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Biblioteca regionale chiusa da mesi, l’appello: La cultura va difesa

La chiusura della Biblioteca regionale Salvatore Tommasi continua a far discutere. Il promotore della petizione lancia un appello “Vogliamo rassicurazioni convincenti sullo svolgimento dei lavori. L’Università non si espone?”

Fa discutere la chiusura della Biblioteca regionale Salvatore Tommasi eppure, prima del lancio della petizione per chiedere la sua riapertura immediata, quasi nessuno si era accorto che la struttura di Bazzano – che ospita la Biblioteca dal post sisma – era stata chiusa per problemi all’impianto antincendio. L’appello dello studente Giardini, autore della raccolta firme: “Situazione poco chiara. Gli enti competenti si espongano in difesa della cultura”.

In poco più di dieci giorni sono oltre 530 le firme raccolte nella petizione che chiede la riapertura dellaBiblioteca regionale Salvatore Tommasi dell’Aquila. Un’iniziativa, promossa dallo studente universitario Stefano Giardini, che è tornata ad accendere le luci su una struttura chiusa, in realtà, dal mese di aprile, per non precisati problemi all’impianto antincendio. La gestione della struttura è in capo al Dipartimento Risorse e Patrimonio della Regione Abruzzo. La riapertura dello stabile di Bazzano – dove la Biblioteca è stata trasferita, in locazione, dopo i danni subiti dalla sede originaria nel 2009 – dovrebbe avvenire in autunno, come ha dichiarato Paolo Costanzi, Direttore del Dipartimento Cultura, al Capoluogo, “Non appena saranno terminati gli interventi manutentivi necessari a ripristinare il corretto funzionamento del sistema antincendio”.

La data preventivata è fine ottobre: come hanno messo per iscritto i funzionari competenti dopo l’ultimo sopralluogo effettuato il 10 luglio. 

E proprio mentre si attendono ulteriori informazioni sia dal fronte del Dipartimento Risorse che dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica, si riaccende il dibattito pubblico sul futuro della Biblioteca, spostandosi dalla richiesta imminente di riapertura – avanzata nella petizione – ad un eventuale ritorno della Biblioteca regionale in centro storico. Un’ipotesi, questa, ad oggi ancora remota. È lo studente magistrale Giardini, allora, a scrivere al Capoluogo per affidare il suo appello rivolto alla comunità, affinché la discussione pubblica possa tornare a concentrarsi sull’obiettivo di giungere alla riapertura della Biblioteca: urgenza primaria per una Città universitaria.

Vorrei ricordare come la petizione sia rivolta primariamente a chiedere il ripristino del corretto funzionamento del sistema antincendio della struttura di Bazzano, per garantire una celere riapertura ed il ritorno all’operatività dei servizi bibliotecari.Il discorso del ritorno della biblioteca presso la sede in centro, che ho notato come sempre più dirompente negli articoli giornalistici dei giorni passati, resta una questione delicata: la sede storica della biblioteca, infatti, non potrà essere utilizzata ancora per lungo tempo a causa delle tempistiche dei lavori di ristrutturazione e, per questo, parlare di un immediatoritorno in centro appare quanto meno prematuro; occorre invece concentrarsi su ciò che è possibile al momento e cioè riaprire la sede di Bazzano, che risulta essere l’opzione più rapida ed economica.Inoltre c’è da dire che, anche se la storica struttura fosse già pronta, un ritorno in centro città risulterebbe quantomeno complicato, in quanto l’attuale carenza di personale impedirebbeun corretto funzionamento della stessa: parliamo infatti di una struttura che, ad oggi, conta soltanto tre lavoratori effettivi presenti nei locali della biblioteca, non bibliotecari ma personale amministrativo. Un numero notevolmente ridotto rispetto agli anni della Provincia e che, nonostante il lodevole lavoro e il senso di responsabilità nella gestione delle ordinarie mansioni, fatica a gestire una struttura così ampia come la Tommasiana. Un ritorno in centro necessiterebbe di un impegno da parte della Regione Abruzzo ad assumere ulteriore personale, soprattutto figure specializzate nell’ambito della biblioteconomia o nei campiumanistici, che abbiano le competenze per occuparsi della gestione di una biblioteca a 360 gradi; assunzioni che, tra l’altro, permetterebbero di mantenere la struttura aperta con fasce orarie prolungate. Un requisito quasi obbligatorio se si pensa di riportare la sede in centro”.

biblioteca regionale salvatore tommasi

“Le recenti dichiarazioni degli organi regionali, inoltre, appaiono come un tentativo di placare leacque, ma non forniscono rassicurazioni convincenti. Come si fa a conoscere la data conclusiva relativa a lavori che nonsono mai iniziati? Basta visitare esternamente la sede della biblioteca per capirecome nessun lavoro sia in corso, anzi: tutto tace in un silenzio quasi spettrale”, aggiunge il promotore della petizione.

“E poi cisono i misteri relativi all’ufficio regionale del Patrimonio, sollevati dal segretario della Fp-CgilLuca Fusari in un’intervista, che ci fanno interrogaresull’operato di un ufficio che sembra quasi muoversi motu proprio.
In tutto ciò, l’Università dell’Aquila mantiene un religioso silenzio: se escludiamo il preziosointervento della professoressa Mantini e lapartecipazione ed il supporto di tutti i docenti del Dipartimento di Scienze Umane e di moltialtri membri dell’Ateneo – a cui va il mio più sentito ringraziamento – l’istituzione universitarianon si è pronunciata ufficialmente sulla questione, pur essendo quest’ultima di interesse pertutto il mondo accademico. Esporsi non è semplice, ma quando si tratta di difendere lacultura bisognerebbe intervenire a spada tratta in nome della salvaguardia di un patrimoniocollettivo. Spero davvero che l’appello possa essere accolto dagli organi competenti.
‘O tempora, o mores’, direbbe Cicerone: la partita si complica, ma riaprire la biblioteca non èun obiettivo così impossibile da realizzare”, conclude.