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Dieci anni senza Stefano Vittorini, il ricordo

Nel decennale della scomparsa, il ricordo di Stefano Vittorini: vice sindaco, assessore e presidente del Consiglio comunale, uomo leale e vicino alla sua comunità

Il 22 agosto 2015 si spegneva Stefano Vittorini, protagonista della politica aquilana, esempio di amore e integrità per la sua grande famiglia.

Dieci anni fa la città dell’Aquila perdeva una delle sue figure più rappresentative, Stefano Vittorini, vice sindaco, assessore comunale e presidente del Consiglio comunale. Punto di riferimento per l’intera comunità in qualità di Consigliere comunale per 25 anni, dal 1980 al 2007, Vittorini aveva sempre lavorato per il bene della sua terra, mantenendo costantemente un contatto diretto con la comunità.

Il suo impegno e la sua dedizione all’attività amministrativa furono contraccambiati dall’affetto della popolazione, tanto che nel 1998 fu il più votato tra i candidati, attestazione di consenso e stima nei suoi confronti.

Il 24 agosto 2015 il Consiglio comunale dell’Aquila si riunì per ricordarlo. In apertura dei lavori l’assemblea, dopo aver osservato un minuto di silenzio, espresse un pensiero profondo in sua memoria.
Un uomo del popolo, un uomo della gente – lo ricordò con queste parole il presidente del Consiglio comunale, Carlo BenedettiUn avversario leale, che aveva un rapporto simbiotico con la comunità di cui è stato espressione. Un uomo franco, diretto, dai principi fermi, mai disposto a piegarsi. Consigliere comunale per 25 anni, dal 1980 al 2007, ha ricoperto lo scranno più alto, quello di Presidente del Consiglio, operando sempre con la lealtà e con la passione che lo hanno animato per tutta la sua vita“.

L’azione e l’esempio di Stefano Vittorini non saranno mai dimenticati. Il suo nome resta una figura centrale nella storia politica aquilana, quale simbolo di lealtà verso la sua città. Un legame profondo che continua a vivere nei ricordi e nei valori di chi lo ha conosciuto: un’eredità preziosa, impossibile da dimenticare.

Oggi, nel decennale della sua scomparsa, il suo ricordo vive nella sua adorata famiglia. Sua moglie Angioletta, i figli Livio, Davide, Simone e Francesco, i nipoti Alessandro, Giorgio e Lucrezia. E vive nella memoria collettiva di una società che ne riconoscerà sempre il valore umano e professionale.