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Mastrogiurato 2025, Lanciano rievoca le antiche fiere medievali

Mastrogiurato 2025, dall’ultima domenica di agosto alla prima di settembre la città rivive le sue fiere medievali con una settimana di eventi, spettacoli e il grande Corteo Storico

Lanciano si prepara al Mastrogiurato 2025, tra storia e identità culturale

Dall’ultima domenica di agosto alla prima di settembre la città rivive le sue fiere medievali con una settimana di eventi, spettacoli e il grande Corteo Storico con oltre 700 figuranti. Mentre all’Aquila fervono i preparativi per la Perdonanza Celestiniana, a Lanciano la città si appresta a vivere la nuova edizione del Mastrogiurato, che si svolge dall’ultima domenica di agosto alla prima di settembre. Due eventi diversi, ma entrambi carichi di storia e identità: se la Perdonanza richiama la dimensione spirituale di Celestino V, il Mastrogiurato rievoca le antiche fiere medievali che fecero di Lanciano un crocevia di commerci e culture.

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LE ORIGINI

Secondo le cronache, la figura del Mastrogiurato fu istituita nel 1304 da Carlo II d’Angiò come carica elettiva, scelta dal Parlamento cittadino, con il compito di affiancare il sindaco nella gestione della città. Le fonti raccontano che le sue responsabilità fossero molteplici: dalla vigilanza sui mercati e sugli approvvigionamenti alla custodia delle porte urbiche, fino al controllo dei traffici e degli accessi. Durante le celebri fiere, il Mastrogiurato garantiva la cosiddetta “Pace di Fiera”, assicurando protezione e giustizia ai mercanti e ai forestieri che giungevano a Lanciano da ogni parte d’Europa e del Mediterraneo. Alcuni resoconti storici riferiscono che il Mastrogiurato avesse anche un corpo armato cittadino, composto da alcune centinaia di uomini, destinati in tempo di pace a garantire la sicurezza delle fiere e delle strade in tempo di guerra a servire la città e il re. L’addestramento avveniva, secondo la tradizione, nella piazza d’Armi dietro le Torri Montanare.

La carica assunse presto particolare rilievo. Lanciano, infatti, era città “demaniale”, sottoposta direttamente al Re, e grazie a questa condizione ottenne privilegi significativi. Al Mastrogiurato spettava l’amministrazione della giustizia civile e penale durante le fiere, il potere di convocare il Parlamento cittadino e la guida della solenne cerimonia di apertura delle contrattazioni, tra stendardi, musici, autorità e mercanti provenienti da ogni angolo del Mediterraneo. Gli Aragonesi concessero ulteriori prerogative, come il diritto di battere moneta con una propria zecca e di stabilire pesi e misure validi anche nei territori circostanti.

Con la dominazione spagnola del Cinquecento, le cronache segnalano un progressivo declino del prestigio del Mastrogiurato e delle fiere. I governatori nominati dalla Corona iniziarono a ingerirsi nella gestione, contestando i privilegi della città e imponendo abusi ai mercanti. Le conseguenze furono la graduale diserzione dei commercianti e la trasformazione delle grandi fiere internazionali in semplici mercati locali. Secondo gli storici, la carica del Mastrogiurato, ormai privata delle sue prerogative originarie, fu definitivamente soppressa nel 1806, con l’arrivo dei Napoleonidi e la riforma amministrativa che introdusse la figura del “Secondo Eletto”.

IL MASTROGIURATO OGGI

Oggi quella tradizione rivive in una settimana di eventi che unisce storia, cultura e spettacolo: due cene medievali ispirate alla Panarda, la fiera storica con taverne e mercati, concerti di musica antica, spettacoli teatrali e di strada, esibizioni di giocolieri, cavalieri, danzatrici, trampolieri, falconieri e sbandieratori.
Il culmine è la prima domenica di settembre, quando si svolge il grande Corteo Storico con oltre 700 figuranti in costume d’epoca provenienti da città italiane ed estere. L’evento si corona con la solenne investitura del Mastrogiurato, che rievoca l’antico rito di apertura delle fiere e della proclamazione della Pace di Fiera.

La rievocazione storica del Mastrogiurato è stata dichiarata manifestazione di interesse regionale, ricevendo il patrocinio del Ministero della Cultura e del Senato della Repubblica. Si tratta di un simbolo di storia e identità culturale, che restituisce vita al passato glorioso di Lanciano e lo trasforma in risorsa culturale e turistica per l’intero territorio abruzzese.