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Uccisione Orsa Amarena,  nuova udienza il 18 luglio

Prima udienza per l’uccisione dell’orsa Amarena, pioggia di richieste di costituzione di parte civile. Prossima udienza il 18 luglio.

Uccisione dell’Orsa Amarena, oggi ad Avezzano la prima udienza: 48 associazioni ambientaliste hanno chiesto di costituirsi parte civile, insieme alla Regione Abruzzo e al Comune di Villalago. Udienza aggiornata al 18 luglio.

Questa mattina, presso il Tribunale di Avezzano si è tenuta la prima udienza sull’uccisione dell’Orsa Amarena, avvenuta la sera del 31 agosto 2023 nel Comune di San Benedetto dei Marsi, ad opera di Andrea Leombruni.
Secondo la tesi dell’accusa l’uomo avrebbe ucciso l’orsa con colpi di fucile: sull’arma è stato poi disposto dalla Procura l’esame balistico. Il 57enne avrebbe sparato per uccidere, senza una valida motivazione, non per errore o per spaventare l’animale,: per questo gli viene contestata l’aggravante della crudeltà.
Oltre alla Regione Abruzzo e al Comune di Villalago, sono 48 le associazioni che hanno presentato richiesta di costituirsi parte civile, dopo che il procedimento, inizialmente fissato per il 23 dicembre 2024, era stato rinviato a causa di un vizio procedurale.
Prima dell’inizio dell’udienza si è tenuto anche un sit in di animalisti davanti al Tribunale.

Oggi le associazioni, unite in un coro unanime hanno chiesto giustizia a seguito dell’uccisione di un animale ritenuto inoffensivo e una specie protetta ad alto rischio di estinzione, simbolo della biodiversità italiana.
La decisione sull’accoglimento delle varie istanze è stata rinviata alla prossima udienza, fissata per il 18 luglio: la difesa dell’indagato Andrea Leombruni, rappresentata dagli avvocati Mario Stefano Guanciale e Berardino Terra, ha sollevato un’eccezione di nullità del decreto di citazione a giudizio, per vizi procedurali.
Il pubblico ministero, Maurizio Maria Cerrato, ha respinto l’eccezione. Per lui piena regolarità del decreto di citazione a giudizio. Il giudice si esprimerà anche su questo con ordinanza.

“Nel corso dell’udienza è stata sollevata l’eccezione di nullità del decreto di citazione a giudizio, in quanto riteniamo che nello stesso manchi un avviso, previsto espressamente da tutta una serie di normative che si sono avvicendate nel corso degli anni, compresa la Riforma Cartabia. Si tratta di una questione in punto di diritto, ritenuta infondata sia dalle controparti che dal Pubblico Ministero, ma che risolverà il Giudice alla prossima udienza, fissata per il 18 luglio”, ha dichiarato al Capoluogo l’Avv. Berardino Terra, codifensore di Leombruni, a seguito dell’udienza odierna.
“Abbiamo ritenuto doveroso essere presenti in aula e chiedere di costituirci parte civile in questo processo. L’uccisione dell’orsa Amarena rappresenta un atto gravissimo che va oltre la singola vicenda: è il sintomo di una cultura ancora troppo ostile verso la fauna selvatica. Con la nostra azione vogliamo ribadire che la vita di un animale libero non è sacrificabile per paura o ignoranza, e chiediamo che la legge venga applicata con rigore per restituire dignità a una creatura innocente e protetta” ha dichiarato Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection.

OIPA Italia, come sempre, è in prima linea nelle aule giudiziarie per la tutela di chi non ha voce. Abbiamo depositato istanza di costituzione come parte civile nel processo al fine di rappresentare Amarena e i suoi cuccioli, così come il sentimento che la collettività prova verso gli animali” così l’Avv. Taccani, responsabile dell’Ufficio Legale di OIPA Italia e portavoce del Presidente.
“L’OIPA continuerà a battersi per gli animali e per far sì che le leggi che tutelano la fauna selvatica – patrimonio indisponibile dello Stato riconosciuto anche dalla Costituzione – siano rigorosamente rispettate, affinché tragedie come quella di Amarena non si ripetano mai più”, concludono dall’associazione.

orsa amarena