Precari Asl, la protesta continua: Sindaci aiutateci
I precari Asl continuano la loro azione di protesta. “L’aggiudicazione della gara non basta. Ad oggi siamo rientrati in servizio, ma il nostro futuro resta incerto”.
Precari Asl, la polemica continua. Tende piantate davanti alla sede della Regione: nel pomeriggio prevista una riunione con le autorità politiche e i sindacati.
“Siamo un gruppo di lavoratori precari impiegati da anni tramite cooperative presso la ASL 1 Avezzano–Sulmona–L’Aquila.Dopo l’aggiudicazione del nuovo appalto quadriennale da 24 milioni di euro, siamo rientrati in servizio, ma il nostro futuro resta incerto“, questa la premessa di alcuni lavoratori, che lanciano il loro appello ai sindaci del territorio affinché la loro situazione venga tutelata.
L’emergenza sembrava rientrata dopo l’aggiudicazione della gara da parte della Asl, ma se il presente vede i lavoratori tornati al lavoro, dopo la comunicazione delle ferie forzate, è il futuro a preoccupare i lavoratori e le loro famiglie.
“Con la prossima pubblicazione della graduatoria del concorso pubblico per 53 posti da assistente amministrativo, rischiamo il licenziamento. Molti di noi non hanno superato la prova, non hanno potuto partecipare o non hanno ottenuto un punteggio utile. Nessuna garanzia è stata data per la continuità occupazionale.
Chiediamo ai sindaci della provincia dell’Aquila di sostenere la nostra battaglia per la tutela dell’occupazione. Vi invitiamo a essere presenti a partire da oggi pomeriggio all’Emiciclo, all’Aquila, in occasione dell’incontro con le istituzioni regionali e dei sindacati. Il vostro sostegno può fare la differenza”.
Così la protesta non si ferma, anzi. Tende e striscioni davanti a palazzo Silone, sede della giunta regionale dell’Aquila: è il presidio a rotazione dei 150 lavoratori precari dell’area tecnica e amministrativa della Asl provinciale, assunti tramite le cooperative Biblos, Az Solutions e Vigilantes Group. La loro è un’azione simbolica per dare continuità alla mobilitazione in corso. Dall’altro lato della strada due slogan sintetizzano il malessere dei manifestanti: “Licenziare 150 lavoratori e distruggere 150 famiglie” e “Utili fino a ieri, inutili da oggi.Per anni sfruttati, poi licenziati in un giorno”.
Sulla questione si era espressa anche l’opposizione in una nota arrivata ieri, 18 maggio, avanzando dubbi sulla soluzione offerta dalla gara recentemente aggiudicata.“I somministrati sono circa 150, i posti a concorso 53… qualcosa non torna. Chi è disposto a dire che tra i primi 53 ci siano persone già impiegate come somministrati e che quindi abbiamo stabilizzato 53 precari? Inoltre, se anche nei tre anni di vigenza della graduatoria si arrivasse a coprire l’intero fabbisogno di 150 posti (perché non bandire fin da subito il concorso per la totalità del fabbisogno? Molto probabilmente perché l’incidenza della spesa del personale sulle spese correnti è fuori parametro e quindi blocca le assunzioni?), quante delle persone oggi impiegate nei servizi esternalizzati rientrerebbero e quante ne resterebbero fuori? Il paradosso è che chi ha già lavorato in ASL rischia di restare fuori dalla selezione che dovrebbe garantirgli la stabilizzazione e, amaramente, lo vedremo.La notizia vera è che si genereranno disoccupati che hanno dedicato oltre dieci anni della loro vita all’azienda sanitaria e si perderanno persone formate e specializzate, con un danno alla qualità dei servizi per il cittadino“. Questi i dubbi avanzati dai consiglieri comunali di Azione, Passo Possibile e 99 L’Aquila.












