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Incidente monopattino a Paganica, la versione del conducente dell’auto

L’incidente tra auto e monopattino a Paganica: la versione del conducente dell’auto diverge da quella che è stata diffusa sui social

Sulla vicenda dell’incidente tra auto e monopattino a Paganica, il Capoluogo ha raccolto la versione del conducente dell’automobile.

Il 16 luglio scorso un “appello” sui social era stato diramato per rintracciare il conducente di un auto che a Paganica – questa la versione dei minori coinvolti – avrebbe investito due bambini su un monopattino, senza poi prestare soccorso.

Incidente monopattino, la versione del conducente

Il conducente dell’automobile dice al Capoluogo: “Mi trovavo in auto su Corso Duca degli Abruzzi, a Paganica. Dall’incrocio con via Antonio Rossi Tascione , due bambini su un monopattino, senza casco, mi sono venuti addosso a gran velocità. Fortunatamente io procedevo piano e ho avuto la prontezza e la possibilità di frenare in tempo. Ho visto che i bambini hanno accennato a scappare, probabilmente spaventati per l’accaduto. Io mi sono avvicinato per tranquillizzarli, ho detto loro che era il caso di andare in ospedale. La loro reazione è stata di difesa e rifiuto, ripetendo che non volevano che nessuno sapesse dell’accaduto. Sono rimasto con loro per circa mezz’ora, ho aiutato uno dei due bambini a lavarsi e rinfrescarsi a una fontanella. Abbiamo provato più volte a chiamare la madre, senza esito, con il mio cellulare. I bambini non davano comunque segno di traumi; siamo andati assieme a spostare i mezzi, io l’auto e uno dei bambini il monopattino. A quel punto ho dovuto allontanarmi, e mi sono raccomandato che avvertissero i genitori. Ho in seguito, intendo poco dopo una volta arrivato a casa, telefonato ai carabinieri di Paganica per spiegare l’accaduto e la dinamica. Il giorno dopo sono riuscito a parlare anche con la madre del bambino, la quale non ha mai provato a richiamarmi in prima persona, ma ha finalmente risposto alle mie chiamate. Le ho spiegato l’accaduto e mi sono messo a disposizione per chiarire il sinistro e per evitare che si continuino a diffondere notizie false sull’accaduto. Il proposito è di incontrarci e chiarire la reale dinamica dei fatti”.

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