L’Aquila 1927, Stefano Baiocco è il nuovo presidente
Nuovo assetto societario per L’Aquila 1927, con Stefano Baiocco alla presidenza del Club. In qualità di vice presidenti Andrea Selvaggio e Gadaf Haliti
Cambio al vertice per L’Aquila 1927: l’annuncio è arrivato nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina allo stadio Gran Sasso d’Italia. Il club rossoblù ha presentato ufficialmente il nuovo organigramma societario, che vede Stefano Baiocco – imprenditore alla guida della Baiocco Holding S.p.A. – ricoprire la carica di presidente. Insieme a lui, Andrea Selvaggio e Gadaf Haliti sono stati nominati vice presidenti, con quest’ultimo delegato al sociale e al terzo settore.
Un nuovo corso, dunque, per L’Aquila 1927 che si apre dopo una stagione sportiva chiusa con la sconfitta ai playoff, ma che ha lasciato in eredità un bilancio positivo. Un progetto che continua e si rinnova, guardando già alla prossima annata sportiva con l’ambizione di consolidare il percorso intrapreso.
Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo presidente, Stefano Baiocco, l’amministratore delegato Goffredo Juchich ha ripercorso le tappe recenti del Club e il valore del cammino fatto fino ad oggi: “Questa società è stata da anni composta e gestita completamente da tifosi, che hanno ottenuto dei risultati importanti in questa città. È una squadra che è riuscita a tornare in Serie D, con l’ambizione di riportare questo progetto nei professionisti. Tutto questo grazie alla passione, all’impegno gratuito, al legame con la politica e l’imprenditoria locale. La città è tornata a parlare di calcio, i bambini vogliono entrare nel nostro settore giovanile, i bar commentano le partite. E ora vogliamo alzare l’asticella”.
Un passo avanti possibile grazie all’ingresso di nuove figure imprenditoriali e manageriali, già coinvolte nel lavoro di squadra da diversi mesi. “La cosa bella di Stefano Baiocco è il suo gruppo di lavoro. Da sei mesi è già operativo dietro le quinte. Ora vogliamo vincere ancora”.
Stefano Baiocco ha raccontato così il senso del suo ingresso in società, evidenziando la forza del legame emotivo con la città: “Il gioco del calcio è aggregazione, socialità, unione. Quando mi è arrivata questa opportunità mi ha vibrato il cuore. Ha risvegliato quell’orso aquilano che dormiva dentro di me. Non sono qui a fare promesse, ma a condividere ciò che possiamo costruire. Il nostro organo collegiale decide insieme, con unione di intenti. Per noi, quest’anno, non bastano 11 giocatori in campo +1: ce ne servono 12 + 1. Il tifo e la comunità sono il nostro valore aggiunto”.

Uno spirito condiviso anche da Andrea Selvaggio, che ha sottolineato l’elemento umano come fondamento del progetto: “Oltre al senso di rinascita collettiva che si respira in città, mi ha colpito la passione dei tifosi che gratuitamente si adoperano per mandare avanti questa società. È qualcosa di coinvolgente, e il progetto nuovo stadio saprà valorizzarlo”.
Infine, Gadaf Haliti ha rimarcato la volontà di radicare il progetto nel sociale: “L’Aquila per me rappresenta un’opportunità. Questa città ha sempre mostrato grande attenzione al territorio e alle persone. Con la nuova dirigenza potremo dare continuità a progetti solidi, già ben avviati”.
Il messaggio è chiaro: il nuovo corso di L’Aquila 1927 vuole unire ambizione sportiva e identità collettiva. Una società rinnovata nella struttura, ma fedele a un’idea di calcio che coinvolge, costruisce, aggrega. L’obiettivo? Affrontare la prossima stagione con determinazione e consapevolezza. La strada è tracciata, il campo dirà il resto.












