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Referendum 8 e 9 giugno, al voto cittadinanza e lavoro

Domenica 8 e lunedì 9 giugno gli italiani saranno chiamati a votare su cinque quesiti che riguardano temi legati al lavoro e alla cittadinanza. Essendo referendum abrogativi, per essere validi devono raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto.

I referendum dell’8 e 9 giugno su cittadinanza e lavoro si avvicinano. gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su una serie di questioni che riguardano lavoro e cittadinanza.

Entrando nel dettaglio, oltre alla riforma della cittadinanza, ci sono quattro quesiti sul lavoro che riguardano contratti precari, subappalti e licenziamenti. I seggi elettorali saranno aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Potranno votare tutti i cittadini italiani maggiorenni, comprese le persone fuori sede che abbiano fatto richiesta entro il 5 maggio, i residenti all’estero iscritti all’Aire, ma anche chi si trovasse temporaneamente fuori dall’Italia per motivi di studio, lavoro o cure mediche e che abbiano presentato la domanda entro il 7 maggio. Essendo referendum abrogativi, per essere validi devono raggiungere il quorum, ovvero votare almeno il 50 per cento più uno degli aventi diritto. Ciascun quesito sarà sottoposto al voto su schede distinte e sarà possibile votare anche per un solo referendum. Gli aventi diritto temporaneamente residenti all’estero possono esercitare entro il 7 maggio l’opzione per il voto per corrispondenza, secondo quanto prevede l’articolo 4-bis della legge 459/2001. La norma individua come tali i cittadini italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione elettorale in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti.

Nel frattempo, la direzione centrale per i Servizi elettorali del dipartimento Affari interni e territoriali del Viminale ha pubblicato i fac-simile delle schede di voto relative ai referendum abrogativi che riproducono fedelmente le schede che saranno utilizzate nei seggi, con il testo integrale di ciascun quesito e le opzioni di voto.

referendum

I cinque quesiti: lavoro e cittadinanza
Quattro quesiti su cinque sono stati promossi dalla Cgil, insieme a decine di associazioni, e riguardano il lavoro, in particolare licenziamenti, contratti a termine e sicurezza negli appalti. Il quinto referendum, presentato dal partito +Europa, propone la modifica dei requisiti per ottenere la cittadinanza italiana. Tutti i promotori invitano a votare “sì” per abrogare le norme attualmente in vigore.

Licenziamenti e tutele crescenti
Il primo quesito propone l’abrogazione della norma introdotta con il Jobs Act dieci anni fa dall’allora governo Renzi che, per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 in aziende con più di 15 dipendenti, elimina il diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo, sostituendolo con un indennizzo economico. Il “sì” eliminerebbe questa norma, ripristinando il diritto al reintegro. La scheda per il primo quesito è verde chiaro.

Indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese
Il secondo referendum chiede invece l’eliminazione del tetto massimo di sei mensilità previsto per l’indennità nei casi di licenziamento illegittimo nelle imprese con meno di 16 dipendenti. Con il “sì”, il giudice avrebbe la possibilità di stabilire indennità più elevate in base al caso specifico. La scheda per il secondo quesito è arancione.

Contratti a termine e causali
Il terzo quesito riguarda sempre il Jobs Act e mira a ripristinare l’obbligo di indicare una causale nei contratti a tempo determinato anche per la prima assunzione, oggi ammessa per un massimo di 12 mesi senza motivazione. L’obiettivo dei promotori è evitare l’uso prolungato di contratti precari privi di giustificazione. La scheda per il terzo quesito è grigia.

Responsabilità negli appalti e subappalti
Il quarto quesito interviene invece sul tema della sicurezza sul lavoro. Attualmente, in caso di infortunio o malattia professionale, la responsabilità è limitata all’azienda appaltatrice o subappaltatrice. Il referendum propone di estendere la responsabilità anche all’impresa appaltante, cioè al committente, reintroducendo un principio di responsabilità solidale. La scheda per il quarto quesito è rosso rubino.

Cittadinanza italiana dopo cinque anni
Il quinto referendum, promosso da +Europa, propone di dimezzare da dieci a cinque anni il periodo di residenza legale in Italia necessario a un cittadino straniero maggiorenne per ottenere la cittadinanza italiana. La proposta ha raccolto oltre 637mila firme grazie a una mobilitazione online e ha trovato il sostegno di diverse associazioni e forze politiche. La scheda per il quarto quesito è gialla.

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