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Irruzione al Carrefour, denunciati 10 manifestanti

10 manifestanti nei guai per l’irruzione al Carrefour Express dello scorso 25 Aprile: ascoltati i dipendenti. Non si escludono ulteriori sviluppi

In 10 sono stati denunciati per l’irruzione al Carrefour avvenuta lo scorso 25 aprile, nel giorno della Festa della Liberazione.

Le indagini della Digos hanno portato a individuare i volti degli attivisti che si sono resi responsabili dell’irruzione all’interno del supermercato Carrefour Express di Corso Vittorio Emanuele, in centro storico. Sono tutti attivisti aquilani legati alla Bds Italia, movimento che sostiene la Palestina, promuovendo azioni di boicottaggio contro Israele.
I denunciati sono ritenuti responsabili di “aver promosso una pubblica manifestazione non ritualmente preavvisata all’autorità pubblica di sicurezza, negando all’atto di inizio della stessa ogni tipo di indicazione sulle modalità di svolgimento”. Questo – come riporta Il Centro – è scritto sull’informativa che la polizia ha consegnato alla Procura. 
I manifestanti ora sono indagati per violenza privata. 

Il blitz del 25 aprile aveva coinvolto circa 20 manifestanti, con striscioni e sudari di stoffa bianca macchiati con vernice rossa, per simulare il sangue. Il fatto era stato denunciato sui social dall’imprenditore Marcello De Angelis, che aveva raccontato di come i clienti si fossero spaventati, bambini compresi. De Angelis aveva inoltre segnalato anche il lancio di oggetti e insulti rivolti ai dipendenti; di contro la replica dei manifestanti che hanno invece parlato di un “flashmob”. 

I dipendenti dell’attività commerciale sono stati ascoltati dalla Polizia per ricostruire l’accaduto.
L’addetta alla corsia di fronte all’ingresso del Carrefour ha riferito di aver “notato 15 persone che entravano silenziosamente, con stracci e mani rosse. A quel punto alcuni clienti si sono spaventati e hanno lasciato la spesa per uscire dall’attività”, mentre il titolare, vista la situazione creatasi, ha invitato gli attivisti a uscire dal supermercato, senza tuttavia essere ascoltato. In quel momento uno degli attivisti avrebbe affermato, rivolgendosi a De Angelis, “Il Carrefour è complice del genocidio”. 
“Non sapevo cosa sarebbe potuto accadere, alcuni manifestanti avevano il volto travisato”, hanno raccontato ancora i dipendenti. Tutte le informazioni raccolte dalla polizia sono ora in mano alla Procura per la valutazione di eventuali ipotesi di reato: non sono esclusi ulteriori sviluppi.