Logo
La Notte dei Serpenti 2025, tra le 500 voci d’Abruzzo anche il Coro Sirente

Dal coro Sirente, proveniente dalla Valle Subequana, alla voce dell’aquilana Giulia Museo: la Notte dei Serpenti 2025 sarà il canto di un popolo che non dimentica, che si rinnova e che, ancora una volta, sceglie la musica come linguaggio universale per raccontarsi.

Dal coro proveniente dalla Valle Subequana alla voce dell’aquilana Giulia Museo, la Notte dei Serpenti 2025 sarà il canto di un popolo che non dimentica, che si rinnova e che, ancora una volta, sceglie la musica come linguaggio universale per raccontarsi. Non sarà solo un concerto pensato e voluto dal maestro e direttore d’orchestra Enrico Melozzi, ma una festa, una celebrazione. Un atto d’amore verso la propria terra.  Un Abruzzo che canta e incanta. E, questa volta, la voce è di tutti.

Domenica 20 luglio, lo Stadio del Mare di Pescara sarà teatro di un rito collettivo che unisce passato e presente, tradizione e innovazione: torna La Notte dei Serpenti, il grande evento gratuito “Made in Abruzzo”, ideato e diretto dal maestro Enrico Melozzi, giunto alla sua terza edizione. A condurre la serata sarà nuovamente Andrea Delogu che andrà in onda in prima serata su Rai2 ad agosto.

Un evento, la Notte dei Serpenti, che ha il sapore delle radici e lo slancio dell’arte viva, capace di trasformare la musica popolare abruzzese in una celebrazione corale, potente e moderna. Per la seconda volta, tra i 18 cori popolari che daranno voce all’Abruzzo più vero, si distingue con forza il Sirente, proveniente dalla Valle Subequana, un territorio  dell’Abruzzo interno Aquilano semplice, quasi nascosto, ma che custodisce ancora oggi, con orgoglio, l’anima musicale delle montagne e delle comunità che le abitano. “La partecipazione di questo coro rappresenta un tributo alla memoria collettiva, alla forza del canto come strumento identitario, e all’impegno di chi, ogni giorno, tiene viva una cultura antica ma mai superata. Siamo orgogliosi e fieri di esserci, con i nostri costumi tradizionali, con i canti di una volta rivisitati e arrangiati magistralmente dal maestro Enrico Melozzi”, spiega, sentito dal Capoluogo, Armando Frittella, di Castelvecchio Subequo. Direttore artistico del Coro Sirente, di cui cura le danze tradizionali (diretto da Jenny Musti), è presidente dell’associazione Chorus inside che annovera un centinaio di cori in tutta la regione.

In abiti tradizionali, con voci che arrivano dalla terra e dal cuore, i coristi della Valle Subequana porteranno sul palco non solo musica, ma storie, emozioni, un’idea di appartenenza che parla di Abruzzo con autenticità e fierezza. Abbiamo partecipato e assistito alle prove nel teatro di Atri e c’è un’adrenalina pazzesca che riesci quasi a toccare con mano“, aggiunge. Coordinati da Armando Frittella, Gabriella Serafini e Davide Recchia, oltre 500 coristi, tra cui anche bambini in costume folklorico provenienti da istituti scolastici, saranno protagonisti di una serata che non è solo spettacolo: è identità, è comunità, è Abruzzo. Le prove, ospitate nel Teatro di Atri, hanno già acceso l’entusiasmo. Tra gli applausi di un pubblico crescente, si respira l’emozione di qualcosa di grande, irripetibile, profondamente sentito.

la notte dei serpenti, ENRICO MELOZZI

Accanto alla tradizione, c’è anche chi rappresenta il nuovo volto della musica abruzzese. Tra le 100 giovani donne selezionate per far parte del grande coro femminile della Notte dei Serpenti, c’è anche la cantautrice aquilana Giulia Museo. Voce intensa, sensibilità raffinata, Giulia è tra quelle artiste che sanno costruire ponti tra generazioni. La sua presenza non è solo simbolica: è un segnale forte, la conferma che il futuro della musica abruzzese è nelle mani (e nelle corde vocali) di giovani capaci di onorare le radici, portandole con sé nel domani.

Rocco Hunt alla Notte dei Serpenti

Sotto la direzione di Enrico Melozzi, con l’Orchestra dei Serpenti, i cori e gli artisti ospiti – tra cui Rocco Hunt, Riccardo Cocciante, Elettra Lamborghini, Paola Turci, Filippo Graziani, le Farfalle Olimpiche, la Banda dell’Esercito e persino Topo Gigio – andrà in scena un’imponente fusione sonora tra tradizione e modernità. Il dialetto abruzzese verrà “pop-izzato”, il pop sarà “dialettizzato”: un esperimento riuscito dal maestro Melozzi, già applaudito nelle passate edizioni, che eleva le melodie popolari a uno scenario contemporaneo senza mai tradirne l’essenza.

enrico melozzi, la notte dei serpenti

“Ma quanto è tecno il nostro saltarello?” ripete da sempre il maestro. Il serpente, da tre edizioni a questa parte, è diventato il nuovo simbolo identitario dell’Abruzzo: sinuoso, mistico, magico, con un richiamo anche al rito dei Serpari di Cocullo, (una statua di San Domenico, in chiave moderna nella scorsa edizione stata installata di fronte il palco). “Ho pensato a lungo a un animale che potesse ‘parlare’ abruzzese e che non fosse la solita pecora – aveva chiarito il Maestro ai microfoni del Capoluogo.it – il serpente, che ai più fa paura, è sinuoso, forte, affascinante, misterioso e noi abruzzesi siamo così, anche nelle difficoltà, proprio come i serpenti, cambiamo pelle e andiamo avanti”. 

La notte dei serpenti

La scorsa edizione ha registrato circa circa 20 mila presenze, regalando al pubblico un’esperienza musicale e culturale unica, all’insegna delle antiche melodie abruzzesi dai ritmi coinvolgenti, per l’occasione innalzate a un livello più aulico grazie all’unione con i classici dei poeti e scrittori a cui l’Abruzzo ha dato i natali, da Gabriele D’Annunzio a Ennio Flaiano, passando per OvidioSallustio.canti popolari proposti in questa nuova edizione saranno impreziositi da nuovi arrangiamenti autentici e moderni a cura del M° Melozzi, senza intaccare l’autenticità e l’originalità dei testi originali in dialetto, mantenendo intatta la loro poetica e la loro capacità di coinvolgere gli ascoltatori.

Lo ricordiamo, le precedenti edizioni  sono state trasformate anche in un format televisivo, andato in onda sulla Rai e, successivamente, un album live, “La Notte Dei Serpenti”, disponibile in digitale sulle principali piattaforme come Apple Music e Spotify e su Instagram tra le canzoni da correlare alle “stories”.  Distribuito da Ada Music, con la produzione artistica di Enrico Melozzi e la produzione esecutiva a cura di Francesca Raponi, l’album contiene le registrazioni live dei brani che sono stati proposti nel corso della prima edizione del concertone in cui, tra i protagonisti, ci sono stati Giusy Ferreri, Gianluca Grignani, Mr.Rain, Elsa Lila e tanti artisti e musicisti abruzzesi, accompagnati dall’Orchestra dei Serpenti.

L’edizione 2024  è disponibile a questo link

La voce dell’aquilana Giulia Museo nel Coro della Notte dei Serpenti