L’artista Franco Angelosante in mostra a L’Aquila
Franco Angelosante e la Technology Art: l’Arte che rende visibile l’invisibile in mostra a Palazzo Pica Alfieri.
Da oltre trent’anni, la corrente artistica denominata Technology Art porta la firma inconfondibile del Maestro Franco Angelosante, artista visionario originario dell’Aquila, che ha saputo fondere pittura, scienza e tecnologia in un unicum espressivo senza precedenti. Angelosante torna ora nella sua città natale con una mostra straordinaria, dopo una pausa di sette anni, per presentare la sua nuova installazione “Universi Paralleli – Diaspora dell’Umanità – Un viaggio senza ritorno”, in esposizione presso lo storico Palazzo Pica Alfieri a L’Aquila, dal 23 agosto al 2 settembre, ogni giorno dalle ore 18:00 alle 24:00. L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 23 agosto alle ore 18:00. Ingresso libero.
Il maestro Franco Angelosante fa la sua prima mostra a 13 anni già sono visibili le sue capacità. Il talento artistico però lo rivela quale “surrealista” dedicando molte opere alla pittura metafisica. In lui è connaturata l’urgenza della sperimentazione e abbracciare quella realtà dominante spinta dalle visioni, dall’irrazionalità. Libera il coraggio e si addentra con curiosità nei più angusti lati dell’inconscio beneficiando a comprende che i sentimenti e le emozioni possono essere tradotte in arte, però si apre un altro quesito: come poter rendere rendere visibile l’invisibile.
Valica la tradizionale pittura introducendo nelle opere metafisiche la elementare tecnologia che 30 anni fa era fruibile, le sue opere non subiscono un depauperamento artistico, anzi, al contrario, il pubblico e la critica trovano affascinante e perfetta l’unione della tecnologia alla pittura. Da quel momento nasce la “Techology Art” le “strutture polimateriche”. Siamo fine millennio del 900. Angelosante non omette la pittura nelle sue opere polimateriche, anzi fu un periodo artistico straordinario.
Il Maestro ormai è proiettato dentro l’idea che le opere d’arte devono essere al passo con i tempi, che gli artisti sono i cronisti del tempo in cui vivono, un’epoca tecnologica e lo Spazio è uno degli elementi più ricercati, tutte le Discipline la usano, ma i fruitori spesso non sanno esattamente cosa sia lo Spazio, non né conoscono la natura, né gli scopi. Il futurismo è artisticamente sorpassato per l’artista.
Con il pregresso artistico di varie opere, nasce l’attuale mostra “Universi Paralleli – Diaspora dell’umanità – Un viaggio senza ritorno”. Si è compiuta la ricerca di “Chi siamo, dove siamo, dove andiamo”: la vera casa dell’uomo è l’Universo. Dai lunghi studi sulle sue visioni l’artista ha convenuto di sperimentarle e metterle su “strutture polimateriche”, risultando essere talvolta le stesse immagini che nel presente arrivano dall’Universo, attestando così l’anticipazione scientifica, i suoi studi e cioè ciò che giunge agli occhi della scienza sono OLOGRAMMI, teoria che gli scienziati concordano. Tuttavia le immagini fotografate non sono più quelle reali dalla loro nascita, non possono più sussistere per la ragione che, per arrivare fino a noi, hanno impiegato miliardi di anni luce e cosa era e/o sia rimasto di quella immagine all’origine non è certamente come la riconosciamo adesso. Parafrasando Sant’Agostino sembra la sua riflessione utile a comprendere quanto affermato: “Il tempo non esiste: il Passato non esiste più perché già trascorso, il Presente è già finito, Il futuro deve ancora venire”.
La Fisica Quantistica scopre e stabilisce che anche noi esseri umani sperimentiamo gli ologrammi quando dormiamo, nei sogni vediamo immagini, quindi emettiamo ologrammi della nostra mente.
Con l’opera “Methafora” Angelosante ha trasferito in viaggio nell’Universo i suoi sogni, raccogliendo in anteprima immagini che dipingerà o strutturerà in opere che saranno identificate molti anni dopo dalla scienza. La sua storia artistica, le manifestazioni d’arte, la biblioteca dei suoi cataloghi, le interviste, sono la documentazione storica della sua autenticità temporale. Per l’artista l’arte del futuro inevitabilmente avrà una nuova impronta tecnologica, l’intelligenza artificiale può solo insegnarci non è lei stessa che potrà mai creare opere d’arte, ma ne assume solo informazioni indotte e riferite, ma la “Storia dell’Arte” è proprietà della persona, come lo è la creatività dell’artista, il talento, lo studio, la tecnologia aiuta a realizzare il “visibile” dell’opera, niente può sostituirsi all’esecutore Umano, la natura subirebbe il più efferato delitto all’umanità intera, si incederebbe a snaturare l’essenza della vita stessa.
La mente va utilizzata nel e per un futuro tecnologico, preferibilmente senza rinnegare colori, pennello e tela, ricordare sì la bellezza dell’arte classica così come la possediamo da secoli, ponendo però l’intenzione e l’obiettivo nell’immaginazione affichè l’opera si “smobilizzi” restituendola da invisibile a visibile. Fermarsi a creare ologrammi al computer per dare esistenza ad un concerto di un famoso cantante, ad esempio, gradevole in un certo senso per lo spettatore, senza riflettere e comprendere cosa comporterà la trasformazione, invece radicale, nel trascinare nella nullità la presa di Coscienza nella vita di ognuno e il libero arbitrio.
L’Ologramma anche se celato, sotteso, è la parte viva della nostra creatività, della mente e appartiene innanzitutto alla Persona. Il nostro corpo è costituito dalle stesse sostanze dell’Universo, ci sarà un perché. In molti raccontano che Padre PIO ed altri Santi venivano visti in più parti del mondo nello stesso momento (ologrammi?!); Galileo Galilei afferma che nella […la sua sensata esperienza… tutto esiste già in natura, nulla viene inventato…]: ed è ciò che necessita trasmettere alle generazioni di oggi, tutto già esiste non sono innovazioni, studiarne l’utilizzazione.
Il maestro, scrutando il suo passato, si rende conto che tra 20/30 anni le nuove generazioni, avranno a disposizione una tecnologia incredibile, superiore a quella dagli scienziati odierni e da lui stesso utilizzata e, necessiterebbero avere già da ora una coscienza allenata e preparata a riceverla, diversamente incominciamo a domandarci oggi chi saranno le persone del futuro forse senza sogni, religione o un credo, l’impiego sarà sorprendente solo con la conoscenza senza compromettere la creatività individuale che contraddistingue il personale talento.
La vera eredità per Angelosante è la memoria storica del “passato”, le personali esperienze per chiunque dovrebbero essere utili nel percorso contemporaneo dell’umanità tra le tante novità che modificano con un clic la vita, ma i nostri ragazzi erediteranno soltanto ciò che saremo in grado di fare per il loro futuro poiché saranno imperfetti nelle condotte personali a causa dell’inesperienza creativa. Un grande rischio o/e tante opportunità se le tecnologie saranno usate con scienza e coscienza.
Nell’arte basta riflettere semplicemente, ad esempio, come il “Concettuale” avrebbe dovuto soppiantare il “Figurativo”, invece ha fatto un doppione di quest’ultimo.
Il Maestro Angelosante rivendica con forza la paternità della “Technoloy ART” perché proprio in essa ha costruito il suo credo artistico, investito il suo intuito, la sua vita, il suo tempo, il talento, anticipando i tempi creando la nuova forma d’arte geniale impiegando con la tecnologia strutture artistiche mai concepite prima, lasciando come lui stesso vuole intatta l’arte affascinante e interrogativa, per tutti gli spettatori.
Esprime inizialmente ed inconsapevolmente con il “transumanare” (neologismo dantesco) “superare i limiti umani” e la “Mitologia” in letteratura composizione di immagini, opere monumentali sui Quattro Concetti fondamentali dell’Umanità: L’Etica, La Cosmologia, la Teologia e L’Escatologia (famose le sue opere esposte nella mostra/manifestazione al “Vittoriano” in Roma e in L’Aquila, presso il Consiglio Regionale, opere in cui ha sempre per l’artista primeggiato “Methafora” ospitata e esposta al G8 di L’Aquila, l’unica di un artista vivente).
Dopo l’ennesimo intenso studio sull’universo manifesta un ulteriore stravolgimento dei propri limiti naturali e da quella iniziale ricerca “teologica-letteraria”, nasce la dicotomica riflessione oltre la condizione umana spirituale e fisica, spostando la sperimentazione nella sua idea di ARTE con ciò che le sue visioni (ologrammi) e l’intuito gli suggeriscono: rendere “VISIBILE L’INVISISIBILE”. Le opere “scientifiche” non sono più in pittura, ma “strutture polimateriche” con la tecnologia la cosmologia da concetto diventano “oggetto visibile” e comprensibile. Nell’inconsapevole “transumanesimo” (coniato da Huxley), Angelosante favorisce sempre di più l’uso della tecnologia per tre decenni che si concentra sull’uso di essa per superare le limitazioni naturali dell’Arte, nasce così la sua corrente artistica unica e personale, nuovo modello per fare Arte: la “Techncology Art”.
I “FOTONI” sono il compimento della stessa riflessione, nulla di nuovo quindi come concetto dato che da anni si studia il pensiero collettivo e la Coscienza collettiva, ma ciò che rende innovativo il concetto è proprio la “Techncology Art” così come ha saputo rendere oggetto l’Ologramma, ha saputo rendere oggetto il “Pensiero”, con l’Opera “specchi” assembla visivamente i Fotoni: crea una struttura con innesti di specchi luci e cristalli, in rotazione a movimento meccanico, viaggiante anch’essa nello spazio tempo, e, nella luce, gli specchi rigettano il “proprio essere” cioè il pensiero ad un altro specchio, i due leggono i cosiddetti FOTONI intercettando simultaneamente lo stesso pensiero. Ed è ciò che avviene tra le persone.
L’Arte al passo con i tempi, gli artisti cronisti del tempo, molte volte abbiamo sentito pronunciare tali frasi dal maestro Franco Angelosante! L’arte rende indispensabile il cambiamento del tempo che passa le sue trasformazioni e corre l’obbligo di spiegare scientificamente per mezzo della tecnologia cosa è l’universo, chi siamo, quali strumenti abbiamo per comprendere nell’attuale fino dove potremmo con la propria volontà spingerci, la ricerca scientifica creerà una massiccia tecnologica e sarà inevitabile che proietterà l’Umanità verso “Universi Paralleli”, dove la stessa umanità potrebbe rivivere una diaspora senza ritorno. Trascurare di conoscere la tecnologia è un errore e le immagini che ci propinano ad esperimento massivo, l’influenza così marcata sembra divenuta “Vangelo”, ma è bene sapere che tutto ciò che si è ottenuto attualmente non sono risposte scientifiche certe e definitive, ma sono il risultato del limite che la tecnologia ha ancora nella difficoltà di individuare il passo successivo. Occorre dubitare, informarsi, studiare, o almeno leggere, la tecnologia che utilizziamo e chiederci perché talvolta ci sentiamo non più liberi, ma dipendenti da una scatolina che sembra racchiudere non solo il mondo, addirittura la Verità assoluta. Nessuno dalla notte dei tempi è mai riuscito a dare risposte certe, ma l’Arte è un veicolo fondamentale per scuotere le coscienze e restituire la giusta dimensione ad ogni cosa.
Ogni luogo che rappresenta una istituzione veniva corredata di opere d’arte: statue, dipinti, affreschi, ritratti, oggi si passa davanti a tale opere senza neanche notarle con la mente ciò vuole significare che non suscitano più interesse, non emozionano, davanti una vetrina tecnologica i giovani fanno la fila per acquistare.
L’arte ha bisogno di essere riconsiderata, valutata in base ai cambiamenti scientifici. mentali, le abitudini della gente e di contro lottare per riportare attraverso gli stessi strumenti tecnologici l’interesse al il ragionamento, all’etica, la religione, alla educazione civica, alla scuola, alla resilienza, alla solidarietà, al divertimento puro, alla musica, alla danza, al teatro, e tanto altro ancora.
Questo desidera il maestro Angelosante! Attraverso l’arte, metterla al servizio delle nuove generazioni, dimostrare che è possibile essere migliori dell’intelligenza artificiale, che l’universo sta dentro di loro, scoprire le sue meraviglie i miliardi di possibilità di appassionarsi dalla piccola o grande disciplina, riuscire in una piccola invenzione, ingegnarsi a creare per la sanità strumenti per la sopravvivenza. La sua arte è un grido di speranza per i giovani, non esistono giovani bravi o cattivi, belli o brutti, esistono le opportunità da prendere al volo utilizzando la propria creatività.
Non bisogna criminalizzare la tecnologia, è necessaria e utile per la salute, l’ambiente, sono quell’insieme di competenze dedicate alla creazione di strumenti materiali e non, azioni che consentiranno a tutti di sviluppare e perfezionare le proprie capacità, ma essa deve lasciare libera la nostra volontà ad autodeterminarci.




