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Precari Asl 1, scioperi in vista

Precari Asl 1, l’incontro dal Prefetto non è risolutivo. Si preannunciano scioperi

Precari Asl 1, prosegue la battaglia e si preannunciano scioperi. All’incontro con dal Prefetto Giancarlo Di Vincenzo, che si è svolto oggi martedì 20 maggio all’Aquila, hanno partecipato i rappresentanti sindacali, quelli della Asl tra cui il direttore dell’azienda sanitaria Ferdinando Romano, quelli della Regione tra cui il direttore del Dipartimento Sanità Emanuela Grimaldi, nell’ambito della procedura “di raffreddamento”. Dall’incontro non è emersa una soluzione rispetto alle richieste dei 150 precari della Asl 1.

Si procederà con il concorso per l’assunzione di 53 amministrativi, con tutti le incognite che comporta per i 150 precari. Il fabbisogno della Asl, è stato detto in riunione in Prefettura, è di 123 persone nel prossimo triennio. Prosegue lo stato di agitazione dei precari della Asl 1 quindi, con scioperi in vista.

Era sembrato in un primo momento il rinnovo della commessa alle società Biblos, Az Solutions e Vigilantes Group, aggiudicatarie del vecchio bando scaduto il 15 agosto scorso, avesse messo al riparo ai 150 lavoratori amministrativi precari, dopo che Grimaldi l’aveva eccepito sull’opportunità della prosecuzione. Sulla sanità abruzzese pesa il fardello del disavanzo di 113 milioni di euro, un macigno che si appesantito dopo che il tavolo interministeriale  ha ritenuto incerte alcune coperture della manovra regionale. A questo si è aggiunta l’approvazione del disegno ma “con riserva” da parte del collegio regionale dei revisori, condito da un vero e proprio scontro con l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri. I revisori hanno stigmatizzato l’atteggiamento della Regione dopo che in un primo momento avevano bocciato l’articolato per mancanza di documenti, e hanno accompagnato il via libera con una serie di prescrizioni molto dettagliata.

La vicenda dei precari si incrocia quindi con questa situazione di sofferenza: era stato l’intervento del Presidente della RegioneMarco Marsilio a sbloccare il rinnovo, ma i lavoratori non sono soddisfatti perché il Presidente della Giunta l’ha legato a doppio filo alla prossima indizione del concorso per 53 amministrativi. Lo scenario che temono e che si prospetterebbe è che una volta assunti i vincitori del concorso, i precari, o almeno chi di essi non ha partecipato od ottenuto un posto utile in graduatoria, siano messi da parte. La richiesta dei cosiddetti precari della Asl è di servirsi di una società in house per procedere a una stabilizzazione di fatto. Quella vera e propria dovrebbe infatti passare per l’assunzione attraverso un concorso.

Prima dell’incontro alla Prefettura il Capoluogo ha raccolto alcune sensazioni e richieste dei lavoratori precari della Asl 1. Fabio Giurina sottolinea: “Non siamo soddisfatti, le parole del Presidente Marsilio sono state che nel momento uscirà la graduatoria del concorso i precari verranno assorbiti nel concorso stesso. In realtà non è così, non tutti noi lo abbiamo superato o comunque non tutti noi vi abbiamo partecipato per varie motivazioni, perché è stato riaperto più volte e in molti non hanno ricevuto le notifiche per i cambi di registrazione. Sono parole dettate al vento, occorre trovare nuove soluzioni: non è questa la strada giusta. Oggi dall’incontro con il prefetto ci aspettiamo che si esca con una soluzione in mano definitiva, noi in particolare auspichiamo l’utilizzo di una società in house, ma se ce ne sono altre ben vengano. La questione si trascina del resto da anni, più volte, da ultimo nel 2023 abbiamo provato a sollevarla attraverso il sindacato FESICA, ma nessuno ci ha ascoltato, nessuno ha provato a fare qualcosa per noi. Oggi siamo arrivati al punto che abbiamo sempre gridato”.

Julianita Anselmini dichiara: “Da questo incontro ci aspettiamo una soluzione, e che la possibilità della società in house venga presa in considerazione per il bene delle 150 famiglie che rischiano il posto di lavoro”.

Gina Pacella: “Auspichiamo nella sensibilità della politica che le 150 famiglie a rischio siano tutelate ed eventualmente stabilizzate”.