Un anno fa l’omicidio di Christopher Thomas Luciani, Pescara ricorda Crox
È passato un anno da quel brutale omicidio, la giovane vita di Christopher Thomas Luciani è stata spezzata a soli 16 anni per un piccolo debito contratto con due coetanei che lo hanno finito con 25 coltellate e poi abbandonato nel parco Baden Powell di via Raffaello a Pescara. Il capoluogo adriatico si ferma per ricordare Crox.
È passato un anno da quel brutale omicidio, la giovane vita di Christopher Thomas Luciani è stata spezzata a soli 16 anni per un piccolo debito contratto con due coetanei che lo hanno finito con 25 coltellate e poi abbandonato nel parco Baden Powell di via Raffaello a Pescara. Il capoluogo adriatico si ferma per ricordare Crox.
È lì che oggi alle 18, più o meno alla stessa ora della sua morte, la nonna Olga Cipriano ha organizzato la commemorazione di questo primo triste anniversario. Una scelta che spiega e sintetizza bene la locandina dell’evento pubblicata dall’associazione che porta il nome del nipote: “Onoriamo la vita di Christopher. Un ricordo che non svanisce, una luce che resta”. In questi mesi la nonna sta cercando di diffondere messaggi positivi nei ragazzi che sta incontrando in questi mesi, tutti più o meno coetanei del giovane Christopher Thomas Luciani. .Ed è stata scelta la data di oggi, e dunque il primo anniversario dell’omicidio di Christopher, anche dalla garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza Maria Concetta Falivene, per presentare lo spot contro la violenza ispirato al giovane. L’appuntamento è il convegno organizzato con l’assessorato regionale alle Politiche sociali di Roberto Santangelo che si è tenuto questa mattina dalle 10.30 all’Aurum dal titolo “Il mondo familiare e minorile tra prassi e diritto. Presentazione del progetto regionale “Prevenzione dei disagi minorili” e del testo scientifico “Istituzioni di diritto minorile integrato”.
Per l’omicidio del giovane, a marzo scorso, i due coetanei coinvolti sono stati condannati a 19 anni e 4 mesi e 16 anni di reclusione. Per molti è stata definita una pena esemplare, da “giurisprudenza”,Le richieste per gli imputati, formulate dal pm Angela D’Egidio, erano di 20 e 17 anni. Il processo, con rito abbreviato, si è tenuto a porte chiuse in una struttura blindata. Entrambi i ragazzi erano accusati di omicidio volontario, con le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. Il gup del Tribunale dei minorenni, Cecilia Angrisano, partendo da una pena base di 24 anni, dopo tre ore e mezzo di camera di consiglio, ha riconosciuto per il primo le attenuanti date dalla minore età, ma in un rapporto subvalente con le aggravanti contestate dall’accusa – crudeltà e dei motivi futili e abietti – e per il secondo anche le attenuanti generiche, in un rapporto in questo caso di equivalenza con quelle stesse aggravanti. Il risultato è che non ci sono stati aumenti o diminuzioni, se non per l’unica aggravante caduta per entrambi gli imputati rispetto a quelle contestate dall’accusa, e cioè il nesso teleologico, reato commesso per eseguirne o occultarne un altro.

Thomas è stato ucciso per un debito di 70 euro, soldi che gli erano stati dati per acquistare del fumo. Ma il ragazzo, che si era allontanato dalla comunità in cui viveva nel Molise, quei soldi li aveva spesi per trascorrere un fine settimana con gli amici a Pescara. Uno dei due ragazzi condannati per tutta la giornata di sabato aveva cercato di contattarlo, ma Thomas aveva il telefono scarico e non si era preoccupato di ricaricarlo perchè rischiava di essere rintracciato dalla comunità. Oltre 40 le chiamate in circa due ore e numerosi messaggi furiosi, fino alla decisione di dargli una lezione. La domenica mattina uno dei due ragazzi lo ha intercettato alle 11.41 grazie alla foto alla stazione di pescara postata da Thomas sul suo account Instagram ( al quale si era collegato dal telefonino di un amico) è l’inizio della fine. Stava contattando gli amici per racimolare i 10 euro necessari per il treno delle 18 che lo doveva riportare a Vasto, dove abita la fidanzata e poi il giorno dopo a Campobasso, in comunità, quando è stato intercettato con la richiesta di un appuntamento. L’omicidio è avvenuto intorno alle 17:00, successivamente gli assassini con un gruppo di amici sono andati al mare a fare il bagno.
In ricordo del giovane, ad agosto scorso è nata L’associazione Crox , con il nome con cui gli amici chiamavano Thomas, con una forte e simbolica connotazione sociale, culturale e sportiva, pensata per aiutare giovani e famiglie. Accanto alla scritta Crox il simbolo di una farfalla, quale segnale si rinascita.
Si educa con il cuore, con l’ascolto e con l’esempio”.
Nonna Olga, anche oggi, a un anno esatto dall’uccisione di suo nipote, Christopher Thomas Luciani, non rimane in silenzio. Dall’Aurum di Pescara, rivolge il suo appello ai ragazzi che hanno dedicato un video in memoria di Crox, il nomignolo con il quale gli amici chiamavano Thomas. Il filmato è stato girato nello stesso parco dove il 23 giugno del 2024, due ragazzini non ancora maggiorenni, lo hanno ucciso con 25 coltellate. La signora Olga Cipriano è stata ospite della giornata di studio e confronto, “Il Mondo Familiare e Minorile tra prassi e diritto”, organizzata dal Consiglio regionale dell’Abruzzo, dalla garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Maria Concetta Falivene, dalla garante dei detenuti, Monia Scalera e dall’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Abruzzo. Le Garanti hanno scelto questo giorno di ricorrenza per presentare il progetto regionale “Prevenzione dei disagi minorili” e il testo scientifico, “Istituzioni di Diritto minorile integrato”. Un plauso all’iniziativa è arrivato anche dal Ministero della Giustizia, rappresentato dal direttore generale per la Giustizia minorile e riparativa – Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Alessandro Buccino Grimaldi. Per il Consiglio regionale, in funzione di presidente dell’Osservatorio regionale per la Legalità, è intervenuto il consigliere, Francesco Prospero, che ha aperto il suo saluto citando don Lorenzo Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia”. E sull’azione della politica in materia di disagio minorile ha parlato l’assessore regionale alle politiche sociali, Roberto Santangelo. “Come Regione, abbiamo sostenuto e accompagnato il lavoro del Tavolo Tecnico Regionale Minorile istituito dalle Garanti. Tavolo che mette assieme le realtà territoriali più importanti e significative sul tema della tutela minorile e prevenzione dei disagi. Il progetto che presentiamo è destinato a tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado e anche alle scuole primarie, con modalità specifiche e calibrate per fascia d’età. Nelle scuole secondarie è prevista la proiezione mensile di contributi video sul disagio giovanile. Nelle scuole primarie è stato ideato un approccio pedagogico basato sulle fiabe interpretate da nonni”.
“Noi adulti abbiamo demolito tutti i riferimenti dei nostri ragazzi” secondo la garante per l’infanzia, Falivene, e aggiunge: “Siamo testimoni, nei nostri territori di fenomeni preoccupanti. I minori, spesso, costituiscono vere e proprie bande armate, in spregio alla famiglia e alle istituzioni. Provare a reagire portando nelle scuole messaggi dedicati alla prevenzione dei disagi è il minimo che si possa fare”. Sulla stessa scia la garante dei detenuti, Scalera: “Siamo qui, in questo giorno così denso di significati, per dire ai nostri bambini, ragazzi e giovani adulti più fragili, che le istituzioni ci sono. Non siete soli”.
Durante la giornata di confronto si sono incrociate le voci dei principali esponenti delle forze dell’ordine, delle amministrazioni comunali, della chiesa locale, del mondo della sanità e delle agenzie educative. Una giornata corale che ha messo insieme tutti gli attori che concorrono alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel pomeriggio è stata presentata la pubblicazione scientifica realizzata per approfondire il diritto minorile. Il manuale universitario, dal titolo “Istituzioni di Diritto minorile integrato”, è frutto di un percorso formativo che ha visto partecipare molti esperti in ambito minorile che hanno messo a disposizione le loro competenze.





