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PD Abruzzo, macerie elettorali

Il PD Abruzzo esce con le ossa rotte dalla tornata delle elezioni comunali. Le indicazioni politiche

PD Abruzzo, non male: malissimo. Se a livello nazionale il Partito Democratico si rinfranca assai per l’esito delle elezioni amministrative, vista la conquista di una città capoluogo di regione come Genova e un andamento in generale positivo, l’Abruzzo nella mappa dei dem spicca come un’isola… infelice.

Le indicazioni politiche che si possono trarre da una tornata in cui i Comuni abruzzesi al voto con popolazione superiore a 15mila abitanti erano due, Sulmona e Ortona, parlano di una debacle.

A Sulmona il candidato del centrodestra Luca Tirabassiha vinto nettamente al primo turno, nonostante al Partito Democratico sia riuscito di mettere in campo una coalizione “larga”, secondo la linea portata avanti a livello nazionale dalla segretaria Elly Schlein. A non avere funzionato sono stati evidentemente i candidati, a cominciare dal candidato sindaco, l’ex giornalista Angelo Figorilli, e il messaggio. Tirabassi ha giocato facile sui vantaggi della cosiddetta “filiera”, ovvero la presenza in caso di vittoria di una Regione e di un governo nazionale dello stesso segno politico, mentre il Pd, menando sull’alleanza della destra con Andrea Gerosolimo, ha clamorosamente mancato il bersaglio. Le due liste del tandem costituito da lui e dalla moglie Marianna Scoccia hanno ottenuto complessivamente il 27 per cento, grosso modo la metà dei consensi messi assieme dalla coalizione, ed eleggono cinque consiglieri. Gerosolimo a Sulmona è tutt’altro che tramontato. A questo si aggiunge la scelta di puntare molto sulla sopravvivenza del tribunale, e sulle presunte false rassicurazioni lanciate al riguardo da Tirabassi, presidente dell’Ordine degli avvocati locale. L’ampia sconfitta è anche il segno che la questione non attecchisce, e costituisce un pessimo segnale in vista delle elezioni di Avezzano, dove lo scontro sulla sede giudiziaria è perfino più acceso. Intanto a Sulmona è l’ex Teresa Nannarone a criticare aspramente le giustificazioni del segretario regionale Daniele Marinelli.

Persino peggio va ad Ortona, dove il Pd nonostante i grandi squilli politici della vigilia sul “Patto per Ortona” non è riuscito a portare dalla sua pezzi di coalizione, dai Cinque Stelle al Partito socialista, e non ha raggiunto nemmeno il ballottaggio, che sarà una sorta di derby interno al centrodestra, tra Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Di fronte a un quadro del genere, è facile comprendere l’ostentata soddisfazione del Presidente della Regione Marco Marsilio, che è andato anche a Carsoli a festeggiare l’elezione di Alessandro Marcangeli. Qui il Pd può dire almeno di essere entrato in una maggioranza, visto che i suoi esponenti locali, sebbene in veste civica, hanno sostenuto il candidato supportato dal centrodestra. Verrebbe da dire che al Pd in Abruzzo per vincere non resta che allearsi con la destra. Ma questo lo schema del “Patto”, dalle elezioni regionali perse con Luciano D’Amico in poi, non lo prevede. Di allearsi con la destra, e nemmeno di vincere.

luca tirabassi