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Morto dopo il taser, tre indagati: il 30enne aveva assunto cocaina

Potrebbe essere stata “un’intossicazione da cocaina” ad aver causato la morte di Riccardo Zapppne, il 30enne che si è sentito male dopo l’uso del taser da parte della Polizia. Due i fascicoli d’indagine

Sono due i fascicoli d’indagine aperti per la morte di Riccardo Zappone, 30enne pescarese deceduto dopo essere stato colpito con un taser. Uno per lesioni aggravate, l’altro per omicidio colposo come conseguenza di altro reato: spunta “una presumibile intossicazione da cocaina”.

L’autopsia è andata avanti fino a tardi. Dovrà far luce sulle cause della morte del 30enne Riccardo Zappone, pescarese residente a San Giovanni Teatino. Il fascicolo aperto per lesioni aggravate vede indagate tre persone: Angelo De Luca, titolare dell’officina di strada Comunale Piana dove è iniziata la lite in strada con Zappone, Paolo De Luca, fratello di Angelo, e il genero del meccanico, Daniele Giorgini. Per loro c’è anche l’aggravante dell’uso di un bastone.
“Risulta che Zappone Riccardo, poco prima del malore, sintomo di patologia che ne ha causato il decesso, è stato percosso con violenza, anche mediante uso di un bastone di legno, sino a subire ferite sanguinanti, da più persone identificate dalle immagini delle telecamere pubbliche di sorveglianza”. Questo quanto riporta Il Centro. Il filmato è stato consegnato al professor Cristian D’Ovidio, che dalle 18 di ieri ha eseguito l’autopsia fino a tarda ora. D’Ovidio potrà visionare anche il filmato che riprende, invece, l’ingresso di Zappone nella camera di sicurezza in Questura: dove il 30enne – reduce dalla lite in strada e dalle scariche elettriche del taser usato dai poliziotti che non riuscivano a calmarlo per caricarlo in macchina – si è sentito male, per poi morire in ospedale poco dopo.

Sulla vicenda proseguono le indagini della Squadra mobile, anche per ricostruire i movimenti del giovane fin da prima della lite, cominciata intorno alle ore 9:20. Sembra infatti che Riccardo Zappone abbia riportato anche una ferita alla nuca: sarà stata causata dalla caduta avvenuta durante la lite con il meccanico e le altre due persone coinvolte, o era giunto in officina già ferito? Secondo quanto ricostruito finora dal Pm, Zappone aveva assunto sostanze stupefacenti, presumibilmente cocaina. Fatto, questo, che confermerebbe anche la descrizione del suo atteggiamento fatta dal meccanico, il quale ha raccontato di essersi ritrovato il 30enne in officina “completamente fuori di sé”. La morte potrebbe essere stata causata dalla droga assunta? Un’altra delle domande alle quali dovrà dare risposta l’esame autoptico eseguito ieri. Il Pm chiede al medico legale, dunque, di accertare le cause della morte, “stabilendo se esse debbano essere poste in relazione causale con eventi lesivi esterni, o con l’assunzione di stupefacenti. Indichi quanto altro ritenuto utile a fini di giustizia”. 

Sempre secondo la ricostruzione dei fatti, il giovane si era presentato in officina in evidente stato d’agitazione, dopo aver camminato avanti e indietro tra l’attività del meccanico e una clinica veterinaria presente in zona. Lì, nell’officina, il ragazzo avrebbe cominciato a urlare, ad agitarsi e a infastidire i clienti. A colpirlo per primo con due schiaffi, di fronte all’atteggiamento aggressivo di Zappone, sarebbe stato il fratello del meccanico. Poi la situazione è degenerata, con l’arrivo della Polizia, il trasferimento di Zappone in Questura, il malore e la morte in ospedale.