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Comunità Energetiche Rinnovabili a Poggio Picenze e in altri quattro comuni, inizia la realizzazione degli impianti

Comunità Energetiche Rinnovabili, approvati quadri economici definitivi per Poggio Picenze, Scoppito, Fossa, San Demetrio e Navelli.

Approvati i quadri economici definitivi per i progetti CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) a Poggio Picenze, Scoppito, Fossa, San Demetrio ne’ Vestini e Navelli. Inizia la realizzazione degli impianti fotovoltaici.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili di Poggio Picenze, Scoppito, Fossa, San Demetrio ne’ Vestini e Navelli stanno per diventare realtà. La Struttura commissariale Sisma 2016 ha infatti dato il via libera ai relativi quadri economici definitivi e possono iniziare i lavori per la realizzazione degli impianti fotovoltaici. Il 31 dicembre 2026 è il termine ultimo per la chiusura dei progetti e per la loro rendicontazione. Come spiega al Capoluogo d’Abruzzo il direttore del CURSA, Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente, Stefano Banini, che con l’ente di ricerca ha curato le attività relative ai progetti, si tratta di bandi del 2022 della Struttura di Missione Sisma 2016, che a seguito del decreto CACER che ha ulteriormente regolamentato il settore, sono stati adeguati e quindi dopo un lungo iter è giunta l’approvazione dei quadri economici. “Abbiamo curato le attività di sensibilizzazione della popolazione che ha risposto in maniera importante” spiega Banini. “Il nostro obiettivo è quello di massimizzare i benefici di ogni CER sia per i Comuni che per i cittadini, in un momento in cui il tema della povertà energetica è particolarmente sentito”.

Ma il percorso non finisce con la realizzazione dei progetti: “Un altro obiettivo è quello di unire le CER dei 5 comuni, passaggio chiave sia per le economie di scala che per quanto riguarda la gestione. Questione di particolare importanza se pensiamo all’utilizzo dell’energia prodotta non solo per lo sfruttamento diretto e la vendita ordinaria, ma anche per la futura possibile attivazione dei cosiddetti servizi di flessibilità. La produzione diffusa e parcellizzata di energia crea, infatti, instabilità nella rete elettrica, per cui chi gestisce il sistema di distribuzione dovrà ricorrere a supplementi di energia e/o di consumi per provvedere al suo bilanciamento. E l’energia destinata a questo servizi potrà essere valorizzata economicamente in modo più remunerativo rispetto alla vendita ordinaria. Per questo conviene per i comuni fare massa critica e massimizzare grazie a questi servizi i risultati economici di gestione delle CER. Tutto questo naturalmente si tradurrà nella possibilità di realizzare benefici diretti sia per gli enti che per i cittadini”.

Cos’è il CURSA .

CURSA – Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente è un organismo di diritto pubblico, senza scopo di lucro, riconosciuto dal Ministero dell’università e della Ricerca (MUR) è stato fondato nel 2008 da tre università statali (Molise, Tuscia e Ferrara); il suo obiettivo principale è favorire il collegamento tra ricerca accademica e applicazioni pratiche nei campi delle scienze sociali, economiche e dell’ambiente naturale.
Il Consorzio opera sulla base di convenzioni e accordi di programma con enti pubblici, enti locali, organizzazioni e istituzioni pubbliche e private. Promuove e partecipa a iniziative e progetti di cooperazione nazionale e internazionale, finalizzati allo sviluppo sostenibile e al miglioramento delle condizioni socio-economiche nei Paesi in via di sviluppo. CURSA ha intessuto una fitta rete di rapporti di cooperazione soprattutto attraverso specifiche attività di progettazione (LIFE, SEE, IPA, EURPEAID, ecc.) e attraverso la promozione di rapporti con enti pubblici e imprese all’estero.

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