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Gino Speranza abbraccia il dipinto rubato a Picenze e recuperato dai Carabinieri del Nucleo TPC

Durante la festa dell’Arma dei Carabinieri, esposto il quadro sottratto dalla chiesa di Picenze e recuperato dal nucleo TPC con l’aiuto prezioso di Gino Speranza, memoria storia della piccola frazione. Le interviste.

“È una grande emozione, per noi di Picenze il quadro ha davvero un grande valore, legato a tantissimi ricordi di chi come me ha vissuto in questo territorio un’infanzia semplice, ma felice”. Gino Speranza è commosso, 94 primavere sulle spalle e davvero non ci sperava più di poter rivedere il quadro misteriosamente sparito dalla Chiesa di Santa Maria della Consolazione di Picenze. Dopo il recupero, a opera dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di L’Aquila, la tela è tornato a casa.

Gino Speranza ha indossato il suo vestito migliore e, accompagnato dalla nipote Francesca, è andato a rendergli omaggio in occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri dove è stato esposto nella sede del Comando Provinciale dell’Aquila. Anche perchè, forse questo non tutti lo sanno, Gino Speranza è stato prezioso per il riconoscimento del quadro. Memoria storica della piccola frazione di Picenze ha in qualche modo collaborato all’operazione che ha consentito di riportare a casa il prezioso dipinto. La sparizione dell’opera, del pittore fiorentino Monaldi, non era mai stata denunciata, mente il quadro è stato ritrovato a Genova a novembre 2024, quando il dipinto è stata individuato nel catalogo online di una casa d’aste genovese, pronto per la vendita con una stima tra gli 8.000 e i 12.000 euro. Determinanti per il riconoscimento e il ritrovamento dell’opera la segnalazione di uno studioso abruzzese e quelle della Pro loco del posto. Il dipinto, dal grande valore storico e religioso del 1595, raffigurante la “Nascita della Vergine”, è stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale  di L’Aquila al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova. 

Gino Speranza abbraccia il dipinto rubato a Picenze e recuperato dai Carabinieri del Nucleo TCP

Gino Speranza era davvero felice e ha voluto ringraziare i Carabinieri di persona: “per noi di Picenze è un regalo importantissimo. Grazie davvero per tutto quello che fate!”. La vita di nonno Gino è stata semplice e intensa, sposato con Delma Ciatti, il primo e unico grande amore, vivono a Picenze da sempre. Per un breve periodo è stato a Torino, dove lavorava per le Ferrovie dello Stato e scriveva con la Olivetti pur avendo una sola mano. Purtroppo, da bambino, mentre giocava con alcuni bambini del paese rimase gravemente ferito dallo scoppio di un ordigno inesploso. Nonostante questo ha sempre condotto una vita normale, fino a qualche anno fa portava ancora la macchina, ed era famoso per la sua guida “all’inglese”.

Le interviste

Era presente anche il Maggiore Alberto Calabria, comandante del Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) dell’Aquila. “L’operazione di recupero portata a termine dal nostro Nucleo ci rende molto felici. Si tratta di un dipinto di particolare pregio e valore storico, siamo riusciti nell’operazione grazie all’iniziale segnalazione di uno studioso abruzzese che ha consentito di attivare l’attività di indagine. Ma, fondamentale, è stato l’aiuto della comunità locale, grazie anche al contributo prezioso di persone come Gino Speranza”, ha detto ai microfoni del Capoluogo.

Gino Speranza abbraccia il dipinto rubato a Picenze e recuperato dai Carabinieri del Nucleo TCP

Erano presenti anche i ragazzi dell’associazione L’anima di Picenze, nata per riscoprire l’amore per la propria terra. Il presidente Riccardo De Bernardinis era emozionato e contento di poter condividere questo momento insieme a persone come Gino, che rappresentano il cuore della piccola frazione. “Per noi questa giornata è molto importante, resa ancora più preziosa dal contesto della Festa dell’Arma. Insieme possiamo continuare a far crescere i nostri borghi, mantenendoli vivi, autentici e ricchi di prospettive per il futuro”.

Ritrovato a Genova dipinto del XVI secolo sparito dalla chiesa di Picenze