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Aree interne e spopolamento, Francesco D’Amore: “Numeri preoccupanti, ma chi amministra non può arrendersi”

Aree interne e contrasto allo spopolamento. D’Amore: “Numeri preoccupanti, le strategie del passato non hanno funzionato”

Il sindaco di Fagnano Alto e presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore, sul problema dello spopolamento delle aree interne: “Numeri preoccupanti, ma chi amministra non può arrendersi. Puntiamo su servizi ed economia”.

Servizi ed economia, sono le “armi” che il sindaco di Fagnano Alto e presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore, sta utilizzando insieme ai sindaci del territorio per contrastare lo spopolamento delle aree interne, questione che recentemente ha prodotto non poche polemiche per la bozza del Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne che presentava come “irreversibile” proprio lo spopolamento, dicitura cassata nel documento finale, ma che non è passata inosservata. “I numeri Istat non sono certo incoraggiati e sono 25 anni che si parla di strategie delle aree interne – commenta il sindaco D’Amore al microfono del Capoluogo d’Abruzzo – e se se ne continua parlare significa che non hanno funzionato, però i sindaci, gli amministratori, non possono certo arrendersi, soprattutto in un territorio come il nostro. Abbiamo intrapreso le attività di ricostruzione proprio perché abbiamo una visione di futuro per queste aree, che oggi sono in sofferenza in tutta Italia, non solo in Abruzzo. D’altra parte anche i fondi che arrivano hanno tempistiche e rigidità burocratiche che rendono la loro stessa spesa difficile per la complessità delle procedure, soprattutto per quanto riguarda i piccoli comuni. Dal PNRR in poi è sempre stato molto faticoso per quelle realtà che non hanno potuto contare su una struttura organizzativa imponente”.
Per contrastare lo spopolamento, per il sindaco D’Amore bisogna puntare la strategia su due fattori: servizi ed economia. “Sono due fattori che necessariamente devo correre insieme nella stessa direzione, come due binari. Come sindaci, la nostra battaglia più dura è quella sui servizi. Per fare restare la popolazione in queste zone servono i servizi essenziali, come quello della sanità, con medici e farmacie, quello della viabilità – per accorciare le distanze con i centri più grandi – e le infrastrutture di comunicazione, come le reti ultraveloci, per agevolare lo smart working”.
Sull’altro binario deve viaggiare l’economia: “Come sindaco e come Ente Parco – aggiunge D’Amore – mi sono impegnato a privilegiare agricoltura e turismo, i settori più caratteristici del territorio che possono fare da volano all’economia. Dalla difesa delle coltivazioni dalla fauna selvatica allo sviluppo sostenibile, fino al turismo che non può più essere quello mordi e fuggi, ma ‘persistente’ sul territorio e destagionalizzato. Un altro fattore fondamentale è quello legato alla qualità dei nostri operatori turistici, per i quali come Parco abbiamo attivato la CETS Carta europea del Turismo sostenibile”
“La sostanza della nostra strategia – conclude quindi D’Amore – si muove su questi due binari, nonostante i dati che spaventano e fanno riflettere. Ma se siamo qui come amministratori, vuol dire che crediamo nella possibilità di farcela delle nostre aree interne. Con la ricostruzione, inoltre, abbiamo anche un patrimonio immobiliare riqualificato che può fare la differenza, ma non basta: poi quelle case bisogna anche riempirle”.
Insomma, numeri e proiezioni future preoccupanti, ma la parola d’ordine è “mai arrendersi”.

E di aree interne si parlerà proprio con il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, ospite all’Auditorium del Parco mercoledì 2 luglio a partire dalle ore 16.00, per l’incontro “I Comuni e la sfida del governo di area vasta”. L’appuntamento, che segue quello di Torino dello scorso 17 aprile, dove è stata presentata l’Agenda dei Comuni e delle Città per la Coesione, sarà l’occasione per approfondire il ruolo dei Comuni come hub di servizi e di sviluppo per le aree vaste e le aree funzionali. Preceduto da un workshop tecnico a cui parteciperanno il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, e il presidente della Consulta nazionale Anci giovani e sindaco di San Costanzo, Domenico Carbone, il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi del sindaco dell’Aquila e presidente di Anci Abruzzo Pierluigi Biondi, dello stesso sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, della vice presidente e delegata Anci per Mezzogiorno e Coesione territoriale Maria Luisa Forte, sindaca di Campobasso, del sindaco di Vicenza e coordinatore della consulta Anci dei Comuni capoluogo Giacomo Possamai e del vice presidente vicario Anci Daniele Silvetti, sindaco di Ancona. Al termine del dibattito l’intervento del presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Le conclusioni saranno affidate al ministro Foti.

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