Logo
Turismo in Abruzzo, un modello contro l’overtourism

L’Abruzzo attrae turismo grazie alla varietà dell’offerta, che spazia dal mare alla montagna, dai borghi storici alle aree protette

Turismo in Abruzzo: un modello equilibrato tra costa, borghi e montagna

L’Abruzzo continua a registrare numeri importanti sul fronte del turismo, con una crescita sostenuta sia in termini di arrivi che di presenze. Nei primi cinque mesi del 2025, secondo quanto riportato dall’assessore regionale D’Amario, le presenze hanno superato quota 1,37 milioni, con un aumento del 20,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le mete abruzzesi attraggono sempre più visitatori grazie alla varietà dell’offerta, che spazia dal mare alla montagna, dai borghi storici alle aree protette.

A differenza di altre regioni italiane, l’Abruzzo finora è riuscito ad arginare, almeno nella maggior parte dei casi, il fenomeno dell’overtourism, cioè il sovraffollamento di massa che mette in crisi i territori, le infrastrutture e la qualità dell’esperienza. Tuttavia, l’episodio accaduto lo scorso inverno a Roccaraso rappresenta un segnale da non sottovalutare.

A fine gennaio, ricorderete, la nota località sciistica è stata presa d’assalto da circa 10.000 persone, arrivate in più di 200 autobus organizzati da tour operator privati. A spingere l’ondata improvvisa di visitatori fu il passaparola digitale alimentato da una popolare influencer napoletana, che in pochi giorni ha trasformato Roccaraso in una meta virale. Un flusso costituito non da soli sciatori; molti sono arrivati semplicemente per girare video, fare picnic o semplicemente partecipare a eventi social, causando disagi, traffico, rifiuti abbandonati e un forte stress per la località, incapace di accogliere un’ondata così massiccia di presenze. L’amministrazione comunale, per arginare i danni, si trovò costretta ad adottare misure straordinarie, come il limite di accesso per gli autobus, la prenotazione obbligatoria e un potenziamento della vigilanza. Un caso emblematico di come il turismo digitale e l’influenza social possano innescare dinamiche incontrollate, anche in aree fino a ieri marginali ai grandi flussi. Fenomeno che può accadere nei nostri territori che ancora (e per fortuna) non sono afflitti da un overtourism cronico come accade nelle città d’arte, per intenderci.

Il caso Roccaraso, evidenzia l’importanza di avere una strategia chiara per la gestione dei flussi, anche alla luce della crescente popolarità della nostra regione. Puntare alla destagionalizzazione, alla qualità dell’offerta, come trekking, borghi ( vedi il progetto Rocca Calascio Luce d’Abruzzo), parchi protetti, turismo culturale, e rafforzare l’equilibrio tra flusso e capacità ricettiva sono le direttrici indicate anche dalle politiche regionali recenti.