Maltratta la moglie per 60 anni, 93enne espia la pena con lavori socialmente utili
93enne maltratta la moglie per 60 anni, per lui affidamento in prova per scontare la condanna a tre anni e otto mesi di reclusione
CASTELVECCHIO SUBEQUO – A 93 anni è in affidamento in prova per scontare la condanna a tre anni e otto mesi di reclusione, inflitta dal Tribunale di Sulmona, per maltrattamenti in famiglia.
Protagonista dell’incredibile vicenda giudiziaria è un 93enne di Castelvecchio Subequo che, nonostante l’età avanzata, dovrà svolgere lavori socialmente utili per espiare la pena.
L’anziano è stato condannato per aver maltrattato la moglie per 60 anni di fila. Lui 93enne e lei 84enne. Avevano tagliato il traguardo delle nozze di diamante ma, stando alla denuncia della donna, il matrimonio non sarebbe stato rose e fiori perché per sessant’anni, dal 1960 al 2019, il 93enne l’aveva umiliata davanti ai figli.
Una serie di atti lesivi dell’integrità fisica e morale, della libertà e del decoro della persona. Minacce, atti di disprezzo, offese alla propria dignità, fino alle violenze fisiche e alle numerose escoriazioni sul volto che la donna aveva rimediato l’8 marzo del 2019, la giornata internazionale della donna. Non mimose ma botte, dopo una vita trascorsa insieme.
In quel giorno, l’anziana si era rifugiata a casa dei figli. Il 93enne, nel corso della lunga vita coniugale, aveva inteso la donna come diritto di proprietà. Un’umiliazione abituale che aveva portato l’anziana ad esplodere, dopo un matrimonio da record alle spalle.

93enne condannato, per lui lavori socialmente utili
Il processo di primo grado si era concluso a marzo 2024, con la condanna a tre anni e otto mesi di reclusione, inflitta dal giudice del Tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio. L’avvocato difensore dell’uomo, Alessandro Margiotta, non aveva impugnato la sentenza, vista l’età del suo assistito. Si è quindi arrivato l’iter per l’espiazione della pena. Prima l’ordine di esecuzione emesso dalla Procura di Sulmona e poi la decisione del Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila di concedere al 93enne il beneficio dell’affidamento in prova. Così l’anziano si sta recando abitualmente in una casa di riposo del territorio per scontare la condanna.







