Precari ASL 1 in assemblea pubblica per confronto istituzionale: in 150 a rischio licenziamento
I precari della Asl 1 Abruzzo convocano un’assemblea per un confronto istituzionale sul rischio licenziamenti.
L’AQUILA – Prosegue la mobilitazione dei precari della ASL 1. Convocata assemblea pubblica a cui sono stati invitati i rappresentanti istituzionali.
Sabato 24 maggio 2025, alle ore 09:30, presso la Casa del Volontariato dell’Aquila (Via Saragat n.10), si terrà un’assemblea pubblica dei lavoratori precari delle cooperative attive nella ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per affrontare la questione relativa al rischio di licenziamento per circa 150 operatori dei settori amministrativo e tecnico, che – denunciano gli stessi – “da anni, pur in condizioni di precarietà, garantiscono il funzionamento quotidiano della sanità pubblica nella provincia dell’Aquila”.
“Sono stati convocati, tra gli altri, – si legge in una nota – i senatori Guido Quintino Liris, Michele Fina, Gabriella Di Girolamo; i sindaci dell’Aquila e dei comuni della provincia; i membri del Comitato ristretto dei Sindaci della Asl 1, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il vicepresidente, Emanuele Imprudente, gli assessor regionali Nicoletta Verì, Mario Quaglieri e Roberto Santangelo, i consiglieri regionali del territorio aquilano, i consiglieri comunali dei comuni interessati, i vertici della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, i rappresentanti degli Ordini dei Medici e degli Infermieri della provincia dell’Aquila; le segreterie provinciali dei sindacati ed i rappresentanti Anaao-Assomed L’Aquila, il sindacato dei Medici dirigenti dell’Aquila”.
“L’assemblea – spiegano i precari – intende essere un momento di confronto pubblico e istituzionale, volto a sollecitare soluzioni immediate per la salvaguardia dei posti di lavoro e la tutela del servizio sanitario. Noi lavoratori, che da anni contribuiscono con professionalità e dedizione a mantenere in piedi la sanità pubblica territoriale, chiediamo risposte concrete per il nostro futuro e di quello delle nostre famiglie”, concludono.
Intanto, da lunedì scorso i lavoratori sono rientrati dalle ferie forzate, dopo l’incontro tra l’azienda sanitaria e il dipartimento della salute e la successiva aggiudicazione dell’appalto alla cooperativa che dà lavoro agli amministrativi e tecnici. I timori, però, non sono finiti con il rinnovo del provvedimento. “Ci hanno fatto rientrare al lavoro – ha spiegato durante il presidio dei giorni scorsi a Palazzo dell’Emiciclo uno degli amministrativi precari, Fabio Giurina, al microfono del Capoluogo d’Abruzzo – ma non ci hanno dato una prospettiva futura, in quanto l’accordo quadro che è stato raggiunto tra la Asl e la nostra cooperativa prevede che nel momento in cui uscirà la graduatoria del concorso, man mano noi andremo a casa. Non può essere questa la soluzione per il nostro lavoro, ma solo per la copertura servizi della Asl”. Dopo l’incontro in Regione, i lavoratori erano stati ricevuti in Prefettura, per un incontro che non si è dimostrato risolutivo. Da lì, la mobilitazione ad oltranza che non esclude possibili scioperi.












