Marco D’Onofrio, rugbista scudettato all’Aquila tedoforo olimpico: “I valori dei Giochi sono i miei”
Marco D’Onofrio, tre volte campione d’Italia con L’Aquila Rugby, vigile del fuoco in pensione, sarà uno dei quattro tedofori il 3 gennaio nel capoluogo. L’intervista
Marco D’Onofrio, 65 anni, tra gli atleti più rappresentativi della storia dell’Aquila Rugby e vigile del fuoco in pensione, sarà uno dei quattro tedofori che il 3 gennaio 2026 porterà nel capoluogo abruzzese la Fiaccola Olimpica, in vista dei Giochi invernali di Milano – Cortina. Un avvenimento suggestivo e storico, per la città: la Fiamma torna all’Aquila dopo vent’anni, quando il passaggio ci fu in occasione delle Olimpiadi di Torino.
Marco D’Onofrio ha messo assieme circa 430 presenze con la squadra cittadina della palla ovale, arrivando a vincere tre scudetti: 1981, 1982, 1994. A vantare un palmares così prestigioso è una persona dalla profonda umiltà, che non ha mai perso di vista i valori più profondi e positivi che lo sport nella sua accezione migliore promuove. Dichiara al Capoluogo: “Raramente mi sono esposto pubblicamente, ho cercato sempre di mantenere una posizione defilata, ma a questa opportunità ho aderito con piacere. Rappresenta bene quello che ho cercato di fare nel lavoro e nello sport, in generale nella vita”.
Marco D’Onofrio fa mostra di umiltà quando dice che “probabilmente c’erano persone più titolate di me per portare la Fiaccola Olimpica”. Per lui l’Olimpiade è la manifestazione più alta dello sport, e lo sport è un insieme di valori come “rispetto, spirito di squadra, sacrificio. Non li ho mai persi di vista. Il mio terzo scudetto l’ho vinto da pendolare, da Roma dove lavoravo”. Il rugby, per lui, è molto più che lo sport che ha praticato da giovane, tanto che oggi che rimane al centro della sua vita: è accompagnatore dell’under 16 della Rugby Experience cittadina, che si è da poco laureata campione d’Italia. Sulla situazione del movimento in città, riconosce che “è iniziata una ripresa, ma ci vorrebbe, per rimanere in tema, un po’ più di spirito olimpico, capacità di collaborare e fare sinergia per provare a tornare ai vertici. Dobbiamo tenere conto che partiamo in un contesto svantaggiato rispetto agli avversari del Nord Italia, da noi è più difficile ottenere sponsor e risorse economiche”.
Oltre a Marco D’Onofrio i tedofori designati per il passaggio della Fiaccola all’Aquila sono Giovanni Scalisi, giovane atleta dello Sci Club Ovindoli, Cristina e Paolo dell’associazione Special Olympics. D’Onofrioha lasciato il segno non solo nello sport, ma anche nella professione. Basta evidentemente leggere il messaggio di saluto che gli hanno dedicato i vigili del fuoco dell’Aquila in occasione del congedo del settembre scorso, da vicecomandante cittadino: “La sua disponibilità e la naturale propensione al sostegno, hanno fatto di Marco quel collega con cui confrontarsi, utile supporto per il superamento sereno e ragionato di ogni difficoltà, sintesi di equilibrio ed equidistanza, virtù necessaria allo svolgimento del suo ruolo”.
La fiaccola olimpica sarà in viaggio per 63 giorni, farà in Italia 60 tappe e 12mila chilometri, toccando tutte le 110 province della penisola. Il Viaggio inizierà il 26 novembre 2025 a Olimpia, con l’accensione del sacro fuoco che arriverà poi in Italia, a Roma, il 4 dicembre da dove, due giorni dopo, inizierà il suo percorso. Sarà a Napoli a Natale e festeggerà il nuovo anno a Bari; il 26 gennaio tornerà invece, dopo 70 anni esatti dalla Cerimonia d’Apertura dei Giochi, a Cortina d’Ampezzo e concluderà il suo tragitto a Milano facendo il suo ingresso allo Stadio di San Siro, la sera di venerdì 6 febbraio 2026. Il percorso è pensato anche per rendere omaggio al grande patrimonio storico culturale del nostro Paese che vanta il maggior numero di siti UNESCO al mondo: la Fiamma illuminerà molti dei 60 luoghi iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità. Il 3 gennaio toccherà all’Aquila.





