Il cantante aquilano Simone Cocciglia presenta la sua “Maledetta primavera”
Un’attrazione passeggera di una notte, una canzone iconica da 44 anni. Simone Cocciglia presenta la sua versione di “Maledetta primavera”, il successo anni ’80 di Loretta Goggi.
Una versione rock/elettronica, un video “pazzesco” girato nella magica atmosfera di Peltuinum. “Maledetta primavera” di Loretta Goggi, successo del 1981 che arrivò secondo al Festival di Sanremo, ri-arrangiata dal cantautore aquilano Simone Cocciglia che, insieme alla sua band, presenta l’ultimo lavoro “che vi farà ballare e cantare tutta l’estate”.
“Maledetta primavera” è, dalla sua uscita 24 anni fa, un brano dal notevole successo commerciale. Una canzone iconica, a tratti malinconica, ma grande protagonista delle serate anni ’80, “Sempre richiesta – spiega Simone Cocciglia ai microfoni del Capoluogo – quando andiamo a cantare nelle serate o ai concerti. Un successo tutto Made in Italy che parla e arriva al cuore della gente”. Loretta Goggi con la sua “Maledetta primavera” volle dare voce a una donna tormentata che, dopo essersi lasciata andare a un momento di grande passione, finisce per pentirsi dell’accaduto. “Quello che inizialmente le sembrava un grande amore, era solo un’attrazione passeggera, almeno da parte del partner…Praticamente, usando il linguaggio di oggi, quella povera donna racconta la storia di tutti noi che, almeno una volta nella vita suamo stati ‘ghostati’ da qualcuno“, spiega ancora Cocciglia.

Il 4 giugno prevista l’uscita del videoclip. Il trailer, anticipato dal Capoluogo, ha creato già un certo “rumore”: la potenza di un bacio, espressione d’amore pura e semplice, che ancora desta scandalo.

Il video è stato girato a Peltuinum, scenografia unica nel suo genere; diretto da Stefano Ianni, alla fotografia vede Francesco Colantoni e gode del patrocinio del comune di Prata d’Ansidonia. Con Simone, Luca Biasini alla chitarra, Valerio Scarsella al basso, Daniele Ciocca alla batteria. Lo ricordiamo, lo scorso novembre è uscito “SOLO // CAOS” il secondo album del cantautore. 14 brani elettro/pop dai testi pungenti, ironici, arrabbiati, provocatori, che affrontano tematiche strettamente legate all’attualità.
Chi è Simone Cocciglia
Simone Cocciglia, cantautore abruzzese è nato a L’Aquila. Nel 2013 si aggiudica il secondo posto al Premio Nazionale Musica D’Autore Poggio Bustone con “Enti serpenti” che successivamente verrà inserito nella compilation di successi pop Hit Mania Estate 2014. Nel 2017 è il vincitore del Premio Mia Martini con il suo brano “Cercavo un senso”. Il brano “La mongolfiera” è stato selezionato da Red Ronnie per la rassegna musicale Voci del Mediterraneo ed arriva alla finale nazionale del Premio Donida. È tra gli 8 finalisti del Premio Musica Controcorrente tenutosi al CET di Mogol dove vince il Premio Omaggio a Mogol, reinterpretando un suo celebre successo accompagnato dalla sua band. #Nonècosìimportante, dopo essere entrato nella TOP 10 della classifica ufficiale cantautori di ITunes, entra a far parte della compilation Hit Mania Estate 2015. “Pozzanghera (solo alibi)”, viene presentato in anteprima nella cornice del Mapei Stadium di Reggio Emilia durante l’intervallo dell’evento calcistico Sassuolo – Sampdoria valido per la Seria A Tim. È finalista ad Area Sanremo 2018 col brano “Narciso”. La sua “Indisciplinato” ha vinto il premio miglior brano radiofonico al Festival Nazionale Fatti sentire tenutosi a Cinisello Balsamo lo scorso giugno. A Novembre 2019 ha presentato in anteprima al Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila il suo primo album dal titolo “Lascio andare” con l’etichetta discografica “Onda Dischi” disponibile in tutti i digital store. È tra gli 8 finalisti del Premio De Andrè 2022 in cui vince con il suo brano “Animale sleale” la targa del quotidiano “La Repubblica”. Semifinalista al 1mnext 2022, il contest del primo maggio. Finalista del premio Amnesty International 2023 “Voci per la libertà” con il brano “La mia giostra”. Tra i 30 semifinalisti del Festival di Castrocaro 2023 con “Azzurro Rosa”. Finalista per la seconda volta, al Premio De Andrè 2024, con “La mia giostra”.





