Roio, la Festa del pane riporta in paese sapori e tradizioni del passato
Un fine settimana in cui Roio ha fatto un tuffo nel passato con gli appuntamenti per la Festa del Pane, i sapori di una volta sono tornati ad avvolgere le stradine
Roio e la festa del pane, rivivono le tradizioni e i sapori di un tempo.
Anche quest’anno, a Roio, grazie alla solerzia di suor Pia, si è rinnovata con entusiasmo la tradizionale Festa del Pane, un evento che ormai si ripete da anni e che continua a conquistare il cuore di grandi e piccini.
Un tempo ogni frazione di Roio aveva almeno un forno per la cottura del pane. Luoghi, questi, di fatica e socialità che rappresentavano dei veri e propri cuori pulsanti della comunità. Dall’affluenza dei convenuti si può facilmente intuire quanto questa manifestazione susciti l’interesse delle vecchie generazioni e la curiosità delle nuove. Oggi di quei forni ne sono rimasti solo due, entrambi ubicati a Roio Poggio:Ju furnu de Monteluco e, il più grande, Ju furnu de n’Capu l’Ara. Quest’ultimo, inaugurato nel 1946 e restaurato dopo i danni del sisma del 2009, è tornato operativo dall’aprile 2022, portando avanti una tradizione che affonda le radici nel tempo.


Sabato mattina le massaie roiane hanno riesumato le antiche usanze e, munite degli attrezzi necessari parcheggiati in loco ma sempre pronti per essere usati, nonché fornite di lievito, farina, olio e sale hanno preparato croccanti pizze e dorate pagnotte di pane casereccio, riportando alla luce i sapori autentici di un tempo. Alle undici del mattino, mentre il pane ultimava la sua cottura, la pizza con la mortadella è stata la colazione a sorpresa per tutti, compaesani e turisti che si trovavano in piazza come accade in un normale giorno d’estate.
Domenica pomeriggio, con la partecipazione di tutta la comunità roiana, si è svolta una sfilata con costumi d’epoca nel piazzale del Santuario. La festa si è chiusa tra balli e degustazione di pane con olio e pomodoro, dolci, bevande, prodotti tipici locali e l’immancabile anguria estiva, in una generale atmosfera di convivialità e allegria.
L’estrosa Carmela ha fatto da traino alle donne che danzavano al ritmo delle canzoni folcloristiche. All’interno del locale delle suore è stata, inoltre, allestita una piccola ma suggestiva mostra fotografica, curata con passione da Orazio Totani.
I ritratti degli anziani del paese, protagonisti di questa esposizione, hanno catturato i volti di molte persone che, già qualche giorno prima, avevano partecipato alla festa dei nonni. Ogni volto, con i suoi lineamenti e il suo sguardo, racconta storie di vita, di saggezza e di ricordi preziosi, rendendo omaggio a chi ha scritto le pagine più belle della nostra comunità.
Mantenere vive queste tradizioni genuine è il modo migliore per rafforzare i legami con il passato. Sono usi e costumi che entrano a far parte di un prezioso patrimonio culturale che ci unisce e ci rende orgogliosi della nostra storia, da trasmettere alle future generazioni.






