800 anni di Cantico delle Creature, Castelvecchio Subequo celebra con un convegno San Francesco
A Castelvecchio Subequo un convegno celebra gli 800 anni del Cantico delle Creature di San Francesco tra riflessioni, musica, teatro e tradizione religiosa.
Castelvecchio Subequo celebra l’unione con San Francesco d’Assisi in occasione dell’ottavo centenario della sua morte e della composizione del Cantico delle Creature. Il 6 agosto il convegno dedicato al Santo, con ospiti d’eccezione.
Dopo ottocento anni, le parole di San Francesco non invecchiano, non si dimenticano e tornano a farsi canto, più attuali che mai. Mercoledì, 6 agosto, Castelvecchio Subequo si farà ancora una volta custode di questa memoria con un convegno dedicato all’ottavo centenario del Cantico delle Creature e al Giubileo 1225-2025. L’incontro si aprirà alle 18, presso il Chiosco del convento, con i saluti istituzionali del sindaco Marisa Valeri, del parroco Gabriel Marius Caliman e alla presenza del responsabile del Sacro Convento di Assisi, Marco Moroni. Seguiranno gli interventi del poeta e drammaturgo Davide Rondoni e di Fra Giulio Cesareo, presidente e membro del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, patrono d’Italia. Anche il teatro sarà protagonista dell’iniziativa con il regista e parte del cast di “Forza Venite Gente”, il musical dedicato alla vita di San Francesco.
Era il 1225 e il frate stava trascorrendo un periodo di cinquanta giorni presso il monastero di San Damiano, dove vivevano Santa Chiara e le sue sorelle. Una notte, segnata dal dolore provocato dalle sue malattie, il Santo compose l’inno di lode a Dio e alla natura che tutti, oggi, conosciamo. Non si tratta di un semplice atto di amore per la natura e per il creato ma di una riflessione su come non cadere nella prevaricazione, nel possesso, facendo vincere la cura e l’ammirazione nei confronti di una natura materna e a volte severa ma che, con il tempo, stiamo reimparando a rispettare. Lo sanno bene le aree interne che custodiscono nel cuore il passaggio e i versi del poverello di Assisi e ne fanno una missione di amore per il proprio territorio. A Castelvecchio, infatti, la devozione francescana è ben radicata: ogni 3 ottobre, nella Chiesa dove è custodita l’ampolla contenente il sangue del Santo, si accende la lampada votiva in suo onore.
Nel 2013, alla presenza di una decina di fedeli, la reliquia di San Francesco, contenuta in un tubo ottagonale di cristallo di rocca, si è liquefatta. “Il primo ottobre 2013 abbiamo avuto a Castelvecchio la visita di una suora, suor Miriam Castelli, che ha voluto vedere questa reliquia. Mentre eravamo nella sala dove era stata messa, alla presenza di dieci persone – fra le quali il sindaco di Castelvecchio, un ex ufficiale dell’Esercito e tre frati – questo sangue si è sciolto. Io stavo mostrando la reliquia e mi sono accorto che il sangue si era liquefatto. Immaginate la sorpresa, la meraviglia: non ricordo nemmeno tutte le emozioni vissute, tanto erano intense. Siamo rimasti esterrefatti. Non ci aspettavamo una cosa del genere e siamo fuggiti via. La reliquia è rimasta esposta fino a sera tardi nella chiesa, con un grande via vai di fedeli. Poi il sangue si è di nuovo aggrumato ma ha lasciato un alone sulla fiala”. Queste le parole pronunciate da un testimone, Giuseppe Cera, ai microfoni del Capoluogo nel 2022.
Castelvecchio Subequo fortifica, così, il suo già forte legame con San Francesco, diventando tappa significativa nel calendario di appuntamenti previsti in tutta Italia per rendere onore ad una vita nobilmente umile trascorsa a trasmettere un messaggio di amore profondo.







