prese vita “L’Isola Sonante”, una serie di eventi musicali e artistici in generale ideati da don Tullio De Rubeis ed Errico Centofanti che, per primo, ha trasformato in realtà le parole di Celestino V cotenute nella Bolla, affinché con “hymnis et cantis” si svolgesse la festosa giornata del giubileo celestiniano. Era il 1984, e anche allora la città si riscopriva accogliente e vibrante, pronta ad abbracciare la festa con il sorriso di una perfetta padrona di casa.
A raccogliere il testimone del “hymnis et cantis” oggi c’è il direttore artistico della Perdonanza, il Maestro Leonardo De Amicis che, fedele alla tradizione, ma sempre innovativo, ha racchiuso L’Aquila suona in uno scrigno prezioso, facendolo diventare non solo uno dei momenti centrale della Perdonanza, anche un ricco programma costituito da tanti spettacoli tra musica, danza e arti di vario genere, dislocandoli in diverse vie e piazze del centro storico.

Quelle edizioni “festaiole” non sono solo ricordi nostalgici: sono diventate una parte fondamentale dell’identità cittadina. Ed è anche grazie a quelle intuizioni che la Perdonanza ha saputo crescere e rinnovarsi nel tempo, intrecciando dimensione religiosa, civile e culturale. Il terremoto del 2009, la pandemia, le difficoltà della ricostruzione: tutto è passato attraverso il coraggio e la forza di una comunità che non ha mai perso la voglia di ritrovarsi e di celebrare la vita .
Oggi, proprio come allora, l’Aquila risponde con entusiasmo. Le strade del centro si riempiono, gli scorci ritrovati diventano luoghi di incontro e bellezza, in un’atmosfera che sa unire passato e presente, fede e festa, memoria e futuro. Proprio come auspicava Celestino V nella sua Bolla del Perdono, affinché con “hymnis et cantis” si celebrasse una giornata di giubilo e riconciliazione.
L’Aquila Suona è, in questo senso, molto più di un evento musicale: è un simbolo di rinascita, di continuità, di appartenenza. Un appuntamento che racconta la città non solo per quello che è stata, ma per quello che continua a voler essere. E quando L’Aquila suona, lo fa con tutto il cuore.







