Dipinto del XVI secolo rubato da Picenze e recuperato dal Nucleo TPC: una comunità vigile salva l’arte
Dipinto del XVI secolo sparito dalla chiesa di Picenze, opera recuperata grazie alla sinergia istituzionale e al contributo della comunità.
L’AQUILA – Il tempestivo intervento dei Carabinieri del Nucleo TPC blocca la vendita del dipinto del XVI secolo sparito dalla chiesa di Picenze. Il comandante Calabria: “Frutto della sinergia istituzionale e della collaborazione della comunità”. Fondamentale la segnalazione di uno studioso abruzzese e il coinvolgimento della pro loco.
Poteva essere venduto anche all’estero, grazie al catalogo online, e a quel punto sarebbe stato molto più difficoltoso riportare a casa la “Nascita della Vergine”, opera attribuita al pittore fiorentino Bernardino Monaldi e originariamente custodita nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, nella frazione Picenze del Comune di Barisciano. La tempestività dell’intervento dei Carabinieri del Nucleo TPC (Tutela Patrimonio Culturale) ha però bloccato ogni possibilità di vendita, scongiurando l’eventuale uscita del prezioso dipinto – valutato tra gli 9 e i 12mila euro – dai confini nazionali.
Come spiega il maggiore Alberto Calabria, comandante del TPC L’Aquila, al Capoluogo d’Abruzzo, l’importante recupero è stato possibile “grazie alla sinergia istituzionale con lo stesso Nucleo di Genova, la Procura, la Soprintendenza L’Aquila Teramo e l’importante collaborazione della comunità di Barisciano”.
Una sottolineatura, quella della collaborazione della comunità locale, non casuale: “Uno storico abruzzese – racconta il comandate Calabria – ha infatti riconosciuto l’opera direttamente dal catalogo. Da lì, la segnalazione, con la Soprintendenza che ha avviato le verifiche, coinvolgendo i militari del TPC”. Ma subito la prima complicazione: “Non avevamo a disposizione materiale fotografico, per cui ci siamo dovuti basare su pubblicazioni d’archivio e testimonianze“. Ed è qui che diventa cruciale la grande collaborazione della cittadinanza, che ha aiutato i carabinieri a chiudere il cerchio in breve tempo, scongiurando il rischio più grosso: “Ci hanno aiutato molto, consentendoci di operare tempestivamente. Questo genere di opere è molto richiesto anche all’estero e se fosse stata perfezionata un’eventuale vendita fuori dai confini nazionali, sarebbe stato tutto più complicato”. Con l’opera recuperata prima della vendita, però, il Monaldi di Picenze può tornare subito “a casa”. A breve, infatti, la riconsegna alla Curia.
“È stata fondamentale la velocità con cui sono state condotte attività complicate – conclude il maggiore Calabria – per questo è importante sottolineare la sinergia tra i nostri militari con i colleghi di Genova, la Procura e la Soprintendenza, con la proficua collaborazione dei cittadini che con le proprie testimonianze hanno messo a disposizione i ricordi e le pubblicazioni d’archivio che hanno permesso l’identificazione e il recupero dell’opera. A tutti va il ringraziamento del Nucleo TPC dell’Arma dei Carabinieri”.

L’opera.
Il dipinto presenta caratteristiche compatibili con la pittura tardo-cinquecentesca: la scena della nascita di Maria è ambientata in un interno domestico, con la presenza della madre Anna e di alcune figure femminili e di angeli. La composizione, centinata nella parte superiore, è coerente con l’architettura dell’altare della chiesa dove l’opera era originariamente collocata. Sul lato sinistro della tela è visibile la firma abbreviata dell’autore, “Bernard.us Monal.us Flo.us 1595”, identica a quella riportata in una fonte storica ottocentesca che descriveva il dipinto all’interno della chiesa aquilana. Sebbene l’opera presenti alcuni elementi più semplificati, altri dettagli come i volti e la vivacità espressiva di alcuni personaggi riflettono una mano esperta e un certo equilibrio compositivo.
L’opera è stata ritrovata nel catalogo di una casa d’aste di Genova; il possessore del bene è risultato estraneo ai fatti, poiché aveva ereditato l’opera da una parente, e ha fornito piena collaborazione.






