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Avezzano Calcio, iscrizione al campionato a rischio

Per l’Avezzano Calcio è a rischio l’iscrizione al campionato, troppi debiti. Così anche la cordata di imprenditori locali, che era pronta a salvare la squadra, si tira indietro

Avezzano Calcio, i debiti spaventano la cordata di imprenditori locali che si era proposta per salvare la squadra: resta poco tempo per l’iscrizione in Serie D.

Avezzano Calcio – Una pesante situazione debitoria insieme a norme federali e fiscali che impediscono di rilevare un ramo d’azienda della società in mano al Presidente Pecorelli, avrebbero spinto la cordata di imprenditori locali a tirarsi indietro. Il tutto a pochi giorni dalla regolarizzazione dell’iscrizione al campionato della serie D. Il termine scade il 10 luglio.

“Il tempo stringe, abbiamo necessità di sederci attorno ad un tavolo con lui e trattare l’eventuale vendita della società. Il progetto è aperto a tutti coloro che intendono fare calcio in gestione chiara e alla luce di ogni corrispondenza alla città. Siamo sicuri e certi che l’attuale presidente saràserenamente aperto ad ascoltarci” aveva detto Alessio Di Stefano, rappresentante del gruppo di imprenditori della città, per salvare le sorti dell’Avezzano Calcio.
Oltre a Di Stefano, insieme al socio Massimo Scatena, la cordata è composta da volti noti in città, alcuni dei quali al momento non compaiono, da Luca Testa, dall’ex vice presidente Luca Marco Aurelio, Leonardo Sulla e Marco D’Aurelio. L’incontro, sarebbe dovuto avvenire a Roma per discutere le condizioni della trattativa.
Invece qualcosa è andato storto perché, a un passo dall’incontro, il vice presidente dell’ultima stagione sportiva dell’Avezzano Calcio, Luca Marco Aurelio, con un post sulla sua pagina Facebook personale ha comunicato che l’acquisto di un ramo d’azienda della società oggi in mano al Presidente Pecorelli non avrà luogo.

“Dopo un’attenta valutazione dei documenti consultati all’incontro del 17.06.2024 presso gli uffici del Presidente della SSD Avezzano Calcio 1919 ARL alla presenza dei componenti della cordata, accompagnati dal legale di fiducia è maturata la decisione di non poter procedere all’acquisizione della eventuale cessione di ramo di azienda, contenente l’indebitamento sportivo totale maturato nell’anno appena concluso che sarebbe stato a carico della nuova società e del titolo sportivo. Motivo principale come previsto dalle normative del NOIF e della LND (lega nazionale dilettanti) è indifferibile procedere alla cessione di ramo d’azienda in quanto non esistono presupposti né di natura federale, né tanto meno di natura amministrativa che permetterebbero al progetto di concretizzarsi al fine di salvare il titolo di serie D, nonostante la volontà di onorare tutti gli impegni economici dello staff e dei calciatori che hanno dato massima dimostrazione di compattezza e legame di gruppo”, così Luca Marco Aurelio, vice presidente dell’ultima stagione sportiva dell’Avezzano Calcio.

“Quale sia il vero motivo non lo sapremo mai ma ci interessa relativamente. La realtà è che, alla fine, con una città contro, con un’amministrazione comunale contro, con una tifoseria contro, nonostante ci chiediamo chi ce lo faccia fare siamo ancora qua, a cercare soluzioni per tenere in piedi la baracca. Non so se riusciremo nell’intento ma, finché c è corsa…”, così Pecorelli in risposta al comunicato della cordata locale.

La regolarizzazione dell’iscrizione torna quindi in mano all’attuale società, ma i tempi sono stretti.
Entro il 10 luglio le società devono inviare telematicamente la richiesta, non prima di aver in mano tutte le liberatorie dei tesserati relative alla stagione 2024-2025 e quindi dopo che staff e giocatori avranno ricevuto quanto concordato.

Lo scorso 9 giugno gli stessi giocatori della squadra, con una lettera aperta alla società, avevano lamentato difficoltà dovute al mancato pagamento degli stipendi. “Per molto tempo abbiamo pensato di scrivere, per far conoscere ai tifosi e alla città di Avezzano le condizioni in cui ci trovavamo nostro malgrado e le difficoltà delle nostre famiglie, prima ancora che le nostre. Ogni volta però ci siamo detti di aspettare, di restare in silenzio per non creare altri polveroni. Di pensare solo al bene di questa maglia, continuando a scendere in campo come se fosse tutto a posto. Perché la sentivamo nostra, e non volevamo tradire la fiducia dei tifosi, che ci hanno sempre rispettato. Ma soprattutto, abbiamo scelto di dare fiducia al nostro presidente in un momento di difficoltà personale. Lo abbiamo fatto consapevolmente perché non abbiamo mai messo in dubbio le sue promesse. E così abbiamo dato tutto ciò che avevamo nonostante avessimo ricevuto un solo stipendio. Uno. Persino a Natale non c’è stato un solo centesimo per noi. Più volte il presidente ci ha ribadito che le cose sarebbero cambiate. Che qualcosa sarebbe arrivato. Abbiamo creduto a quelle parole. Che però, non sono mai state seguite dai fatti. Ad oggi, siamo ancora qui ad aspettare. E anche questa attesa l’abbiamo vissuta nel silenzio. Come ennesima dimostrazione di fiducia. Ma non possiamo accettare più quello che sta accadendo”.