Fine vita, il Consiglio regionale d’Abruzzo boccia il progetto di legge
Niente legge sul fine vita in Abruzzo, il progetto di legge non passa in Consiglio regionale
Bocciato il progetto di legge sul fine vita in Abruzzo: il centrodestra boccia il pdl.
Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha bocciato il progetto di legge sul fine vita. La legge è stata bocciata con i voti della maggioranza di centrodestra, che ritiene si tratti di un tema di competenza nazionale, mentre il centrosinistra ha votato sì.
Il progetto di legge d’iniziativa popolare, per la prima volta utilizzato nell’assemblea abruzzese, è nato dalla campagna ‘Liberi Subito’ dell’associazione Luca Coscioni.
La dichiarazione di Marco Cappato e Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni: “Il Consiglio regionale d’Abruzzo si è dichiarato incompetente a normare ciò che il Servizio sanitario regionale già è obbligato a fare: dare risposta a chi chiede di essere aiutato a morire. La decisione presa dalla maggioranza è un atto di irresponsabilità nei confronti delle persone malate e dei medici, privati di ogni garanzia sui tempi e sulle modalità per chiedere e ottenere l’aiuto alla morte volontaria. La competenza regionale è stata correttamente applicata dalla Regione Toscana, la cui norma è perfettamente operativa, pur essendo stata impugnata dal Governo. La questione continuerà a gravare anche sul Servizio sanitario abruzzese, che ha comunque il dovere di rispettare la sentenza ‘Cappato-Dj Fabo’ della Corte costituzionale, intervenendo prontamente come stabilito dalla stessa Corte nel 2024. Un dovere dimostrato anche dalle numerose condanne subite dalle Asl che si sono rifiutate di farlo. L’assenza di scadenze definite per legge determina lunghi tempi di attesa, come i 2 anni attesi da Federico Carboni e Laura Santi”.
“Come Associazione Luca Coscioni continueremo ad aiutare le persone che lo chiederanno a far valere i loro diritti, a denunciare nei tribunali i ritardi nelle risposte del Servizio sanitario e ad aiutare anche materialmente chi ne ha diritto a ottenere l’autosomministrazione del farmaco per il ‘suicidio assistito’ anche in Abruzzo. Ringraziamo le 8.119 persone che hanno reso possibile, con la loro firma, il dibattito sulla legge regionale ‘Liberi Subito’ e tutte le Consigliere e Consiglieri regionali che non hanno nascosto la testa sotto la sabbia e che erano pronti a esprimersi nel merito”.
La nota del Patto per l’Abruzzo
“Un’occasione persa che ha impedito all’Abruzzo di compiere quel passo avanti nella sfera dei diritti legati alla dignità della persona” ad affermarlo è il consigliere regionale Luciano D’Amico che con i gruppi di PD, Abruzzo Insieme, M5S, AVS, Azione e Riformisti, compone la coalizione di opposizione del Patto per l’Abruzzo.
“In Italia – continua D’Amico – ai sensi della legge 219/17, un malato può scegliere il rifiuto delle terapie o l’interruzione della sedazione profonda, oppure, ricorrendo le condizioni previste dalla sentenza 242/19, accedere all’aiuto alla morte volontaria. Noi abbiamo lavorato all’interno delle commissioni competenti affinché in Abruzzo, così come in Toscana, si legiferasse per stabilire un protocollo chiaro per la gestione delle richieste di fine vita come previsto dalla legge nazionale e dalla corte Costituzionale. Lo abbiamo fatto con convinzione perché questa legge, per la quale ringraziamo l’Associazione Luca Coscioni, è una di quelle norme che potremmo definire ‘tempo dipendenti’, poiché – mentre noi discutiamo sulla competenza della Regione Abruzzo a legiferare sul tema, nonostante sia stata chiaramente definita dal Collegio delle garanzie statutarie, e mentre aspettiamo che il Senato avvii una discussione su un futuro disegno di legge, ci sono persone che soffrono: oggi è possibile interrompere la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale e morire per disidratazione o per progressiva compromissione delle condizioni fisiologiche ,avviandosi verso la morte con sofferenze inaudite, ma non fare ricorso al suicidio assistito. Così come è possibile rifiutare il supporto di ventilazione meccanica e affrontare la morte per progressivo soffocamento, ma non accedere al suicidio assistito: non si capisce il motivo, ma bisogna soffrire anche per morire. Non è questo che ci hanno chiesto oltre 8mila cittadini abruzzesi che, al contrario, chiedono una concreta possibilità di esercizio di diritti costituzionalmente garantiti, di stabilire tempi certi e procedure chiare per esercitare una scelta consapevole, rispettando la dignità della persona”, conclude.
Nel corso della seduta sono state inoltre esaminate due proposte di legge. La prima, votata dalla maggioranza, con il voto contrario dell’opposizione e l’astensione dei consiglieri Cavallari (Abruzzo Insieme) e Pavone (Azione), si compone di dieci articoli e dispone diverse modifiche di carattere urgente a leggi regionali vigenti. Tra le novità introdotte, l’istituzione del referente del territorio per l’affido e l’adozione “per un efficace coordinamento della rete istituita su base regionale, con l’entrata in vigore della norma cessa dall’incarico il coordinatore nominato con atti amministrativi”, spiega la relazione illustrativa. Ulteriore previsione riguarda la “Fondazione Abruzzo Film Commission”: la legge indica la necessità di un organismo di revisione dei conti da prevedere espressamente nello Statuto e nell’atto costitutivo, stabilendo che i tre membri siano nominati dal presidente della Giunta regionale ai quali sarà riconosciuto, “a decorrere dall’anno 2025 un compenso annuo onnicomprensivo di euro 5mila per il presidente e di euro 4mila per ciascun componente”. Novità anche sulle Comunità e aree montane. Viene previsto, infatti, che i commissari liquidatori resteranno in carica fino al 30 giugno 2026, allungando di un anno l’attività. Vengono poi prorogati i termini della legge regionale, “Disposizioni per l’adeguamento delle infrastrutture sportive, ricreative e per favorire l’aggregazione sociale nella città di L’Aquila”, spostando al 31 dicembre 2026 il termine massimo per ultimare gli interventi. Si tratta di 532mila euro provenienti da donazioni a seguito del sisma del 6 aprile 2009, che saranno utilizzati per potenziare la struttura universitaria del complesso sportivo “Centi Colella”. A seguire allo scopo di “garantire la persistenza della copertura finanziaria degli interventi a sostegno dell’aeroporto di Pescara e della società di gestione Saga Spa”, vengono apportate delle modifiche nella spesa regionale, riconoscendo alle strutture 5.757.128 euro per il 2025; 1.094.642 euro per il 2026 e 885.136 euro per la gestione 2027. Si aggiorna l’allegato della norma regionale già approvata lo scorso marzo (n. 4/2025 del 10.03.25) che, all’art. 10, riconosce contributi in favore dell’Aeroporto d’Abruzzo. In materia di sostegno ai luoghi di cultura, vengono destinati ulteriori 40mila euro di fondi risparmiati sul bilancio 2024 del Consiglio regionale, per gli interventi utili alla riapertura della casa natale di Francesco Paolo Michetti a Tocco Casauria”, portando il contributo a 210mila euro. È stato, infine, modificato un passaggio della legge n. 1 del 2025 su “Iniziative ed eventi in ambito sportivo”, destinando un finanziamento di 200mila euro, già previsto per altra iniziativa, ai “Campionati Europei di Ciclismo Gravel 2025 Uec”.








