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Due ponti tibetani a Castelvecchio Subequo, un nuovo turismo in Valle Subequana tra cielo e sentieri

Approvata la proposta progettuale definitiva da oltre 2 milioni di euro finanziata da NextAppennino: in arrivo un circuito escursionistico a Castelvecchio Subequo con due ponti tibetani, aree attrezzate e attività outdoor.

CASTELVECCHIO SUBEQUO – Due ponti tibetani sospesi, sentieri immersi nella natura, aree attrezzate per escursionisti e attività outdoor: è il cuore del progetto Ponti Subequani – Nuovo percorso tra natura, avventura e storia, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio Comunale di Castelvecchio Subequo.

L’intervento rientra tra i progetti finanziati dal programma NextAppennino, il Piano Nazionale Complementare al PNRR dedicato al rilancio economico e sociale dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e 2016.
L’opera, dal valore complessivo di 2.111.380 euro, è finanziata nell’ambito della linea B2.2 del Fondo Complementare, che sostiene partenariati speciali pubblico-privato per la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e pubblico. Di questi fondi, 200.000 euro (pari al 10%) sono già stati erogati per la progettazione esecutiva. Con l’approvazione definitiva del progetto, il Comune potrà ora richiedere un’ulteriore anticipazione pari al 30% (600.000 euro) per avviare i lavori.

ponti tibetani castelvecchio subequo

L’intervento prevede la realizzazione di un circuito escursionistico che collegherà, tramite due ponti sospesi in acciaio, la località Falesia-Pianillo con il Centro Storico di Castelvecchio Subequo. Lungo il percorso, che seguirà in parte tracciati storici e sentieri naturali, saranno allestite aree pic-nic, belvederi e spazi per attività sportive outdoor come arrampicata, vie ferrate e percorsi vita.
A sottolineare la portata dell’intervento, al Capoluogo, è la sindaca Marisa Valeri: “Rispetto della natura, nuove opportunità turistiche e nuovi posti di lavoro: questo è il cuore della proposta progettuale che vedrà la luce sul nostro territorio e che farà da volano per il turismo in tutta la Valle Subequana. Secondo le analisi fatte e su dati oggettivi rilevati da strutture analoghe come Dossena (BG), Castelsaraceno (PZ), Sasso di Castalda (PZ), Roccamandolfi (IS), Sellano (PG), si prevede una presenza turistica pari ad almeno 20.000/30.000 presenze per ogni stagione, tra marzo e settembre. Sarà una svolta per tutto il comprensorio subequano».

La gestione del circuito è affidata alla società Abruzzo Estremo srls, con sede a Pacentro, attiva nel settore del turismo outdoor da oltre cinque anni e dotata di personale specializzato, tra cui guide ambientali escursionistiche e tecnici esperti in sistemi di posizionamento e di monitoraggio.
La proposta progettuale è pensata per avere ricadute dirette anche in termini occupazionali: si prevede l’impiego stabile di almeno 10 addetti nella gestione della struttura, oltre a nuovi posti di lavoro legati all’indotto turistico, commerciale e ricettivo. L’iniziativa intende, inoltre favorire, il recupero e la valorizzazione del patrimonio immobiliare locale.

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L’approccio progettuale vuole integrare così le finalità del programma NextAppennino, che punta a sostenere modelli di sviluppo sostenibile e inclusivo, capaci di generare valore economico e sociale nel rispetto dell’ambiente e delle peculiarità dei territori colpiti dal sisma.
All’interno della proposta, anche l’organizzazione di iniziative culturali e sociali, in collaborazione con associazioni locali e cittadinanza attiva: rassegne, laboratori didattici, degustazioni e rievocazioni storiche potranno contribuire ad arricchire l’offerta e rafforzare il legame tra progetto e comunità nonché la creazione di un brand turistico, un Info-point, un sito web dedicato e la formazione del personale specializzato con assunzioni in fase di gestione dell’attività.

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L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che punta a valorizzare l’identità paesaggistica e culturale della Valle Subequana, promuovendo un turismo lento, esperienziale e attento alla sostenibilità. Castelvecchio Subequo guarda così alla possibilità concreta di attrarre nuovi flussi turistici, generare nuova economia locale e avviare un percorso di rigenerazione del tessuto sociale e produttivo dell’intero comprensorio.