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Elezioni rettore UnivAq, gli studenti incontrano Roberto Carapellucci

Elezioni Rettore UnivAq, questa è la volta di Roberto Carapellucci: un programma centrato sulla vita studentesca e un Ateneo più connesso. Tra le proposte, un Centro di Ricerca per l’Intelligenza Artificiale

Carapellucci agli studenti: “Università viva, connessa, al centro della città”.

Non è solo una questione di didattica o di governance accademica. Per Roberto Carapellucci, candidato a Rettore dell’Università dell’Aquila, l’università è prima di tutto uno spazio vissuto, abitato, integrato nel tessuto urbano. È con questa visione che si è presentato agli studenti e alle studentesse dell’UnivAq durante l’incontro al Dipartimento di Scienze Umane, nel polo centrale, illustrando un programma dove il cuore pulsante sono proprio loro: gli studenti.

Durante l’incontro, Carapellucci ha sottolineato come sia necessario ripensare il rapporto tra Università, città e territorio. Al centro del suo intervento, infatti, non solo l’importanza di una didattica di qualità, ma anche la visione di un’Università viva, partecipata e radicata nel contesto urbano. “Bisogna riportare i giovani a vivere il centro storico – ha affermato – e farlo in un’ottica sociale, affinché L’Aquila torni a essere una vera città universitaria“.

Uno dei passaggi chiave è stato dedicato al Dipartimento di Medicina (Mesva). Carapellucci ha proposto l’apertura di un tavolo permanente di confronto tra ASL, Regione Abruzzo, assessorato e Università, con l’obiettivo di costruire sinergie durature che rimettano al centro le esigenze degli studenti delle scuole di specializzazione e dei pazienti. Un modello che punta a trasformare la formazione medica in un’esperienza più umana, integrata e realmente formativa.

Sul piano dei servizi, Carapellucci ha ribadito la necessità di un’analisi accurata dei dati e dei bisogni reali per progettare interventi efficaci: dal potenziamento del trasporto pubblico, utile a collegare i poli decentrati come Roio, fino a un accesso più flessibile alla mensa centrale, anche in orario serale, per supportare una popolazione studentesca che spesso vive ritmi non lineari. Grande attenzione è stata dedicata anche alla creazione di luoghi di socialità, spazi fisici in cui gli studenti possano incontrarsi, collaborare, costruire relazioni e vivere la quotidianità universitaria oltre le aule.

Tra le proposte più ambiziose emerse nel corso dell’incontro, spicca la volontà di creare un Centro interdipartimentale di ricerca sull’Intelligenza Artificiale. Un progetto che mira a rendere l’UnivAq un punto di riferimento regionale e nazionale non solo nella ricerca, ma anche nella formazione e nell’applicazione concreta dell’IA, con un approccio trasversale che integri competenze scientifiche, umanistiche, sociali e tecnologiche.

Carapellucci ha illustrato una visione gestionale dell’Ateneo costruita sull’esperienza e sulla partecipazione. Alla base, un processo scandito in tappe precise: mappare e valutare le aree strategiche dell’Università, definire obiettivi condivisi su base biennale, monitorare costantemente i risultati attraverso indicatori chiari e intervenire prontamente in caso di criticità. Tutto questo nella cornice del futuro Piano Strategico, che per Carapellucci dovrà svilupparsi su pilastri già delineati: didattica innovativa, internazionalizzazione, sostenibilità, inclusione e digitalizzazione. Il cuore del metodo è però il coinvolgimento attivo di tutte le componenti dell’Ateneo. Non a caso, il candidato ha ribadito la volontà di mantenere un dialogo continuo e strutturato con dipartimenti, personale tecnico-amministrativo e studenti, per una governance realmente partecipata.

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