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È l’ora della Notte dei Serpenti, Melozzi: Non è folclore, i giovani cantano memoria e resistenza

“Là dove tutto sembra crollare, dove il Paese arranca, c’è una voce giovane, in dialetto, che non chiede il permesso, ma si alza e canta”. Il maestro Enrico Melozzi lancia la Notte dei Serpenti 2025: manca sempre meno

Manca sempre meno all’edizione 2025 della Notte dei Serpenti, il Concertone d’Abruzzo ideato e curato dal maestro Enrico Melozzi. L’evento si terrà domani, domenica 20 luglio, allo Stadio del Mare di Pescara. Tutta la carica di Melozzi: “La cultura non deve restare nelle mani dell’élite”.

In queste settimane il Teatro comunale di Atri è stato sommerso di curiosi ed appassionati desiderosi di assistere alle prove della Notte dei Serpenti, il Concertone d’Abruzzo destinato a diventare tradizione dell’estate abruzzese.
Musica, canti popolari, commissioni tra brani pop e melodie della storia d’Abruzzo: molto più che folclore. Una festa in cui la comunità incontra l’arte, per respirare insieme l’atmosfera speciale di un evento corale che vuole rilanciare una regione, la sua immagine e la passione che muove i suoi giovani. Dietro al grande evento, giunto alla sua terza edizione, la regia del maestro Enrico Melozzi. Oggi la conferenza stampa di presentazione dell’evento in Comune, a Pescara.

presentazione la notte dei serpenti

Il futuro dell’Italia è nella voce di una bambina abruzzese che canta a memoria ciò che voi avete dimenticato. Là dove tutto sembra crollare, dove il Paese arranca, inciampa, si vergogna di sé, c’è una voce giovane, pura, in dialetto, che non chiede il permesso, ma si alza. E canta.
E quella voce non è folclore. È memoria attiva, è resistenza sonora, è visione del futuro in forma di canto.
Abbiamo messo un microfono in mano a chi non ha ancora avuto il tempo di mentire. A chi non è ancora stato addestrato alla mediocrità, a chi non ha curriculum, né titoli, ma ha verità. E ha avuto il coraggio di cantarla”, così Melozzi a poco più di 24 ore dalla Notte dei Serpenti 2025.

“Per questo io dico che una dodicenne sul palco, a occhi chiusi, canta meglio l’Italia di quanto l’Italia sappia raccontare se stessa. Canta senza retorica. Canta senza strategia. Canta perché non può farne a meno.
Chi guarda queste ragazze e pensa: “che carine”… ha già perso il significato di tutto.
Perché non stiamo formando cantanti. Stiamo dando voce a un’identità che era stata messa a tacere.
Ogni nota che cantano è un colpo inferto all’idea che la cultura debba rimanere in mano all’élite. Il progresso non è un algoritmo. Il progresso è una voce pura che sa da dove viene e non ha paura di restarci.
I nostri maestri non sono più dietro le cattedre, nei conservatori, nelle università. Sono queste adolescenti che sanno ancora piangere ascoltando un canto popolare e che ci ricordano CHI siamo stati e CHI potremmo ancora essere”, continua Melozzi.

Tutti dicono che i giovani non hanno valori. Poi metti una quindicenne davanti a un microfono e ti canta la storia del suo paese meglio di qualsiasi adulto. Abbiamo trattato queste ragazze come regine. Perché lo sono.
Le ho guidate con rigore, a volte anche con durezza, ma sempre con rispetto.
E se in certi momenti ho alzato la voce, è stato solo per alzare insieme a loro l’asticella. E sì, ho anche chiesto scusa. A modo mio. Perché chi ama, pretende, ma poi riconosce. E domani, saliranno su un palco che non è un palco, ma un altare laico: su quell’altare offriranno il loro canto come atto di fede nella bellezza.
E poi, in mezzo a questo coro ci sono anche 8 storie in particolare che il nostro paese non ha quasi mai voluto raccontare. Io stesso non le ho volute raccontare, le ho fatte direttamente cantare.
L’Italia non si salverà con le riforme:l’Italia si salverà nel momento esatto in cui una ragazzina canta e nessuno osa interromperla“.

Conclude il maestro, “In un Paese che ha ridotto i conservatori a diplomifici, che toglie ai giovani il diritto allo studio delle arti e quindi il diritto al futuro, noi abbiamo dato loro un palco. E loro — col canto — si sono presi tutto il presente. Se investire nella voce dei giovani è uno spreco, allora io voglio sperperare fino all’ultimo centesimo.Perché chi definisce ‘buttati’ i soldi per la musica, non ha capito nulla né dell’Italia, né della civiltà. Il problema non è la cultura: il problema è averla considerata inutile per troppo tempo.
Nel silenzio prima della loro voce c’è qualcosa di rarissimo: autenticità. E quando iniziano a cantare, non chiedono attenzione. La meritano. NOI abbiamo restituito centralità a chi viene sempre dopo. E per una notte vengono prima loro.
Ciò che cantano non è arrangiato. È custodito. È l’Italia che non è mai andata in televisione. È l’Italia che non ha voce, ma ha ancora fiato. La Notte dei Serpenti non è un concerto: è la dimostrazione che il cuore dell’Italia batte ancora.
Solo che non lo stavamo più ascoltando”.

L’attesa per l’evento cresce anche sui social: numeri da record e una community in fermento. In questi ultimi giorni, la pagina ufficiale su Facebook ha registrato visualizzazioni aumentate dell’811%, oltre 1,3 milioni di utenti raggiunti, più di 30.000 interazioni, migliaia di nuovi follower e una crescita esponenziale nei click ai contenuti, con un balzo di oltre il 1.300%. La community segue, commenta, condivide e partecipa attivamente, segno che quello in arrivo non è solo un evento, ma un’esperienza collettiva che si sta già vivendo online.
La kermesse vede la collaborazione dell’ASSOCIAZIONE CORI D’ABRUZZO CHORUS INSIDE che promuove la coralità regionale attraverso eventi ed attività formative edella “FEDERAZIONE CORI ITALIANI CHORUS INSIDE APS ETS”, che ha come scopo la promozione, lo studio, la pratica, l’approfondimento e la diffusione del canto corale, della musica e dell’arte in genere e mette in rete cori regolarmente iscritti su tutto il territorio nazionale italiano.

L’evento è a ingresso gratuito.

Tutte le info utili

Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Carlo Masci, affiancato dagli assessori Alfredo Cremonese e Zaira Zamparelli, e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri.
Per Masci Pescara è lo scenario ideale, con la sua spiaggia e il suo mare Bandiera blu, per una manifestazione che fa da ponte tra il passato e il futuro. Il maestro Melozzi è un protagonista assoluto delle scene nazionali della musica e con la sua magia e la sua capacità di interpretare i canti e le musiche tradizionali è riuscito a creare un format eccezionale, un evento he sarà trasmesso in prima serata Rai, quindi di grande livello, e che coinvolgerà tutto l’Abruzzo perché ci saranno 500 cantori delle associazioni musicali della nostra regione, con i Conservatori e artisti di livello internazionale, ad esempio Riccardo Cocciante, che ha rappresentato e rappresenta ancora la storia della musica italiana. Il palco tornerà, in questa edizione, nella sua collocazione naturale, essendo sempre collocato spalle al mare, dando la possibilità di far esibire gli artisti a pochi metri dall’acqua dell’Adriatico ed è una cosa pressoché unica, al centro della città, volendo sfruttare al massimo tutte le caratteristiche naturali del nostro territorio. Con la Notte dei Serpenti, una manifestazione identitaria, storica, culturale, iconica, Pescara diventa ancor più vetrina dell’Abruzzo e voglio ringraziare tutti coloro che hanno dato un contributo all’organizzazione, a cominciare dal maestro Melozzi, e la Regione, perché crede sempre nella nostra città. Noi interveniamo con un contributo fattivo, non soltanto mettendo a disposizione gli spazi per questa iniziativa che ha un ritorno eccezionale, dal punto di vista turistico e dell’immagine, della promozione di Pescara”.

“Abbiamo usato la nostra musica popolare innanzitutto per scoprirla e darle la dignità che merita e poi farne un vettore di promozione del territorio”, ha commentato Sospiri.“Questa manifestazione è così tanto e ben cresciuta che oggi è diventata anche il contenitore di tanti altri messaggi, che gli spettatori vedranno durante lo spettacolo. Siamo molto contenti che tutta l’Italia potrà seguire questo grande evento culturale: è anche una forma di risarcimento per i tanti nostri abruzzesi che sono andati fuori nel corso degli anni e che hanno portato queste tradizioni in tutto il mondo e oggi le vedono sottolineate come meritano”. Parlando del contributo della Regione, Sospiri – rispondendo ai giornalisti – ha detto che una volta che questo evento avrà raggiunto ancora maggiore solidità, potrà reggersi quasi esclusivamente con le proprie forze, credo. Non è questo il momento e non accade così per tutti i grandi festival in Italia e in Europa, però già quest’anno la forza degli sponsor è molto molto presente e abbassa il contributo della Regione Abruzzo. Io ritengo che la somma destinata alla Notte dei serpenti sia una buona spesa perché, in termini di ritorno di immagine, lo share che ci sarà sulla RAI  non ha prezzo in termini di spot e di una campagna promozionale”.