In montagna non si improvvisa, la campagna del Capoluogo per escursioni sicure
In montagna, se sbagli attrezzatura o vai impreparato, non arrivi in vetta. Ma potremmo aggiungere: se sbagli attrezzatura, metti a rischio anche chi dovrà venire a prenderti.
Infradito e ciambella da mare sulla cresta del Gran Sasso o della Majella? Certo, una provocazione: ma nemmeno così lontana dalla realtà che, purtroppo, ogni estate (e non solo) vediamo sulle vette abruzzesi e ci ritroviamo, da cronisti, a raccontarvi.
Sono decine gli interventi di soccorso che impegnano il Soccorso Alpino, squadre di volontari, guide e, nei casi più gravi, anche l’elisoccorso per trarre in salvo escursionisti inesperti o improvvisati, spesso partiti senza l’equipaggiamento adeguato o una minima preparazione fisica.
Proprio per questo, noi del Capoluogo lanciamo una campagna di sensibilizzazione: un invito semplice, chiaro, visivo — e un po’ ironico — per ricordare che la montagna non è una delle tante località turistiche da visitare con sandali, né tantomeno un luogo in cui l’improvvisazione trova spazio.

Le immagini della campagna di sensibilizzazione del Capoluogo, che ritraggono alcune delle cime più iconiche dell’Abruzzo — dal Corno Grande del Gran Sasso ai sentieri della Majella, dal Sirente al Velino — mostrano in maniera immediata l’assurdità di affrontare un’escursione come se si stesse andando in riva al mare: pantaloncini, infradito, ciambella gonfiabile. Uno scatto ironico che mette in evidenza quanto possa essere pericoloso sottovalutare la montagna.
Il messaggio è diretto: “Se sbagli attrezzatura, non arrivi in vetta.”
Ma potremmo aggiungere: se sbagli attrezzatura, metti a rischio anche chi dovrà venire a prenderti.
Non si tratta solo di avere scarpe adatte o bastoncini telescopici: affrontare un sentiero in quota significa conoscere il percorso, le previsioni meteo, valutare le proprie condizioni fisiche, informarsi e, soprattutto, affidarsi a guide esperte.
Noi del Capoluogo, da sempre attenti a dare voce alla montagna e ai suoi protagonisti, rilanciamo così un appello a chi ama i nostri sentieri: amate la montagna, rispettatela. Ma prima di tutto, rispettate voi stessi.















