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Elezioni Rettore Univaq, Valenti: Studenti ostacolati nel voto, riscattiamo la comunità

Dopo il primo turno per l’elezione del nuovo rettore Univaq, il candidato Marco Valenti si rivolge alla corpo accademico: “C’è voglia di discontinuità e trasparenza. Il secondo turno è una sorpresa, considerato l’appoggio dei due rettori al collega Graziosi”

Un messaggio chiaro e deciso da parte del professor Marco Valenti, candidato alle elezioni per il nuovo rettore Univaq, rivolto all’intera Comunità accademica. “Sorprende che si sia arrivati al secondo turno, visto il vigoroso appoggio dei due rettori in carica al collega Graziosi”.

ELEZIONI RETTORE UNIVAQ – “I risultati del primo turno per l’elezione del Rettore dell’Università dell’Aquila meritano alcune riflessioni. Oltre la semplice lettura dei dati, un’interpretazione di ampio respiro del voto – scevra delle pesanti interferenze e distorte comunicazioni diffuse a ridosso della consultazione – consente di dire che portando l’Ateneo al secondo turno è emersa comunque l’esigenza di cambiamento interpretata dalla varietà delle candidature proposte daicolleghi Lozzi e Carapellucci e da me, e dal significativo supporto che hanno ricevuto.
Un supporto dato da persone libere che hanno veicolato nell’urna la voglia di discontinuità, l’esigenza di trasparenza, la necessità di una amministrazione terza edefficace,l’urgenza di affrontare temi decisivi come la mancata ricostruzione delle sedie la qualità generale dei nostri servizi”.

“Il collega Graziosi – che il suo stesso programma accredita come candidato della continuità – sebbene appoggiato con inusitato vigore da due rettori in carica, dalla potente struttura di governance amministrativa e dalla sua stessa posizione di
presidente di fondazione (con enormi opportunità di gestione), ha ottenuto un risultato elettorale importante ma insufficiente e per molti versi inatteso. Che il risultato sia per loro deludente è dir poco, per una candidatura costruita da anni e che, per gli spropositati mezzi che ha avuto a disposizione rispetto ai competitor, avrebbe dovuto vincere al primo turno senza se e senza ma”, continua il candidato Marco Valenti. “La continuità rispetto alle passate gestioni è stata sostenuta da quella che rimane comunque una minoranza dell’intera comunità universitaria. Troppi gli astenuti, pari a circa un terzo degli aventi diritto, una percentuale che deve far riflettere sulla demotivazione del personale. Decisamente alta l’astensione del personale amministrativo, bibliotecario e tecnico, vicina al 40%, effetto non solo della gestione generale dei servizi dell’Ateneo, ma anche di procedure emesse, con straordinario tempismo, a ridosso delle elezioni. Molto grave l’astensione degli studenti – il 70% di loro non ha votato – un non voto di significato politico, un fatto inedito nella storia democratica dell’Ateneo, perché la nostra comunità sono anzitutto gli studenti: con motivazioni burocratiche bizantine, le liste elettorali hanno incluso i rappresentanti eletti due anni fa e solo in minima parte i neo-eletti. Il rischio che avevo segnalato (ricevendo dalla governance critiche feroci) si è puntualmente verificato: gli studenti sono stati in qualche modo ostacolati nell’esercizio dei loro diritti di elettori del rettore”.

Marco Valenti

“Per quanto riguarda l’esito del primo turno, io mi ritengo molto soddisfatto anche sul piano personale: nelle difficili condizioni che ho segnalato, in molti mi avete dato fiducia, vi ringrazio sentitamente. Ora andiamo al secondo turno: per consentire a tutti – soprattutto a chi ha già espresso il suo consenso al primo turno e a chi non ha potuto partecipare – la possibilità di esprimere con il voto la ricchezza di idee, di proposte costruttive e di soluzioni ai problemi, e sollecitato in queste ore da molti di voi, la mia candidatura rimane disponibile. Perché il lievito del cambiamento c’è, è emerso, e noipossiamo alimentarlo con il voto: dopo anni di continuità asfissiante è ora di ritrovare la nostra autonomia e i nostri valori, riscattare l’orgoglio della nostra grande comunità ad oggi piegata e per buona parte rassegnata ad un futuro di passiva medianità. Un voto libero, perché martedì in ogni caso vinca l’Università dell’Aquila”, conclude la nota a firma di Marco Valenti.